NOTIZIARI 2018

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NOTIZIARI BUTEYKO    2018

“NOTIZIE SALUTARI”-scritte dalla Dr. Fiamma Ferraro   per Buteyko-Italia  (www.buteyko.it )

NOTIZIARIO BUTEYKO: Settembre-Ottobre 2018

Salve. Spero che tutti i lettori abbiano passato delle vacanze serene e rilassanti e, dopo l’interruzione delle vacanze, torno a scrivere questo Notiziario.
A questo proposito, uno degli argomenti con i quali ci si trova alle prese  con la ripresa del lavoro/scuola ed altro, è lo stress ed il nervosismo  causato da tutti gli impegni e compiti che si ripresentano, accavallati, quando si torna al lavoro/studio ecc. A questo proposito, come i lettori già sanno,   il modo di respirare è uno dei fattori principali che,  come  esposto in modo più approfondito nel mio  corso su “ iperventilazione, ansia e  problemi  psicosomatici-che ho tenuto lo scorso luglio a Milano, consente di attenuare/eliminare  molti problemi di nervosismo, ansia e depressione. Capita tuttavia non raramente, anche a chi di solito respira abbastanza bene ed in genere non è  nervoso, di trovarsi  alle prese con situazioni particolari, di durata anche breve ma in cui è difficile conservare la calma necessaria per ottimizzare le proprie prestazioni.  Ciò accade ad esempio quando si deve affrontare una prestazione particolarmente importante ed impegnativa , come un colloquio di lavoro, un esame accademico o una pubblica esibizione (paura da palcoscenico!)
Il timore di “parlare in pubbllco” ,  (di fronte ad un vasto pubblico  in lezioni, conferenze, recite e quant’altro) .
Questo timore sarebbe, a quanto  pubblicato in vari articoli (basati su studi e sondaggi condotti soprattutto    negli Stati Uniti)i uno dei “10 maggiori  timori”  con i quali le persone si trovano alle prese (ved ad es. questo articolo: www.verbling.com/articles/post/public-speaking-the-worlds-greatest-fear).  Non pochi infatti in questi casi, proprio quando vorrebbero dare il massimo, temono  di non riuscire ad esporre  in modo efficace  e convincente degli argomenti   importanti, ai quali magari hanno dedicato anni di studio, a causa di improvvisi tremolii /affievolimenti nella voce, sudore freddo, crampi alla stomaco e conseguenti  incertezze, amnesie e confusioni mentali . Che fare se ciò accade?
Ovviamente in questi casi, anche chi di solito non è particolarmente nervoso e respira bene senza iperventilare, non ha  il tempo di interromere il discorso in pubbilco e di ritrovare la calma con gli esercizi Buteyko di respirazione. Occorre qualcosa ad effetto immediato e non appariscente. Approfondendo la ricerca sull’argomento sono capitata su uno “stratagemma” efficace proposto da un personaggio  ben noto  in America ( ved. ad es.  www.nytimes.com/2008/12/28/nyregion/28sarnoff.html). Si tratta di Dorothy Sarnoff (morta nel 2008 a New York a  94 anni) che dopo il debutto nel 1945 come cantante operistica al celebre Metropolitan di New York   iniziò  ad esibirsi non solo come cantante operistica ma anche  come   attrice e cantante nei musical di Broadway, insieme ad altri personaggi celebri come ad esempio Yul Brynner. Dall’età di 50 anni peraltro abbandonò le scene e cominciò a lavorare soprattutto come consulente d’immagine ed insegnante di dizione.    Tra i suoi studenti più celebri  vi furono il primo ministro israeliano, Menachem Begin,  il presidente degli USA Jimmy Carter  ed altri.
Cercando maggiori notizie su questa sua attività diretta ad insegnare come riuscire a parlare   davanti a platee anche mondiali con particolare efficacia, in modo sicuro e senza incertezze, sono capitata sul suo libro, scritto nel 1987, dal titolo “Never be Nervous Again” (non siate mai più nervosi); con sottotitolo (tradotto in italiano) “la massima esperta mondiale di dizione rivela il suo metodo collaudato nel tempo per controllare il nervosismo durante discorsi pubblici ed interviste”. Il libro non è reperibile in italiano ma  a chi parla bene l’inglese consiglio vivamente   di leggerlo  (si trova su Amazon ed altri siti).
E vengo ora al punto chiave del libro, che mi ha subito convinta della sua fondatezza: infatti in questo libro, scritto nel 1987, quando nel mondo occidentale nessuno aveva ancora sentito parlare di Buteyko, uno dei consigli  più importanti,   riportato per primo sul retrocopertina è “L’ importanza di non prendere un respiro profondo”. E nel libro si scrive : “Nonostante tutto  ciò che è stato scritto  sull’effetto rilassante di un respiro profondo,  dei grandi respiri vi rendono invece tesi e nervosi”.  e si passa poi alla descrizione dell’esercizio da lei consigliato (divenuto celebre negli USA con il termine “the Sarnoff Squeeze”.) A questo proposito l’autrice scrive che si trovava, molto ansiosa, insieme a Yul Brynner, sul retroscena del palcoscenico per una rappresentazione di “The King and I”, quando vide Yul Brynner che  spingeva in avanti, con le due braccia tese, contro una parete e quando gli chiese cosa stesse facendo Brynner rispose che stava facendo un esercizio per controllare il suo nervosismo. La Sarkoff continua poi dicendo che questo esercizio, molto efficace se fatto immediatamento prima della prestazione, non poteva facilmente essere effettuato senza sembrare”strano ” ed attirare l’attenzione   del pubblico quando si era già sul palconescico e si stava già parlando o cantando, e lo aveva poi rielaborato in modo da produrre lo stesso effetto immediato  in modo meno appariscente. Non è facile descrivere questo esercizio in poche frasi: si tratta in sostanza di produrre un breve blocco del respiro, al quale si aggiunge un intenso  sforzo fisico (non visibile al pubblico)  tramite una breve  contrazione; e lo sforzo fisico, come i lettori sanno, produce un notevole aumento della produzione di CO2.  Mi riservo di illustrare e dimostrare meglio questo esercizio durante i miei   corsi.

