NOTIZIARI 2019

link ai notiziari del 2018
AVVISO IMPORTANTE, riferito a tutti i numeri del Notiziario.
In questi notiziari, scritti dalla Dr.ssa Ferraro, che sono inviati per email a  coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l’argomento, la dr. Fiamma Ferraro comunica, oltre alle novità sulle date dei suoi corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per ricevere il Notiziario basta inviarci una e-mail (fiafer@yahoo.com) mentre chi non desideri più riceverlo può inviare allo stesso indirizzo una mail scrivendo nell’oggetto “cancellare”. I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto, integrale o parziale  dei Notiziari può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte(scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per –www.buteyko.it  Buteyko Italia), insieme all’avviso che “  “il contenuto dei  notiziari  della Dr. Ferraro ha scopo informativo e non intende in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.”

NOTIZIARI BUTEYKO    2019
“NOTIZIE SALUTARI”-scritte dalla Dr. Fiamma Ferraro   per Buteyko-Italia  (www.buteyko.it )

NOTIZIARIO GIUGNO-LUGLIO 2019-
Care lettrici e cari lettori , sembra essere  finalmente arrivato il caldo estivo,    relativamente all’improvviso e con notevoli sbalzi delle temperature.  Tanto per restare in tema, in questo notiziario affronto alcune tematiche “ calde ”.
Prima   però   sono lieta di annunciare che, oltre a quello già esistente all’indirizzo buteyko.it, ho ora   aperto un nuovo profilo Facebook all’indirizzo “Dottoressa Fiamma Ferraro” in cui troverete  vari post non solo su Buteyko e respiro ma anche, più in generale,  su vari interessanti  argomenti  nel campo della salute. Buona lettura!

CALDO O FREDDO: COSA E’ MEGLIO?
E’ risaputo che  degli improvvisi cambiamenti di  temperature   possono essere drammatici per chi è affetto da patologie. Il nostro Buteyko affermava che il caldo può indurre un’iperventilazione; (basta pensare al respiro affannoso dei cani in estate!) E’ però anche risaputo che temperature fredde costituiscono un rischio non indifferente per i medesimi soggetti. Nel tentativo di rispondere alla domanda: “Potendo scegliere tra il caldo ed il freddo cosa sarebbe preferibile?” Buteyko avrebbe sicuramente risposto “il freddo” in quanto l’organismo al freddo ventila meno perdendo meno vapore acqueo, e suda di meno. A mio avviso la risposta dipende tuttavia da molti fattori: da dove si vive, da fattori psicologici (c’è chi adora il caldo e chi lo detesta) dall’assunzione di farmaci, dalla pressione arteriosa e dall’eventuale presenza di patologie. Ho comunque effettuato una ricerca su Pub Med e come si poteva   prevedere, non c’è una risposta  sicura. Cito due studi:
1. “Analysis of environmental risk factors for chronic obstructive pulmonary disease exacerbation: A case-crossover study” (Analisi di fattori di rischio ambientali nelle riacutizzazioni di broncopatie croniche ostruttive. Uno studio incrociato) -Miguel-Díez J, Hernández-Vázquez J et al.
L’obiettivo di questo recente studio spagnolo (maggio 2019 )è stato quello di valutare se vi  fosse una correlazione tra  livelli di inquinamento ambientale e fattori climatici da una parte   e   casi di riacutizzazioni   di broncopatie croniche ostruttive dall’altra ; lo studio è stato retrospettivo (ha considerto  i casi verificatisi in Spagna tra il 2004 ed il 2013). Gli autori hanno valutato dati forniti dall’ Agenzia Metereologica Spagnola confrontandoli con le opedalizzazioni e dismissioni registrate negli archivi informatici spagnoli. Sono stati valutati 162,559 di questi casi  e si è visto che ospedalizzazioni e tassi di mortalità sono maggiori in autunno ed inverno. Sono state riscontrate correlazioni tra la temperatura esterna, il tasso d’umidità, la presenza nell’aria di ozono, monossido di carbonio, ossido nitrico ed altri fattori inquinanti ed i ricercatori hanno concluso che  vi sono correlazioni tra temperature esterne fredde ed esposizioni di breve durata con molecule “inquinanti” da una parte  e riacutizzazioni di broncopatie croniche ostruttive dall’altra.
2)“Exposure to extreme heat and precipitation events associated with increased risk of hospitalization for asthma in Maryland, U.S.A.”, (l’eposizione ad eventi di caldo estremo ed a precipitazioni sono correlate ad un maggior rischio di ospedalizzazioni per asma nel Maryland, Stati Uniti”), di Sonela S, Jiano C et al, pubblicato nel 2016 sulla rivista Environmental Health. I ricercatori fanno presente che vi è una scarsità di dati attinenti ad una correlazione tra caldi estremi e gravità dell’asma. L’obiettivo dello studio era di quantificare tale correlazione. Lo studio ha preso in considerazione gli anni 2000-2012, e la metodologia era simile a quella dello studio sopra-citato. I ricercatori hanno concluso che esiste una netta correlazioni tra caldi estremi e precipitazioni durante il periodo estivo e le ospedalizzazioni per attacchi d’asma.
Quali deduzioni si possono trarre in un’”ottica Buteykiana”?  Quanto  al primo studio  in cui è stato riscontrato maggior numero di ospedalizzazioni  per broncopatie croniche-ostruttive durante l’autunno-inverno  si può osservare, in merito alle cause, che in chi i respira con la bocca   accede all’organismo un maggior numero di virus e batteri e l’aria non è inoltre stata scaldata dai seni paranasali, fattori che peggiorano tutti i quadri clinici respiratori. Inoltre nell’aria ci possono essere particelle e gas poco “simpatici”, ed il respirare dalla bocca aItro non fà che “invitare” queste sostanze ad entrare nell’organismo in quantità maggiore.
Quanto invece al secondo studio: l caldo peggiora un’iperventilazione, aggravando situazioni di broncospasmo pre-esistenti; respirare dalla bocca in questi casi può solo essere paragonato a versare benzina sul fuoco. Salvo casi di ostruzione delle vie nasali basterebbe  in genere poco, (ovvero  la pratica  di quelle che dal 2005 chiamo “Le norme di buona condotta respiratoria”) per risolvere/attenuare gradualmente questo problema.