–Respiro e mesoterapia
Come non mi stanco mai di ripetere, anche se in realtà tali “ripetizioni” sono superflue, il respiro è vita, ed in quanto tale si sposa con  molteplici altri approcci terapeutici, i quali possono variare da forme di psicoterapia a terapie di natura fisioterapeutica-posturale. Andiamo  tra l’altro a questo proposito a vedere, per chi non lo sapesse, cos’è la mesoterapia, una pratica terapeutica che si sta pian piano diffondendo sempre di più in Italia, ed il suo nesso con il respiro.
Buteyko affermava che è  quasi impossibile riuscire, anche praticando i migliori esercizi, a respirare veramente “bene” se si soffre di  problemi di natura muscolo-scheletrica-meccanica, e che tali problematiche vanno  risolte prima o contemporaneamente ad un riaddestramento respiratorio. Nel parlare dunque delle varie “norme di buona condotta respiratoria”, in  tale contesto, postura e rilassamento muscolare sono parte integrante dell’assetto respiratorio.
La mesoterapia   è una tecnica di somministrazione di sostanze farmacologicamente attive per via intraepidermica, intradermica superficiale e profonda, e sottocutanea o ipodermica. E’ una forma di terapia estremamente efficace nel trattamento di affezioni osteoarticolari, forme di artrosi e  dolori di varia natura. Ci sono vantaggi non indifferenti nell’utilizzo di questa terapia. Si tratta innanzitutto di iniettare in superficie, mediante aghi specifici, le sostanze direttamente nella zona sofferente. Si possono inoltre iniettare, e questo dipende anche  dalla volontà del soggetto, sia terapie farmacologiche che sostanze naturali. Nel caso in cui vengono iniettati farmaci, essi non sono metabolizzati da fegato e reni, ma agiscono direttamente in loco a livello recettoriale. Non vi sono pertanto effetti collaterali attribuibili ai farmaci; (a meno che non vi siano allergie, ed in casi poco chiari è comunque possibile fare prima un test). Inoltre,  i medici mesoterapisti che hanno conoscenze di agopuntura, possono anche effettuare le iniezioni   direttamente in punti locali di agopuntura attinenti alla zona affetta; questo è un modo per potenziare l’effetto terapeutico. Solitamente si effettua un certo numero di iniezioni con i vari prodotti e l’effetto terapeutico di ogni trattamento dura inizialmente in media  una settimana, per poi protrarsi nel tempo.
Come accennato, vi possono essere vari fattori che ostacolano un riaddestramento respiratorio, quali affezioni di natura posturale ed  un diaframma in tensione; in questi casi è opportuno  ricorrere a  manipolazioni da parte di terapeuti esperti in questo settore.
Se si  tratta invece di problematiche   osteo-articolari-infiammatorie, o di  fascie muscolari in tensione, la mesoterapia può apportare benefici in molti casi.  Abbinando questi tratta manti ad un riaddestramento respiratorio    si ottengono  migliori  livelli fisiologici di ossigeno e di anidride carbonica; questo fattore non può che accelerare il percorso terapeutico. Effettuo la mesoterapia da qualche anno, e posso affermare che i risultati sono molto soddisfacenti. La mesoterapia è ormai praticata da vari medici in quasi tutta Italia, anche a costi relativamente bassi. Buon respiro a tutti e buon “punzecchiamento” in chi ne avesse bisogno!

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CORSI Buteyko con la Dott.ssa Fiamma Ferraro 
1) CORSI BUTEYKO PER USO PROPRIO

a) Corsi di gruppo (con pochi partecipanti,  durata: dalle 5 alle 8 ore a   seconda del numero dei partecipanti); è possibile , per chi lo desideri, effettuare –prima dell’inizio o dopo la fine del corso-  una consulenza medica.
-a MILANO il 1 dicembre 2018
– a MURLO (Siena) il  21 ottobre 2018
– a CARPI il 7 ottobre  2018 (è disponibile ancora 1 posto)
– a FIRENZE ed a ROMA in date da precisare.
b) Corsi  individuali e/o consulenze mediche (per adulti o bambini):

è possibile  concordare   telefonicamente in ogni periodo un appuntamento per  corsi Buteyko individuali  per adulti e/o bambini e per consulenze mediche a Siena, Firenze,  Roma.  Carpi  ed in certi periodi anche a Milano.
Prossime disponibilità a CARPI in ottobre, (chiamare  CARPI 3000  al 059 695045)   ed a Milano il 3 dicembre
In caso di corso individuale può essere sufficiente  mezza giornata (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
– In alcuni corsi e consulenze mediche   i partecipanti che lo desiderino potranno, su preavviso, effettuare anche un test Oligoscan che consente, in base alla spettrofotometria, di valutare la quantità di metalli tossici depositata nei tessuti.

2) CORSI PER ISTRUTTORI BUTEYKO
           — Il  1° livello del corso per istruttori (rivolto a chi desidera imparare il metodo Buteyko non solo per ottimizzare la propria respirazione ma anche  per insegnarlo agli altri)  si svolgerà il 5- 6 ottobre a Carpi. Il 2°e conclusivo livello si svolgerà, per chi ha già partecipato ad un  1° livello,    alcuni mesi dopo.
Il numero dei partecipanti a questi corsi per istruttori è molto ristretto,  per essere sicuri che ognuno   possa imparare nel migliore dei modi come diventare un buon istruttore.   Chi desideri partecipare  è pertanto invitato a segnalare  al più presto  il suo interesse  : (fiafer@yahoo.com) tel. 3456248926 (dal lunedì al venerdì, tra le 18 e le 20 

–ALTRI CORSI
Dato il grande successo riscosso dai due corsi su “Buteyko e Sport “ che nella scorsa estate ho tenuto a Milano insieme al Prof. Ongaro, intendo organizzare   altri corsi di perfezionamento diretti ad  approfondire l’applicazione del metodo Buteyko in relazione a varie tematiche e problemi specifici . Ho quindi in programma   per il prossimo 2 dicembre  un nuovo corso su “Buteyko, sport e luoghi comuni”. Per il programma di questo tipo di corso ved. a questo link il programma del 1° corso sull’argomento, svolto a Milano l’anno scorso:
https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/medicina-non_convenzionale/sei-uno-sportivo-migliora-la-tua-respirazione-con-il-metodo-buteyko

 *********Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali e/o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com

-MAGGIO-GIUGNO 2018

-Fibromialgia, spesso collegata  alla stanchezza cronica
Nel Notiziario   dello scorso aprile avevo osservato che Il numero delle persone  che soffrono di stanchezza cronica è  in rapida crescita da oltre un decennio,  che spesso i vari test diagnostici  effettuati danno  dei parametri normali e non si riesce quindi ad identificare la causa del problema, ed avevo accennato ad alcune possibili cause e rimedi.

Spesso peraltro chi  soffre di stanchezza cronica soffre anche di fibromialgia (e cioè  di dolori diffusi, rigidità ed altro).  Ciò  induce a pensare che vi sia una causa comune che provoca entrambi  i problemi.  
Tra  i possibili fattori  collegati alla stanchezza cronica che avevo menzionato nello scorso  Notiziario vi era innanzitutto il modo sbagliato di respirare  (iperventilazione,  che provoca una mancanza di  energia in tutto il corpo),l’alimentazione sbagliata, le tossine diffusissime nell’ambiente, la disidratazione, e vari fattori  tra cui l’aspetto  psicologico-emotivo che verrà approfondito nel   corso che terrò a Milano l’8 luglio prossimo insieme al Prof.   Ongaro   (ved. sotto) sull’approccio psicosomatico per vari problemi , con particolare riguardo alla respirazione ma non solo. Tra questi vari fattori l’aspetto   psicologico, di notevole importanza per stanchezza cronica, stress, ansia , depressione ed altro,  è di importanza   minore per i dolori    in caso di fibromialgia; quando infatti si percepisce continuamente un dolore intenso, allora la depressione e l’ansia, anche se hanno contribuito ( a seguito di iperventilazione ed altro) a far iniziare la fibromialgia, una  volta che i dolori sono iniiziati allora la depressione,   e stress, più che una causa sono una conseguenza   del dolore percepito.  