LA” PSAMMATOTERAPIA”… MA COS’E?!
Come i fedeli lettori  già sanno, sono alla costante ricerca di nuove informazioni, e non mi stanco mai di leggere articoli, e nuove ricerche  scientifiche  su Pub Med dove -purtroppo per  chi non parla bene l’inglese- quasi tutti gli  studi pubblicati sono in questa lingua. Confesso che ho inserito come  termini di ricerca le parole  “therapy with sand” (terapia con la sabbia) tanto per scherzare, per poi scoprire che questa terapia esiste veramente! Il nome tecnico in italiano è ”psammatoterapia “ (od anche psamnoterapia) .Posso solo affermare che c’è sempre da imparare!
Oltre alla presenza dell’acqua fresca ed invitante, ed oltre  all’interesse da un punto di vista scientifico (certe università offrono la specializzazione in idroterapia) il bello di andare al mare (piace ad adulti e bambini)  è dovuto  non solo all’acqua ma anche alla sabbia;  la sabbia infatti sembra possedere potenziali benefici terapeutici: oltre all’effetto psicologico del camminare sulla sabbia, “evento” rilassante (indubbiamente potenziato dal fatto che si è in vacanza) che attiva il sistema nervoso parasimpatico,(il quale  potenzia il  rilassamento ed i processi digestiv), esiste appunto la psammatoterapia. Si tratta in teoria di una monoterapia, e metto l’accento su “in teoria”, in quanto ho potuto constatare, in base alla mia esperienza clinica, che un successo terapeutico il più delle volte dipende non solo da uno ma da più approcci terapeutici. Pare comunque che la psammatoterapia sia meglio conosciuta come “sabbiatura”,  rientra  nei trattamenti di talassoterapia, e consiste in veri e propri bagni di sabbia calda. La proprietà curativa della psammatoterapia si basa sull’azione benefica del calore sprigionato gradualmente dai microcristalli di cui è composta la sabbia. Tutto il corpo (testa esclusa) viene ricoperto dalla sabbia calda che attiva processi di tonificazione muscolare.
Per questo la psammatoterapia è particolarmente indicata a chi soffre di artrosi, tensioni muscolari, rachitismo, osteoporosi e decalcificazioni ossee. Se fatta direttamente al mare, la psammatoterapia apporta vari benefici dovuti all’azione della sabbia calda, ai quali si aggiungono quello dello iodio, dell’aria pulita, dell’acqua marina, ed in genere tutto l’ambiente concorre a creare il giusto mix di relax e benessere.
La psammatoterapia può essere effettuata anche in centri termali o negli istituti di bellezza e benessere, ma in questo caso l’azione salutare della sabbia calda si riduce sensibilmente perché, sebbene vengano riprodotte le condizioni naturali del mare, la sabbiatura artificiale non ha la ionizzazione attivata dai raggi del sole, elemento indispensabile per una maggiore azione curativa. La natura ci mette a disposizione elementi preziosi per il nostro benessere;impariamo a trarne il meglio.
Ovviamente ho ampliato le ricerche su Pub Med, trovando uno studio retrospettivo molto interessante: “Hot sand baths (psamnotherapy): a systemic review -Bagni di sabbia calda (psamnoterapia): una revisione sistematica”, di Antonelli M. e Donelli D. , pubblicato nel numero di febbraio di quest’anno  di “Complementary Therapeutic Medicine”. L’obiettivo dello studio era di valutare la psamnoterapia come monoterapia in soggetti affetti da artrosi/artrite e patologie respiratorie. I ricercatori hanno valutato tutti gli studi effettuati sulla tematica, concludendo che la psamnoterapia non dava i risultati sperati. Io stessa avrei in effetti avuto qualche dubbio in proposito, ma sono del parere che si tratta comunque di un approccio interessante i cui benefici   potrebbero essere    potenziati se abbinati ad  approcci terapeutici aggiuntivi