Per la fibromialgia assume invece un’importanza  ancora maggiore l’altro fattore causale citato   in relazione alla stanchezza cronica, e cioè quello relativo all’’alimentazione carente delle necessarie sostanze nutritive e l’intossicazione causata dalle sostanze dannose  in continuo aumento nel nostro ambiente inquinato, tra cui i metalli tossici  (ved. sull’argomento anche il mio libro su La Terapia Chelante (ved. www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terapia-chelante-libro.php) ed il mio recente articolo su Scienza e Conoscenza     (ved. www.scienzaeconoscenza.it/prodotti/scienza-e-conoscenza-n-62 )  . Ed a questo proposito  occorrerebbe per la fibromialgia prendere in esame in particolare uno di quei  metalli che, come osservato  anche nel mio libro sono, nelle giuste quantità  vitali ed indispensabili  ma che se in eccesso sono dannosi e tra questi, in relazione alla fibromialgia, in particolare il rame.
–Ruolo del rame nella fibromialgia (e non solo!)
I sintomi principali della fibromialgia sono costituiti da dolori ,diffusi in varie parti del corpo e, appunto,  da una costante stanchezza e mancanza di energia. A ciò si possono aggiungere vari altri problemi, come ansia e depressione, insonnia, rigidità degli arti, mancanza di equilibrio, problemi gastrointestinali ed altri. Questa molteplicità di  sintomi vari rende appunto difficile riuscire a diagnosticare la fibromialgia come causa dei disturbi presenti. Un aiuto può peraltro venire dall’analisi della presenza del rame (in eccesso/carenza/assimilazione disturbata) nel corpo. L’agomento  è complesso e vi sono ancora opinioni ed ipotesi divergenti ma cerco qui di esporre brevemente alcuni dati .
 Il problema maggiormente conosciuto  e studiato in relazione al rame è costituito dal morbo di Wilson; si tratta di una malattia causata da una mutazione genetica-ereditaria che porta all’accumulo di quantità eccessive di rame nel fegato, nel cervello ed in altri organi vitali.  Questa mutazione infatti altera il funzionamento della ceruloplasmina, una proteina sintetizzata soprattutto nel fegato     che trasporta il rame  nel sangue e li redistribuisce. Se, come nel morbo di Wilson, le quantità di ceruloplasmina sono assenti/ridotte,   allora il rame introdotto nell’organismo    si accumula   inizialmente nel fegato e poi in altri organi. (cervello, reni ed altri). Il morbo di Wilson è peraltro relativamente raro e, se diagnosticato    precocemente e trattato  vita natural durante, consente una vita normale.
Purtroppo però viene spesso diagnosticato quando molti danni si sono già prodotti , anche perché  i suoi sintomi  vengono spesso confusi con quelli di altre malattie . Variano infatti  a seconda dell’organo più danneggiato, a seconda del quale  possono  comparire dolore alle articolazionifaticatremori ,  nauseadepressionedifficoltà a coordinare i movimenti o a parlaredeglutire o camminare ittero.
Un’ altra  difficoltà diagnostica, come scrivevo nel mio sopracitato articolo sulla terapia chelante consiste nel fatto che
se si misura il livello di rame nel sangue (nel siero), allora non raramente, a causa di complessi meccanismi legati alla ceruloplasmina, si riscontrano bassi livelli di rame (e magari si ricorre ad integratori con rame!) Come si legge in 
uno studio condotto presso la celebre Mayo Clinic , nel morbo di Wilson   vi è in genere un basso livello di rame nel siero, ma a volte in soggetti con un basso livello di rame nel siero si riscontra un accumulo tossico di rame depositato nei tessuti  di vari organi. Il morbo di Wilson è peraltro una malattia piuttosto rara mentre, come si sta scoprendo, sono  piuttosto frequanti, e purtroppo spesso ignorati, i problemi causati da una presenza o assimilazione non ottimale del rame.
Vediamo innanzitutto i problemi causati da un insufficiente apporto di rame nell’organismo. In realtà si tratta di casi non molto frequenti. Il rame è infatti ubiquitario; a parte gli alimenti ricchi di rame (fegato, carne, pesci e frutti di mare, funghi, soia, cioccolata, noci, avocado ed altri, che non sono certo da evitare ma è bene cercare di non assumerne troppo tuttii insieme) lo troviamo come residuo  degli antiparassitari a base di rame (che ha notevoli proprietà funghicide) usati per varie piante come ad es.  le viti, irrorate con solfato di rame. E’ presente inoltre in elevate quantità nelle pillole anticoncezionali e  nelle spirali contraccettive in cui è presente una sottile spirale di rame poiché la presenza del rame   svolge un’azione tipicamente spermicida.
E’ presente inoltre nell’acqua rilasciata dai rubinetti  nelle case che hanno delle tubature di rame, ed in alimenti cucinati in pentole di rame.   
In molti casi, per evitare/attenuare i danni causati dalla tossicità di un eccesso di rame è sufficiente cercare di ridurre/eliminare gli alimenti ed altre sostanze molto ricche  di rame,  fare attenzione a non assumere integratori   contenenti, tra le varie altre sostanze, anche  rame ed assumere invece alimenti ed integratori con zinco, che svolge un’azione antagonista rispetto al rame.    
Vi sono tuttavia casi più complessi e difficili da risolvere, sui quali si sta attualmente concentrando l’attenzione. Si tratta di casi in cui, pur non essendo presente la mutazione genetica propria del morbo di Wilson, si è comunque in presenza, per cause non ancor ben accertate, di una disfunzione nel metabolismo del rame, per cui il rame si accumula in eccesso nel fegato e cervello e non passa a sufficienza nel sangue per apportare ai vari organi le quantità di rame dei cui effetti benefici vi sarebbe bisogno.
Ci si trova in questi casi in presenza di una situazione paradossale in cui si soffre degli effetti sia di  un eccesso tossico    che di una carenza degli effetti benefici  del rame . In questi casi si riesce a riequilibrare la situazione accertando, con vari test, non solo la situazione della ceruloplasmina ( in vari casi le ghiandole surrenali, stressate ed indebolite non riescono a segnalare al fegato la necessità di produrre ceruloplasmina in quantità sufficiente) ma anche l’eventuale  presenza di rapporti squilibrati tra il rame ed altri elementi. Innanzitutto con lo zinco, ma non solo: occorre esaminare le quantità ed i rapporti   reciproci tra  molti  elementi tra cui soprattutto ferro, calcio,   magnesio, le vitamine liposolubili,   la situazione dell’istamina ed altro.  Non mi è quindi possibile   esporre consigli generali poiché occorre esaminare ogni caso individualmente per cercare di  prescrivere i test e le misure più appropriate.
–L’importanza    del giusto rapporto  tra  i vari minerali  ed altre sostanze  che, nella forma adeguata, devono essere presenti nel nostro organismo
 Durante la formazione in medicina ortomolecolare che ho completato in Germania ho potuto approfondire da una parte come le moderne pratiche di coltivazione  ed altri fattori abbiano portato ad un grande impoverimento della presenza , in particolare di minerali, nei terreni agricoli e quindi negli alimenti che crescono su questi terreni,   e dall’altra pertanto  l’opportunità di assumere  integratori, che tuttavia  dovrebbero  essere assunti  solo nella  forma e dosaggio   adeguati.
 Infatti le  vitamine, e soprattutto i minerali  assunti in forma isolata ed in un dosaggio elevato (e cioè in un modo  non esistente negli alimenti naturali), hanno un effetto analogo a quello dei farmaci. Non vanno quindi presi in base ad un approccio “fai da te.”  Mentre non è in genere nocivo (salvo i casi di chi già soffre di   intolleranze specifiche) prendere integratori a base di alimenti che per natura sono particolarmente ricchi di vitamine/minerali/enzimi , e cioè a base di “superfoods”/“cibi super”   (-i “superfoods”  -tra cui per es. polline, varie alghe, bacche e molti altri-  contengono infatti la necessaria varietà di sostanze magari anche ad effetto contrario l’una dall’altra e   pertanto non provocano squilibri; “l’intero è meglio della parte”-) è invece sbagliato assumere a casaccio pasticche con vitamine   e minerali in dosaggi elevati  che non si trovano negli alimenti, in forma non mirata e in base al principio del “tanto più tanto meglio” e  pensando che  “tanto non può far male”.
   Nulla di più sbagliato. A parte il fatto che, se non assunte a regola d’arte, non fanno nemmeno bene, e magari non si assumono, tra le innumerevoli sostanze prese in grande quantità con i vari integratori, quelle due-tre sostanze di cui si avrebbe maggiormente bisogno , è importante  tenere presente che, nei dosaggi elevati necessari per ottenere un effetto terapeutico in chi ha problemi di salute, vitamine e minerali assunti in modo inappropriato possono far male ed aggravare la situazione.                                                               Abbiamo visto sopra l’esempio del rame . Per fare solo alcun altri  esempi: dosi elevate di vitamina E possono aumentare l’effetto di farmaci anticoagulanti; il folato (forma di vit. B) può interferire con l’effetto di alcuni medicinali.  Dosi molto elevate di Vitamina C, raccomandabili per certe malattie, portano a perdite di determinate vitamine B che andrebbero quindi somministrate contemporaneamente, nonché ad accumuli di ferro (utili magari in chi soffre di anemia ma dannosi in chi soffre di emocromatosi -eccesso di ferro) e così via.
 Una particolare cautela va  adottata con i minerali   ed in particolare  con i metalli  (ferro ed altri) che se in eccesso non vengono eliminati ma si depositano nell’organismo. Mentre gli eccessi di vitamine idrosolubili vengono eliminati  con relativa facilità, l’eliminazione delle quantità in eccesso non è invece agevole    per le vitamine liposolubili,  ovvero le A, D, E e K . La vitamina A va assunta solo se   i parametri epatici sono nella norma, e  la Vitamina K  può interferire con gli anticoagulanti. Quanto alla  D   non si tratta in realtà di una vitamina ma di una sostanza di natura ormonale e bisognerebbe cercare –anche se è difficile-. di assumerla  nella sua forma naturale, (e cioè con l’esposizione al sole,  ovvvamente con la tempistica giusta    per evitare  di scottarsi) che ha un effetto ben diverso dalle compresse a base di “vitamina” D sintetica.
 Pertanto, la prescrizione di integratori con dosaggi elevati di vitamine/minerali deve costituire una terapia mirata. Ogni vitamina e minerale ha un ruolo ben definito nelle reazioni ed interazioni biochimiche nel nostro corpo; si tratta  di sostanze che svolgono un ruolo fondamentale, letteralmente “vitale” e che devono quindi essere prescritte a seguito degli accertamenti diagnostici del caso.
 Indubbiamente c’è ancora molto da ricercare sull’argomento. Ne riparleremo, ed intanto auguro a tutti i lettori delle vacanze serene, rilassanti e felici!
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CORSI:
Corso di perfezionamento pratico e teorico; iperventilazione, ansia e  problemi  psicosomatici-
 a
Milano , 8 luglio 
PROGRAMMA
        Prof. LUCIO ONGARO:
 Postura e diaframma in soggetti ansiosi. Portamenti nei soggetti depressi. Parte pratica: esercizi specifici.Strategie didattiche per accedere alla respirazione diaframmatica , differenti tipologie posturali dei soggetti