UN CONSIGLIO “HOT” PER L’ESTATE
  Ne “approfitto” per proporre una brevissima lezione sulla medicina ortomolecolare. Innanzitutto, per chi non lo sapesse, la medicina ortomolecolare altro non è -in parole povere che però rendono il concetto- che “una corretta prescrizione di vitamine, minerali, amminoacidi, acidi grassi ed altre sostanze di origine organica”. La medicina ortomolecolare   è che pura biochimica applicata, ed ho tenuto a precisare questo concetto in quanto un riaddestramento respiratorio in base agli insegnamenti di Buteyko è pura fisiologia ed anatomia applicata. Circa 20 anni fa mi sono resa conto che in Italia la terapia ortomolecolare (di origine tedesca, fondata da Linus Pauling) non era molto conosciuta   ed   l’ho pertanto approfondita   con dei corsi in Germania. Vi propongo dunque alcune informazioni e consigli generali su questa terapia . Il concetto importante della medicina ortomolecolare è il dosaggio della sostanza. C’è un abisso tra il cosìddetto “dosaggio giornaliero raccomandato” (che è veramente un dosaggio indispensabile minimo)  ed un dosaggio terapeutico, che dovrebbe  essere prescritto da un medico con una certa esperienza in questo campo.
La vitamina C è indubbiamente la più conosciuta; Linus Pauling, il padre della medicina ortomolecolare, ha vinto il premio Nobel in medicina per i suoi studi sulla vitamina C. Al giorno d’oggi non è però tra le più carenti. Nella scelta di un “multi-vitaminico-  e/o multi-minerali” è fondamentale prestare attenzione, per i minerali, in particolare alla presenza di ferro e di rame, ed occorre inoltre fare attenzione al giusto rapporto  tra rame/zinco, calcio/fosforo   ed altri elementi .  Si tratta di elementi necessari per l’organismo che dovrebbero essere integrati in casi di carenza ma che possono essere tossici  in quanto l’organismo non  è in grado  di   espellerli se in eccesso. Non dovrebbero mai essere assunti “alla cieca”.Quanto alle vitamine, mentre quelle idrosolubili vengono eliminate nelle urine se in eccesso, le vitamine liposolubili (A,D,E e K)   possono essere  nocive  se assunte il eccesso. Inoltre, la vitamina D non è una “vitamina” ma una sostanza di natura ormonale (un secosteroide)  con effetti simili a quelli del cortisone (indispensabile ma dannoso se in eccesso)   Se ne può dedurre che non tutte le vitamine ed i minerali sono la stessa cosa! Un consiglio generale che posso invece dare a tutti è quello di assumere magnesio durante il periodo estivo. In questo articolo non cito studi, (vi ho già tediato abbastanza!), mi soffermo a dire che su Pub Med attualmente vi sono ben 104677 studi sul magnesio. Il magnesio può solo essere definito come un minerale salvavita. Funge da catalizzatore in oltre 300 reazioni biochimiche. A livello clinico può essere utile in casi di: crampi muscolari, pressione arteriosa elevata, ansia, osteoporosi e stipsi (ovviamente, come abbiamo visto nell’articolo precedemte, non sempre come monoterapia). Il corpo espelle il magnesio in casi di iperventilazione cronica e, per restare in tematica, anche con il sudore ed in chi fa attività fisica motoria. Consiglio di integrare il magnesio nei mesi estivi rivolgendosi ad un  fornitore esperto, in grado di consigliare dei  buoni preparati di magnesio.
Tornerò su altri aspetti della medicina ortomolecolare in uno dei prossimi notiziari.

Auguro un buon inizio estate a tutti, con i migliori auguri per una buona respirazione

DATE CORSI BUTEYKO:

1) CORSI PER USO PROPRIO
   A) Corsi di gruppo

a CARPI, corso per un piccolo gruppo   l’ 8 settembre 2019         a ROMA, domenica 15 settembre
a MILANO, sabato 21 settembre
   B) Corsi  individuali e/o consulenze mediche(per adulti o bambini): è possibile  concordare   telefonicamente in ogni periodo un appuntamento per  corsi Buteyko individuali  per adulti e/o bambini e per consulenze mediche a Siena, Firenze,  Roma  Carpi, ed in certi periodi anche a Milano .
Prossime disponibilità: a CARPI (MO) : Corsi individuali  l’11 e 12 luglio (chiamare  il     poliambulatorio  CARPI 3000  al 059 695045 per concordare    l’appuntamento.   a MILANO il 23 e 24 settembre
-In caso di corso individuale può essere sufficiente  mezza giornata (circa 4 ore) Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.– In alcuni corsi e consulenze mediche   i partecipanti che lo desiderino potranno, su preavviso, effettuare anche un test Oligoscan che consente, in base alla spettrofotometria, di valutare la quantità di metalli tossici depositata nei tessuti.

2) CORSI PER ISTRUTTORI BUTEYKO
           ––   Il  1° livello del prossimo corso per istruttori (rivolto a chi desidera imparare il metodo Buteyko non solo per ottimizzare la propria respirazione ma anche  per insegnarlo agli altri)   nel prossimo mese di ottobre 2019, in date da precisare,   sia   a  CARPI (MO)   che a ROMA . Il 2°e conclusivo livello si svolgerà, per chi ha già partecipato ad un  1° livello, alcuni mesi dopo, nelle stesse città,  in date concordate con i partecipanti al 1° livello.
Il numero dei partecipanti a questi corsi per istruttori è molto ristretto,  per essere sicuri che ognuno   possa imparare nel migliore dei modi come diventare un buon istruttore.   Chi desideri partecipare  è pertanto invitato a segnalare  al più presto  il suo interesse  : (fiafer@yahoo.com) tel. 3456248926 (dal lunedì al venerdì, tra le 18 e le 20. 

3)-CORSI DI PERFEZIONAMENTO  su varie tematiche.
          — Corso “Buteyko e Sport”. A MILANO, il 22 settembre 2019 
Dato il grande successo riscosso dai due corsi su “Buteyko e Sport “, tenuti nella scorsa estate   a Milano insieme al Prof. Ongaro,   è in programma    un nuovo corso su “Buteyko, sport e luoghi comuni”   . Per il  contenuto di questo tipo di corso ved. a questo link il programma dell’anno scorso, al quale verrà apportata qualche aggiunta/variazione 1°  www.scienzaeconoscenza.it/blog/medicina-non_convenzionale/sei-uno-sportivo-migliora-la-tua-respirazione-con-il-metodo-buteyko

 NOTIZIARIO Aprile-Maggio 2019
Allergie
Nel mio precedente Notiziario di febbraio, in vista dell’approssimarsi della stagione dell’aumento delle  allergie  ai pollini e  delle riniti allergiche ( e l’asma è presente nell 30-40% circa dei pazienti con rinite allergica) raccomandavo di  dedicare particolare attenzione agli esercizi di respirazione Buteyko, poiché con l’ottimizzazione della respirazione si ottiene  un miglior    funzionamento del sistema immunitario,  ed un’attenuazione  di tali  allergie. Osservavo  peraltro  che   il riassestamento del sistema immunitario richiede un po’ di tempo, durante il quale si possono adottare anche varie terapie di supporto: così ad es nella   fitoterapia  cinese sono  spesso impiegati per le allergie dei preparati a base di  Schisandra Chinensis, la cui efficacia antiallergica è stata constatata in vari studi (ved.ad es. www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3349042/  ).
Vi sono poi  varie altre terapie di supporto, alcune delle quali  sono  ad es. indicate in un articolo di Rossana Cavaglieri,    dal titolo “ 3 Strategie per l’asma allergico”  apparso  oggi  (11/4/19) su “Donna Moderna” (che  anni fa  aveva pubblicato anche un mio articolo su Buteyko); ed anche in questo articolo è menzionato,  tra le varie “strategie”, il miglioramente della respirazione con il metodo Buteyko,con la citazione del mio libro “Attacco all’Asma e non solo” (Macro edizioni). Nell’articolo sono inoltre   menzionate varie altre terapie. Tra queste  vi sono quelle basate su funghi medicinali  (micoterapia),alcuni dei quali efficaci soprattutto nella prevenzione,   su  rimedi  omeopatici e  fitoterapici, nonché su manipolazioni osteopatiche dirette a ridare mobilità alla gabbia toracica.
Ovviamente, come ripeto spesso, “ognuno è diverso” ed occorre un’approfondita analisi per accertare quale sia, nei vari casi,  il rimedio migliore per  il singolo ammalato ,  Inoltre, come non mi stanco di mettere in rilievo,  la medicina   “naturale”  non è in realtà una medicina   “alternativa”   a quella  farmacologica/convenzionale  ma è   “complementare/integrativa”, diretta appunto anche a “completare” e potenziare  le terapie farmacologiche eventualmente necessarie. Come mettevo in rilievo a proposito del cortisone  nello scorso numero del mio Notiziario,  lo stesso Buteyko era a favore dell’utilizzo di cortisonici se e quando  neccessari. Essendo l’asma per definizione uno “stato di broncocostrizione reversibile associato ad uno stato infiammatorio”  i cortisonici, agendo su questa infiammazione, migliorano la sintomatologia  e fanno fronte all’emergenza.   Ed a questo proposito,, anche nel citato articolo su “Donna Moderna” si osserva, quanto al metodo Buteyko, che “sperimentazioni cliniche in vari Paesi hanno dimostrato che permette di ridurre  dell’80% l’assunzione di medicinali antiasma”. (Per l’elenco    di  queste sperimentazioni cliniche in doppio cieco  ved. il mio libro “Attacco all’Asma ..e non solo”).