        Dr.ssa  FIAMMA FERRARO: Psiche e soma. Stress. PNEI (psiconeuroendocrinologia).Letteratura scientifica: correlazione tra ansia ed iperventilazione.Ansia e depressione o depressione ed ansia?
Le malattie psicosomatiche e  la letteratura scientifica. Meditazione e Buteyko
Esperienze con specifici esercizi respiratori negli ultimi 15 anni. Psicoterapie.
Trattamenti naturali in aggiunta o sostituzione di trattamenti farmacologici. Casi clinici
Discussione.
ALTRI CORSI
Dato il grande successo riscosso dai due corsi su “Buteyko e Sport “ che nella scorsa estate ho tenuto a Milano insieme al Prof. Ongaro, intendo organizzare in futuro  altri corsi di perfezionamento diretti ad  approfondire l’applicazione del metodo Buteyko in relazione a varie tematiche e problemi specifici . Ho quindi in programma   per il prossimo dicembre  un nuovo corso su “Buteyko, sport e luoghi comuni”.   Le date precise verranno comunicate tra  breve. Sono invece qui sotto riportate le date dei miei corsi “consueti”.

CORSI Buteyko con la Dott.ssa Fiamma Ferraro 
1) CORSI BUTEYKO PER USO PROPRIO

         a) Corsi di gruppo (con pochi partecipanti,  durata: dalle 5 alle 8 ore a   seconda del numero dei partecipanti; è possibile , per chi lo desideri, effettuare –prima dell’inizio o dopo la fine del corso-  una consulenza medica)
-a MILANO il 7 luglio 2018
-a Casciano di  MURLO (Siena) il 14 luglio 2018
– a FIRENZE  il 15 luglio 2018
– a CARPI il  7 ottobre 2018

b) Corsi  individuali e/o consulenze mediche (per adulti o bambini): 
è possibile  concordare   telefonicamente in ogni periodo un appuntamento per  corsi Buteyko individuali  per adulti e/o bambini e per consulenze mediche a Siena, Firenze,  Roma.  Carpi  ed in certi periodi anche a Milano. 

Prossime disponibilità a CARPI     dal  19 al 25  giugno ed a fine luglio     ed a  MILANO il 9 luglio.
-In caso di corso individuale può essere sufficiente  mezza giornata (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
– In alcuni corsi e consulenze mediche   i partecipanti che lo desiderino potranno, su preavviso, effettuare anche un test Oligoscan che consente, in base alla spettrofotometria, di valutare la quantità di metalli tossici depositata nei tessuti.
 2) CORSI PER ISTRUTTORI BUTEYKO
           — Il  1° livello del corso per istruttori (rivolto a chi desidera imparare il metodo Buteyko non solo per ottimizzare la propria respirazione ma anche  per insegnarlo agli altri)  si svolgerà il 5- 6 ottobre a Carpi. Il 2°e conclusivo livello si svolgerà, per chi ha già partecipato ad un  1° livello,    alcuni mesi dopo.
Il numero dei partecipanti a questi corsi per istruttori è molto ristretto,  per essere sicuri che ognuno   possa imparare nel migliore dei modi come diventare un buon istruttore.   Chi desideri partecipare  è pertanto invitato a segnalare  al più presto  il suo interesse  : (fiafer@yahoo.com) tel. 3456248926 (dal lunedì al venerdì, tra le 18 e le 20
 *********Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali e/o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com

Per ulteriori approfondimenti:  www.buteyko.it   e www.agopunturaocchi.it

****************AVVISO IMPORTANTE :   in questi notiziari, scritti dalla Dr.ssa Ferraro, che sono inviati per email a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l’argomento, la dr. Fiamma Ferraro comunica, oltre alle novità sulle date dei suoi corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per ricevere il Notiziario basta inviare una e-mail  a fiafer@yahoo.com) mentre chi non desideri più riceverlo può inviare allo stesso indirizzo una mail scrivendo nell’oggetto “cancellare”.   I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto, integrale o parziale  dei Notiziari può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte(scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per –www.buteyko.it  Buteyko Italia), insieme all’avviso che “  “il contenuto dei  notiziari  della Dr. Ferraro ha scopo informativo e non intende in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.”A seguito dell’   entrata in vigore  (il 28 maggio  2018) del nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR – Regolamento UE 2016/679),   vi informiamo  che  se desiderate  continuare a ricevere questo Notiziario, (che viene inviato e chi ne ha fatto/fa richiesta e che dimostra interesse per gli argomenti  in esso trattati e che   viene utilizzato  eslcusivamente informativo  ) , non  occorre che facciate nulla,  ed in questo modo ci autorizzate a continuare a mandare le nostre comunicazioni all’indirizzo e-mail sul quale vi sta arrivando (indirizzo che non viene in alcun caso diramato e diffuso). Se invece preferite non ricevere più questo Notiziario, come sempre comunicato anche in passato, basta mandare una e-mail a fiafer@yahoo.com  scrivendo nell’oggetto “CANCELLARE”  ed il vostro indirizzo email sarà subito rimosso dall’elenco dei recipienti del Notiziario.
Per ricevere questo  Notiziario mandare una mail a fiafer@yahoo.com scrivendo nell’oggetto  “Notiziario”