Ottimizzazione del sistema immunitario: la microimmunoterapia
Tra  le varie terapie per l’ottimizzazione del sistema immunitario , una di quelle  di cui ho spesso constatato ottimi risultati   è la microimmunoterapia, sulla quale ho scritto un articolo  dal  titolo “Che cos’è la Microimmunoterapia?”,  pubblicato sull’ultimo  numero  (68/2019)   di “Scienza e Conoscenza” ( ved. www.scienzaeconoscenza.it/prodotti/scienza-e-conoscenza-n-68 )
 La  microimmunoterapia è un’ evoluzione scientifica dell’omeopatia,  diretta ad ottimizzare il sistema immunitario, efficace  per le  allergie,  (ved. ad es.  lo studio Van der Brempt, X.; Cumps, J.; Capieaux, E. (2011). Efficacité clinique du 2L®ALERG, un nouveau traitement de type immunomodulateur par voie sublinguale dans le rhume des foins: une étude en double insu contre placebo. Revue Française d’ Allergologie 51(4): 430-436.),  per malattie autoimmuni,  per   patologie  virali e/o stat i infiammatori. E’ basata sull’utilizzo, in dosaggio “similomeopatico” di sostanze immunoregolatrici scoperte negli ultimi decenni    Come scrivo nell’articolo :” “Spesso non ci rendiamo conto del patrimonio di  salute che il nostro “geniale difensore” ci mette a disposizione: il nostro sistema immunitario è una meraviglia della natura di una complessità ed intelligenza sovrumana, che vigila continuamente contro possibili minacce e le annienta. …..Può tuttavia accadere che questo sistema così complesso e geniale si sregoli, in un senso o nell’altro: può indebolirsi e non reagire bene contro agenti nocivi presenti nell’organismo; oppure può diventare ipersensibile ed iperattivo scatenando allergie e patologie autoimmunitarie (ne sono state individuate più di ottanta.. …). Risulta quindi evidente come il sistema immunitario sia una colonna portante della nostra salute, e quanto sia importante tenerlo o riportarlo in ottime condizioni, e nelle attuali situazioni ambientali e abitudini di vita questo non è per nulla facile.”
La  microimmunoterapia è nata  oltre 50 anni fa grazie al medico belga Maurice Jenaer, deceduto recentemente all’età di 90 anni, dopo un  cinquantennio di lavoro e ricerca e, grazie all’approccio   scientifico  ed   ai risultati constatati, si è rapidamente diffusa,nnanzitutto  i in Belgio    e paesi francofoni , e poi  nei paesi di lingua tedesca in cui, con sede a Vienna, è stata fondata    l’associazione medica per la microimmunoterapia (Medizinische Gesellschaft  für Mikroimmuntherapie; www.megemit.org ) forse la più attiva in questo settore, sia per la formazione dei medici (anch’io ho completato la mia formazione in microimmunoterapia con questa associazione) che per l’organizzazione di congressi, pubblicazioni, corsi e presentazioni.    E’ ora applicata in Europa da oltre 4.000 medici . In  Italia è relativamente meno conosciuta  rispetto ad altri paesi ma vi sono ormai anche da noi varie organizzazioni che ne stanno diffondendo la conoscenza con pubblicazioni e corsi, ed anch’io spero, con il mio articolo pubblicato da  Scienza e Conoscenza,   di aver attirato maggiormente l’attenzione su questa importante ulteriore possibilità terapeutica.

Il sistema immunitario ed il sistema endocrino/ormonale    
Il buon funzionamento del nostro sistema immunitario è strettamente collegato  al nostro sistema endocrino, e cioè alle sostanze ormonali prodotte nel nostro organismo (dal cortisolo prodotto nelle surrenali,  agli ormoni   tiroidei, agli estrogeni, testosterone  ecc. ) Purtroppo questo buon funzionamento è oggi compromesso da molte sostanze nocive, presenti  ed in continuo aumento   nel nostro ambiente  inquinato. Nel mio articolo pubblicato  nel 2017 da “Scienza e Conoscenza “ sugli interferenti edocrini   (www.scienzaeconoscenza.it/prodotti/scienza-e-conoscenza-n-62  – Glifosato & Co.: vi presento gli interferenti endocrini ), esponevo appunto i danni prodotti nel nostro organismo da queste sostanze,  che “interferiscono”   sul buon funzionamento del nostro sistema endocrino.  Nell’articolo mi concentravo in particolare sui danni prodotti dal  glifosato (una sostanza pesticida/erbicida  molto diffusa nelle   coltivazioni) e mi fa ora piacere che la conoscenza della pericolosità di questa sostanza si stia finalmente diffondendo (è di poche settimane fa la notizia che  negli Stati Uniti è stato riconosciuto un risarcimento di  vari milioni ad un coltivatore  ammalato di tumore, che  era stato in continuo contatto con il glifosato) .
Come scrivevo nel mio  articolo di due anni fa :in una situazione di buona salute il nostro sistema endocrino (e quello neurologico/immunitario/psichico ad esso strettamente collegato),  funziona  come un’ottima orchestra in cui ogni componente esegue individualmente la propria parte, regolando tuttavia il proprio modo di  suonare anche in base al suono prodotto dagli altri musicisti , con l’effetto che l’orchestra nel suo complesso produce  una melodia armoniosa. Si discute attualmente sull’ ipotesi dell’esistenza di un “direttore d’orchestra” centrale (ipofisi, epifisi  o altre ghiandole) in grado di dirigere  in modo ottimale l’azione delle varie componenti del nostro sistema endocrino , ma non sono ancora state raggiunte conclusioni sicure.”
Ora tuttavia, dopo aver  partecipato  l’anno scorso ad un corso tenuto da uno dei medici-ricercatori itlaiani più noti  nel  mondo ed aver approfondito la lettura dei suoi libri e delle pubblicazioni sulle sue geniali scoperte, e cioè il Dr. Walter Pierpaoli   (  e non mi riferisco qui solo alle sue scoperte e pubblicazioni sulla melatonina) credo si possa ragionevolmente   pensare che questa “conclusione sicura“ sia stata raggiunta.
Il Dr.Pierpaoli,   in un cinquantennio di ricerche e sperimentazioni ha infatti accertato che questa funzione di “direttore d’orchestra” è da attribuire alla nostra ghiandola  pineale, da lui definita    come “l’orologio della vita”.
Tornerò sull’argomento nel prossimo Notiziario, in cui mi soffermerò in particolare sulle sostanze inquinanti/tossiche che danneggiano questo nostro “orologio” e su alcune possibilità di attenuare almeno in parte il danno prodotto   sull’efficienza della ghiandola pineale dall’accumulo di
queste sostanza