link ai Notiziari Buteyko del 2017 


APRILE 2018

Il numero delle persone  che soffrono di stanchezza cronica è  in rapida crescita da oltre un decennio. Cosa può fare chi  si sente “stanco  di essere sempre stanco“  ?
La prima cosa da fare è ovviamente cercare la/le cause di fondo del problema.  Questa ricerca è peraltro   spesso  tutt’altro che facile. Occorre prima di  tutto effettuare i vari test diagnostici diretti  a controllare la normalità dei valori fisiologici ( eventuale presenza di anemia,  ipotirodismo, situazione del sistema endocrino e  molto altro,  con visite mediche approfondite.)  Accade tuttavia, non troppo raramente, che dai test tutti i valori  controllati risultino normali , ma che ciò nonostante si continui ad essere troppo stanchi per fare  dei “salti di gioia”  quando si apprendono  i risultati favorevoli  di tutti i  test effettuati.
Che fare in questi casi? Provo qui a dare solo alcuni brevi  consigli;  (ci vorrebbe più di un libro per  trattare a fondo l’argomento!)
Ovviamente, un fattore essenziale da esaminare in questi casi è il modo di respirare:  se infatti  l’ossigeno, pur  entrando  in buona quantità nei polmoni  e passando da questi  nel sangue, non riescere  poi a  passare in quantità sufficiente  dal sangue alle cellule, allora i mitocondri, e cioè le “centrali energetiche” che si trovano all’interno  delle cellule, non riescono a produrre ed a fornire al nostro organismo la quantità di energia necessaria     per sentirsi  “ vivaci ed In buona forma”.

Il collegamento del il modo di respirare  con la stanchezza cronica (e  con vari altri problemi di salute in cui tutti i  test diagnostici   danno valori  normali)  è un argomento trattato a fondo ad es. dal Dr.  J. Lindh, (primario dell’ospedale svedese di Falu   ed autore di vari studi)  nel recente libro “Sintomi inspiegabili da un punto di vista medico”, (di cui ho parlato nel mio Notiziario del maggio 2017; ved. www.buteyko.it/?page_id=1588 ),  in cui egli tra l’altro scrive:  “…Ciò che avevo notato era che molti dei miei pazienti con svariati problemi e malattie croniche avevano dei problemi relativi al respiro. Spesso avevano una lieve forma di iperventilazione ,  il che significa che avevano troppo ossigeno ma troppo poca anidride carbonica (CO2  ) nel sangue. Iniziai a misurare i livelli di CO2 in vari miei pazienti, trovando la conferma   che molti di loro iperventilavano. Collegato a questa iperventilazione era presente un disordine respiratorio funzionale caratterizzato da involontarie tensioni nei muscoli respiratori, nella nuca, gola,  torace e schiena, il che portava ad un respiro affannoso, dolori toracici ecc. Secondo me l’ipocapnia (carenza di Co2 causata da iperventilazione) porta ad un’ elevata eccitabilità nei nervi e muscoli”.
Egli arriva pertanto alla conclusione che queste non buone  abitudini respiratorie spesso sono la causa di problemi di salute come la sindrome della stanchezza cronica,  dolori vari, insonnia, problemi gastrointestinali,   stress ed ansia, e sono molto spesso presenti nei casi di persone che non si sentono bene e lamentano varie disfunzioni ma in cui i test   consueti, (che  purtroppo   spesso  non prendono in considerazione il modo di respirare)   sono normali,  e conclude affermando di aver scritto il suo libro anche con lo scopo di attirare l’interesse dei suoi colleghi medici sull’importanza di buone abitudini respiratorie.

—  –Stress cronico . Studio  sulla “Sindrome da esaurimento”  condotto da  ricercatori di Università  svedesi   I
In stretto collegamento con l’argomento trattato sopra cito anche questo recente studio dal titolo   “
Hyperventilation and exhaustion syndrome” (Iperventilazione e sindrome di esaurimento)  di Heli Ristiniemi RPT (Researcher)1 , Aleksander Perski PhD (Associate Professor)2 , Eugene Lyskov PhD, MD (Associate Professor)3 and Margareta Emtner PhD (Professor)4 1 Stress Clinic, Stockholm, Sweden, 2 Stress Research Institute, Stockholm University, Stockholm, Sweden, 3 The Centre for Musculoskeletal Research, G€avle University, G€avle, Sweden and 4 Department of Medical Sciences and Neuroscience, Uppsala University,Uppsala, Sweden. Scand J Caring Sci; 2014; 28; 657–664 

 In questo studio si osserva che lo stress cronico è in Svezia tra le diagnosi più frequenti, per lo più nella forma della forma della sindrome da esaurimento, e che la maggioranza dei pazienti con questo disturbo ha anche  disturbi nella respirazione, nella forma dell’iperventilazione, e che lo scopo dello studio era appunto quello di studiare il nesso tra l’iperventilazione e la sindrome da esaurimento.
Nello studio l’iperventilazione è, come noto, definita come     “…una respirazione che eccede le esigenze metaboliche “, definizione usata per la prima volta da    Kerr et al.  nel  1938  (!)  per descrivere  pazienti con sintomi somatici di ipocapnia (carenza di CO2 provocata dall’iperventilazione) ed  ansia” e si osserva che “…la maggioranza dei pazienti  iperventilanti… ha un modo di respirare prevalentemente toracico, un livello più elevato di ansia ed una qualità di vita inferiore

Dopo un training eseguito con vari metodi per cercare di ridurre l’iperventilazione con vari metodi (non  si menziona   il metodo Buteyko, probabilmente non noto ai ricercatori)  lo studio arriva alla conclusione che “…il cambiamento nei livelli di iperventilazione è risultato come correlato a cambiamenti analoghi nei livelli della sindrome di esaurimento, nelle condizioni mentali e qualità di vita.”  Vengono inoltre menzionati numerosi studi precedenti che hanno riportato  analoghi risultati positivi in relazione a vari altri problemi (ansia, asma, problemi respiratori ed altro)  osservando,  quanto all’asma, che  “nel trattamento dell’asma,  al riaddestramento respiratorio sono state abbinate  anche altre componenti informative e pratiche ma la modifica dei modelli respiratori è la componente centrale nella maggior parte dei programmi” , e citando a questo proposito i risultati dello studio  “The role of breathing training in asthma management” (Il ruolo della respirazione   nella gestione dell’asma) di Bruton A, Thomas M. , su Curr Opin Allergy Clin Immunol 2011; 11: 53–57.

Altri fattori: tra cui  l’approccio psicologico,  l’’alimentazione carente delle necessarie sostanze nutritive e l’intossicazione causata dalle sostanze dannose  in continuo aumento nel nostro ambiente inquinato.   
Ovviamente per risolvere il problema della stanchezzza cronica anche nei soggetti in cui  i test diagnostici effettuati danno buoni valori occorre prendere in considerazione e migliorare non solo il modo di respirare ma anche  vari altri fattori.   Tra questi altri fattori   da considerare ne menziono alcuni:
   — La disintossicazione e l’alimentazione ;  come ho scritto all’inizio del mio articolo  “Breve introduzione alla terapia chelante”, pubblicato nel  2014 su “Scienza e Conoscenza” (ved. www.scienzaeconoscenza.it/prodotti/breve-introduzione-alla-terapia-chelante):
Se dovessi riassumere in una sola, semplice frase, quella che è la base del mantenimento, o della riacquisizionedella salute direi che è necessario che restino/tornino fuori dall’organismo umano tutti gli elementi tossici che impediscono un buon funzionamento dei processi fisiochimici nei miliardidi cellule che lo compongono, e che vi siano invece nell’organismo tutte le sostanze essenziali di cui queste cellule hanno bisogno per funzionare bene“.
Questa frase è “semplice” ma cercare di ottenere questo risultato è al giorno d’oggi tutt’altro che semplice, data   la quantità, in crescita esponenziale, delle tossine alle quali siamo ormai esposti . SI può cercare di limitare il danno comprando dei prodotti  biologici  per l’alimentazione e per la cura della casa e del  corpo, ma restiamo comunque esposti alle tossine, difficili da evitare, nell’aria, nell’acqua, nei terreni ed in tante sostanze che maneggiamo.  E’ pertante iconsigliabile effettuare  periodicamente una terapia chelante. Ho approfondito  l’argomento nel mio libro La Terapia Chelante (ved. www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terapia-chelante-libro.php).
Purtroppo su questo argomento emergono in continuazione nuove notizie  su nuovi effetti tossici in precedenza non molto noti. Ho pertanto scritto un nuovo articolo, per Scienza e Conoscenza,  (ved. www.scienzaeconoscenza.it/prodotti/scienza-e-conoscenza-n-62    dal titolo “Glifosato & Co.: vi presento gli interferenti endocrini”. Gli interferenti endocrini sono delle sostanze che compromettono il buon funzionamento di tutto il nostro sistema endocrino/ormonale ;  appare pertanto evidente il danno che provocano .
Quanto in particolare ad una “buona alimentazione”, oltre al problema delle sostanze tossiche  (antiparassitari, diserbanti  ecc.) con cui sono venuti a contatto molti   alimenti, occorre tenere presente l’altro aspetto menzionato, e cioè la carenza   di varie sostanze vitali e necessarie, carenza causata dalle attuali pratiche di conservazione e di coltivazione agricola.   E’ pertanto quasi inevitabile ,al giorno d’oggi, ricorrere ad integratori contenenti vitamine, enzimi e minerali (ved. sull’argomento il mio libro “Attacco alle “diete” uguali per tutti”-  www.amazon.it/Attacco-alle-diete-uguali-tutti-ebook/dp/B01N7E64HX  )
DI particolare importanza è  la carenza di vari minerali, di importanza vitale per  per promuovere il metabolismo, per trasmettere impulsi nervosi ed altro.  Vi sono tra l’altro anche dei miinerali (cromo, vanadio ed altri) che, pur tossici, sono indispensabili in quantità  infinitesimali  . La carenza di minerali è oggi diffusissima,  Occorre   peraltro una particolare cautela nell’assumere gli integratori contenenti minerali. Ciò non solo, ovviamente, per non superare le quantità   infinitesimali oltre le quali certi minerali  diventano tossici ma anche per  mettere in atto il “giusto  rapporto ” che deve sussistere nella presenza di vari altri minerali, pur non  dannosi se non in quantità    inappropriata (come ad es. il ferro ed il rame che vanno presi solo in caso di carenza accertata e non vanno somministrati a chi soffre di determinate patologie)
Quanto ai giusti rapporti di veri minerlai l’uno con l’altro: ad esempio  il calcio ed il magnesio  devono essere  presenti, l’uno rispetto all’altro, in determinate proporzioni per regolare in modo ottimale la glicemia; il sodio rispetto non solo al potassio ma anche  al magnesio per assicurare un buon funzionamento delle ghiandole surrenali: il calcio rispetto al fosforo, il rame rispetto allo zinco e vari altri rapporti.  Occorre quindi  la consulenza di un nutrizionista esperto ed è consigliabile l’effettuazione di analisi dirette ad accertare, con la procedura della spettrofotometria la presenza dei minerali  depositati nei tessuti.(ved. www.macrolibrarsi.it/speciali/siamo-tutti-intossicati.php ).L’idratazione
SI tratta di un argomento che sto approfondendo da anni. Ne ho parlato spesso nei passati Notiziari ed ora vi sono alcune novità che esporrò prossimamente.

–L’aspetto  psicologico-emotivo che verrà approfondito nel   corso che terrò a Milano l’8 luglio prossimo insieme al Prof. Lucio Ongaro   (ved. sotto) sull’approccio psicosomatico per vari problemi (la respirazione svolge un fatti un ruolo di “ponte” tra psiche (mente) e soma (corpo).
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 Corso di perfezionamento pratico e teorico; iperventilazione, ansia e  problemi  psicosomatici Milano , 8 luglio 
PROGRAMMA
Prof. LUCIO ONGAR
O

 Postura e diaframma in soggetti ansiosi. Portamenti nei soggetti depressi
Parte pratica: esercizi specifici
Strategie didattiche per accedere alla respirazione diaframmatica , differenti tipologie posturali dei soggetti
— Dr.ssa  FIAMMA FERRARO:
Psiche e soma. Stress. PNEI (psiconeuroendocrinologia).Letteratura scientifica: correlazione tra ansia ed iperventilazione.Ansia e depressione o depressione ed ansia?

Le malattie psicosomatiche e  la letteratura scientifica.Meditazione e Buteyko
Esperienze con specifici esercizi respiratori negli ultimi 15 anni. Psicoterapie.
Trattamenti naturali in aggiunta o sostituzione di trattamenti farmacologici. Casi clinici
Discussione.