Concludo con i migliori auguri di Buona Pasqua a tutti i lettori !

– CORSI Buteyko con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
Per le date aggiornate vedi il Notiziario più recente (all’inizio della pagina)

  o per concordare un appuntamento per corsi individuali e/o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com

Per ulteriori approfondimenti:  www.buteyko.it   e www.agopunturaocchi.it

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NOTIZIARIO  Febbraio-Marzo 2019
Salve. Si avvicina la primavera  e si avvicina anche la stagione della maggiore diffusione di pollini, ai quali molti sono allergici: il numero degli allergici è in tutto il mondo, per varie cause, in vertiginoso aumento.
Le allergie
Le forme di allergia sono molto varie e, sorvolando qui su quelle ai cibi ed a varie sostanze, scrivo qui alcune raccomandazioni   in merito alle allergie ai pollini. Il primo consiglio, per ottenere il migliore effetto,  è quello di iniziare in anticipo, (e cioè  fin d’ora) delle misure di prevenzione, senza attendere che, nella tarda primavera l’aria si riempia di pollini.   Tra queste misure non può mancare la regolarizzazione/ottimizzazione del modo di respirare, poichè è con i’aria che respiriamo   che introduciamo i pollini nell’organismo e (come i lettori avranno già indovinato!) parlando di misure  di “ottimizzazione del modo di respirare” mi  riferisco ovviamente agli esercizi del metodo Buteyko. Molti lettori mi chiedono se il metodo Buteyko sia efficace anche per  le allergie ed ho trattato l’argomento  non solo nel mio libro ““Attacco all’Asma… e non solo” ma anche in vari numeri del Notiziario,  e nella   pagina  “cosa possiamo curare/migliorare”  di   www.buteyko.it/?page_id=158  , dove tra l’altro scrivo: “Importante, in particolare per le allergie respiratorie, è innanzitutto il respirare non dalla bocca ma dal naso (presupposto essenziale della respirazione Buteyko.)…..e non mi soffermo ora su tutti gli aspetti molto negativi per la salute che derivano dalla   respirazione dalla bocca; voglio qui solo mettere in rilievo che quando si respira dal naso molti fattori allergizzanti (dalle milbe ai peli di animali, acari, pollini ecc.) e veleni ambientali, vengono parzialmente filtrati e trattenuti nelle cilia (micropeluria) del naso mentre quando si respira dalla bocca penetrano in massa e direttamente nelle vie respiratorie… Con l’ottimizzazione della respirazione si ottiene, anche se dopo un periodo più lungo, un miglioramento del funzionamento del sistema immunitario, con l’attenuazione delle reazioni allergiche nei confronti di numerosi pollini. Nel frattempo (il riassestamento del sistema immunitario non si verifica dall’oggi all’indomani: ci vuole un po’ di pazienza) ci sono varie terapie di supporto che possono essere adottate.Vi sono vari preparati, omotossicologici e fitoterapici da consigliare (in base ad un esame individualizzato della situazione). Inoltre, un approccio che negli ultimi tempi mi ha dato i migliori risultati è quello della microimmunoterapia, abbinato alla terapia chelante (sulla terapia chelante ved. I miei articoli sui nr. 40 e 41 del periodico  Scienza e Conoscenza)…. Mi sembra inoltre importante anche considerare che una mucosa perfettamente integra (del naso, vie respiratorie ed anche intestinale, poiché ci sono varie interazioni e sinergie tra le allergie alimentari- e quelle riguardanti sostanze contenute nell’aria) dovrebbe trattenere e non lasciar passare nel sangue le sostanze allergizzanti; se queste mucose sono infiammate e danneggiate, succede che lascino passare dei frammenti di sostanze che non dovrebbero oltrepassarle, e ciò può scatenare fenomeni di allergia o intolleranza .  Quando le mucose sono già molto danneggiate, oltre a normalizzazione la respirazione con il metodo Buteyko è bene, per accelerare la guarigione, cercare di ricostituire l’integrità di questa mucosa, con una terapia medica individualizzata   (spruzzando ad es. nel naso dei preparati che, formando una pellicola impenetrabile, trattengono pollini, ecc . ) …..Alcune sostanze naturali e piante che esercitano un effetto benefico contro l’allergia sono lo zinco, la vitamina B6, il rosmarino, l’aloe, la quercetina ed alcuni enzimi come la bromelaina. “
A questi integratori che consigliavo nell’estratto riportato aggiungo ora, a seguito degli studi della medicina tradizionale cinese e giapponese, gli integratori a base  di funghi ganoderma/ reishi.

Il cortisone: pro e contro
Alcuni lettori   potrebbero  restare perplessi  di fronte al  titolo; forse alcuni immaginano infatti che io sia un medico “anti-farmaco” ma, come  spesso accade, occorre cercare una via di mezzo.   Da un lato infatti molti farmaci sono salva-vita, in particolare  in casi di emergenze mediche acute, ma la doppia faccia della medaglia prevede che possano insorgere dei problemi quando alcuni farmaci vengono assunti per periodi prolungati; pertanto in medicina è fondamentale il concetto di rischio-beneficio .Scrivo ora  questo articolo relativo al cortisone in quanto negli anni ho riscontrato delle vere e proprie “fobie” nei confronti di questo farmaco. Teniamo presente a questo proposito  che le nostre ghiandole surrenali producono il cortisolo, e cioè il nostro cortisone endogeno. Il cortisone è pertanto utilizzato   in medicina per una lunga lista di malattie, che spaziano dall’asma a malattie autoimmuni, ed è ovvio che se il cortisone è assunto per lunghi periodi si va incontro ai rischi di effetti collaterali, per cui nei casi di asma, nel contesto di un riaddestramento respiratorio vale la pena di farne un utilizzo razionale (ovviamente solo su prescrizione di un medico esperto) nei casi in cui esso è veramente necessario. Si tratta in sostanza di una “stampella” da   utilizzare finché giunge il momento in cui se ne può fare a meno.  A difesa del cortisone bisogna  anche considerare che il cortisone non “uccide”, come affermano tanti. In tutta la letteratura scientifica non ho trovato un singolo articolo che affermi che il cortisone possa essere la causa di decessi; (gli effetti collaterali sono un altro discorso). E’ invece tristemente risaputo che l’asma continua ad essere una causa di mortalità da non sottovalutare. Riporto a questo proposito un recente articolo del Prof. G. D’Amato   pubblicato sul periodico della Medicina respiratoria multidisciplinare, ( Multidiscip Respir Med. 2016; 11: 37. Published online 2016 Oct 12. doi: 10.1186/s40248-016-0073-0 ) in cui tra l’altro si osserva che “Nonostante il fatto che i trattamenti per l’asma siano migliorati, attualmente  vi sono ancora dei decessi attribuibili a questa malattia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 250.000 persone muoiono ogni anno in un’età prematura per via dell’asma. Questi dati variano   a seconda del paese, età, condizioni socio-sanitarie ed altri fattori.
In effetti, come faccio sempre presente, lo stesso Buteyko era a favore dell’utilizzo di cortisonici se e quando  neccessari. Essendo l’asma per definizione uno “stato di broncocostrizione reversibile associato ad uno stato infiammatorio”  i cortisonici, agendo su questa infiammazione, migliorano la sintomatologia e fanno fronte all’emergenza. Non bisogna dunque scoraggiarsi se prima o durante  un riaddestramento respiratorio Buteyko sono stati prescritti cortisonici; l’obiettivo è di far sì che, a seguito dell prosieguo dell’addestramento (e magari con il supporto di rimedi  naturali)  si assumano sempre meno sia i cortisonici che i broncodilatatori.

 – Il calcio ed il fluoro
Siamo, come purtroppo tutti ormai sanno, alle prese con  un enorme numero di sostanze  inquinanti e dannose   nel nostro ambiente, non solo in quello esterno ma anche nelle nostre case, nei  detergenti, cosmetici, vernici ecc.  e purtroppo anche negli alimenti, molti  dei quali provengono   da terreni irrorati  con  pesticidi,  contengono conservanti, coloranti , additivi sintetici  e vengono infine venduti in contenitori di alluminio o plastica; ed a proposito della plastica segnalo, per gli asmatici,  questo studio (condotto su 568 donne ed I loro bambini  e pubblicato sul  Journal of Allergy and Clinical Immunology, 2013; 131: 736-42)   in cui  i ricercatori ,hanno constatato l’esistenza di un  notevole  collegamento tra l’asma ed il BPA (bisfenoloA ), elemento chimico che si trova   in  contenitori di plastica usati anche per cibi e bevande;  nel 90% dei bambini divenuti asmatici sono infatti stati reperiti livelli di BPA molto elevati, ed è stata eslusa per questi bambini la possibilità di un’asma provocata da altre cause (fumatori in casa od altro). Come noto l’EFSA   (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha  recentemente vietato l’uso di questa sostanza,  purtroppo non del tutto ma solo per i contenitori destinati ad alimenti per bambini   fino ai 3 anni.
A questo punto i lettori forse si chiederanno cosa  abbiano a che fare  il calcio ed il fluoro  in questa tematica dedicata alle sostanze dannose. Sia nel   mio libro    “La Terapia Chelante ( www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terapia-chelante-libro.php) che in vari articoli (ved . quello sugli  interferenti endocrini pubblicato sul nr. 62  di Scienza e Conoscenza) ho messo in rilievo che, oltre alle sostanze notoriamente tossiche in qualunque quantità, ve ne sono altre che, pur necessarie nella giusta quantità, possono esercitare effetti dannosi se assunte in quantità eccessiva, oppure se non sono assunte nel giusto rapporto con altre sostanze necessarie.
Quanto al fluoro, si tratta di una sostanza tossica ma che in quantità minime è essenziale per il corpo umano, che ne contiene circa 5 grammi   (soprattutto nelle ossa e nei denti). Il fluoro, che da noi per fortuna non  è aggiunto all’acqua municipale (come avviene in molti altri paesi) è comunque assunto anche da noi in quantità eccessive. Si trova nei dentifrici  usati  tutti i giorni  da molti, in certi medicinali, ed anche in vari prodotti alimentari. Il Comitato scientifico dell’Unione Europea sulla salute ed i rischi ambientali mette in guardia quanto al fatto che i bambini allattati artificialmente corrono dei rischi se il loro latte in polvere viene sciolto in acqua contenente fluoro. Il fluoro, come è scritto anche nel celebre giornale medico The Lancet , è   “una sostanza neurotossica che può danneggiare il cervello in fase di sviluppo dei bambini” .
Esso ha inoltre  un effetto di calcificazione della ghiandola pineale e delle arterie, ed   il National Research Council (NRC) ha identificato il fluoro come una sostanza che getta scompiglio nel sistema endocrino e   può compromettere il buon funzionamento della tiroide.
L’effetto di “calcificazione “ prodotto dal fluoro in eccesso mi porta a parlare del calcio, elemento utile ed indispensabile  per il corpo umano , presente in genere in abbondanza nella nostra alimentazione occidentale (latticini ecc.) ed è contenuto in molti integratori  per la salute delle ossa. Ciò nonostante la frequenza dell’osteoporosi è più elevata da noi che non in paesi come il Giappone e la Cina, dove non si mangiano latticini. Come mai?  Indubbiamente vi sono vari fattori da considerare (stile di vita con più movimento, altri alimenti con calcio ecc.) ma,  per quanto riguarda noi, come scrivevo anche in un mio articolo di molti anni fa,  “ è importante non solo assicurarsi di assumerne abbastanza ma anche far sì che il calcio assunto vada a finire nel posto giusto, e cioè nelle ossa, e non magari sulle pareti delle arterie, dove può provocare il loro indurimento e calcificazione (arteriosclerosi).”  Quanto ai fattori necessari affinché  il calcio vada nelle ossa e denti e non  vada ad indurire  arterie, ghiandole e vari tessuti molli occorre, come scrivevo nel mio articolo, fare attenzione al   ruolo fondamentale della vitamina K  ed in particolare della K2 per la solidità delle ossa e per la prevenzione dell’osteoporosi, ma anche  per la flessibilità delle pareti vascolari.   Questa vit. K2 è in genere carente nella nostra alimentazione.  Si trova nelle verdure verdi  e in cibi fermentati (ne è molto ricco il natto –formaggio di soia-molto diffuso in Giappone) e, diversamente dalle altre vitamine solubili nel grasso, non può essere accumulata   ma deve essere fornita ogni giorno e si può verificare una carenza notevole di questa vitamina se    si resta anche solo 7 giorni senza mangiare una quantità sufficiente di alimenti che la contengono. Inoltre l’assorbimento della vit. K dipende (come per le altre vitamine solubili nel grasso::A, D, ed E), da  fegato, cistifellea e funzione digestiva ottimali. Persone che soffrono di problemi di digestione, in particolare dei grassi, soffrono pertanto più facilmente di un cattivo assorbimento della vit. K.  Aggiungo peraltro la consueta raccomandazione, e cioè quella di consultare, prima di prendere integratori a base di vit. K, il proprio medico poiché la vit. K provoca anche un effetto di maggiore coagulazione del sangue, che in alcuni può essere dannoso.
Altri fattori da prendere in considerazione per evitare l’effetto di “calcificazione”  (indurimento non delle ossa ma di tessuti  come le arterie ed altri che non dovrebbero indurirsi) sono l’eccesso di fosforo e la carenza di magnesio – sostanza essenziale in genere carente nella nostra alimentazione, ed utile anche per  chi soffre di asma;       ( uno studio in doppio cieco della durata di 28 settimane, condotto presso la Bastyr University di Washington,   pubblicato su J. Asthma 2010; 47(1)   ha constatato che negli asmatici non troppo gravi, un’assunzione di integratori a base di magnesio ha provocato un notevole miglioramento.)
Vi sarebbe ancora molto da dire sull’argomento ma mi accorgo che questo Notiziario sta diventando troppo lungo! Nel prossimo numero mi soffermerò nuovamente sull’argomento, approfondendo in particolare le strategie che possono essere adottate per la disintossicazione dal fluoro e per  attenuare la calcificazione dannosa prodotta sia dal fluoro, sia in certi casi dal calcio che finisce nei posti sbagliati.

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