ALTRI CORSI- Per le date aggiornate ved. il Notiziario più recente, all’inizio di questa pagina    

“NOTIZIE SALUTARI”-scritte dalla Dr. Fiamma Ferraro   per Buteyko-Italia  (www.buteyko.it )
MARZO 2018

Temperatura dell’aria espirata. Un indicatore diagnostico?
In questi giorni non si parla d’altro che del maltempo e degli sbalzi di temperatura. A tale proposito, la mia curiosità innata mi ha indotta ad effettuare una ricerca su potenziali correlazioni tra “asma e temperatura”. In genere chi cerca trova, ed ecco ad es.  uno studio “curioso” che ho trovato :“Usefulness of the Exhaled Breath Temperature Plateau in Asthma Patients”(Utilità del livello della temperatura dell’aria espirata in pazienti asmatici). dei ricercatori Crespo Lessmann A, Giner J, Torrego A, Mateus E, Torrejón M, Belda A e Plaza V.
Lo studio riferisce che la Exhaled Breath Temperature, la temperatura dell’aria espirata, è stata presa in considerazione come parametro clinico nella valutazione di pazienti affetti dall’asma, per valutare lo stato di infiammazione/ restrizione bronchiale ed il controllo/gravità dell’asma. E’ stata dunque misurata la temperatura dell’aria esalata da 69   asmatici. Non sorprendentemente, i risultati  sono stati “contrastanti”.
Cerchiamo di capirne il perché, in un’ottica “Buteykiana”. Innanzitutto, non viene riportato se la temperatura è stata rilevata nell’aria esalata dal naso o dalla bocca, ma immagino che sia stata misurata l’aria esalata dalla bocca. Purtroppo molti studi non considerano la differenza   tra questi due parametri, ma cosa ci dice la fisiologia e l’anatomia umana? L’aria che passa dal naso viene scaldata ed umidificata dai seni nasali e paranasali, per cui ipotizzo che nello stesso soggetto vi sia una differenza, pur se lieve, tra la temperatura dell’aria esalata dal naso e quella esalata dalla bocca.  Inoltre, la temperatura dell’aria esalata è anche influenzata dall’ambiente esterno; andrebbe pertanto valutato anche questo  fattore .  La conclusione è comunque stata che il parametro in questione (temperatura dell’aria esalata) non è ancora uno strumento utile per la gestione dell’asma e che occorrono ulteriori ricerche.
Vari altri studi sono stati effettuati sull’argomento, tra i quali il più interessante appare il seguente, pubblicato nel 2017:” Validation of the Exhaled Breath Temperature Measure Reference Values in Healthy Subjects”-Giovanna E. Carpagnano, MD, PhD; Maria P. Foschino-Barbaro, MD; Corrado Crocetta, MD; Donato Lacedonia, MD, PhD; Valerio Saliani, MD; Luigi Davide Zoppo, MD; and Peter J. Barnes, MA, DM, DSc ; in  questo studio, in cui il numero dei partecipanti, anche adulti, era più numeroso,  sono stati valutati vari altri fattori, tra cui      la differenza di temperatura tra   asmatici  e  soggetti sani., e si è osservato anche che il livello della temperatura esterna influenzava la temperatura dell’aria esalata, e quindi è stato elaborato un relativo parametro di correzione.
La conclusione di questo studio è stata peraltro che occorrerebbero ulteriori studi “data l’importanza che la temperatura dell’aria espirata potrebbe rivestire nello studio delle malattie respiratorie ed il ruolo che potrebbe  svolgere  in queste malattie”.
Pertanto, in attesa che questi “ulteriori  studi”   siano effettuati, forse la PC (pausa-controllo), per la quale non serve  alcuna attrezzatura  sofisticata e, se bene appresa può essere effettuata da soli, può offrire una diagnosi, pur indicativa e da approfondire, sullo stato delle vie respiratorie/infiammazione/salute in generale. Molti lettori di questo Notiziario sanno già bene cosa sia la PC e come effettuarla  e chi non lo sa  può  apprenderlo  su questa pagina del mio sito: www.buteyko.it/?page_id=136 )

La medicina psicosomatica: collegamento tra mente e corpo  ed  il  ruolo del respiro in questo collegamento
Nel mio Notiziario del mese scorso mettevo in rilievo come la medicina psicosomatica, vista da molti come qualcosa di “moderno” sia in realtà molto antica (ved. l’antico detto “mens sana in corpore sano”) e come il  fatto che il modo di respirare agisce da importante “ponte” in questo collegamento, influenzando non solo la salute del corpo ma anche l’attività cerebrale,  sia  ancora più antico ( noto  da molti secoli ai maestri di Yoga e Qi Gong),  ed ora scientificamente provato da vari studi .

Tra questi studi citavo ad es. quello riportato nel  Journal of Neuroscience, 2016 / Northwestern University, DAche  mette in rilievo come una respirazione calma e  non eccessiva   attivi il  sistema nervoso parasimpatico, ed attenui  invece quello  simpatico nonché l’attività dell’amigdala (sezione del cervello particolarmente attiva in situazioni di irritazione e stress e preoccupazione).
Ho negli ultimi tempi   approfondito   l’argomento a Vienna,  grazie agli studi dell’Accademia di biofeedback e neurofeedback del Dr. Eggetsberger, il quale durante l’ultimo trentennio, studiando anche le onde cerebrali  di maestri di yoga che entravano in stato di meditazione profonda/trascendenza, ha misurato i cambiamenti che si verificavano in queste onde cerebrali durante questo stato.  Inoltre  (ed è questo che qui ci interessa) egli ha misurato, con  gli stessi stessi strumenti precisi e scientificamente provati,   i cambiamenti che si verificano nel cervello durante i vari modi di respirare,  accertando come  durante l’inspirazione   venge nel cervello stimolata in particolare la zona dell’amigdala e  dell’ippocampo, il che attiva in particolare il sistema nervoso autonomo  simpatico, e questa attivazione consente di riconoscere più rapidamente le situazioni di pericolo e rende più rapidi i riflessi  automatici di difesa . Questa attivazione  era indubbiamente utile per i nostri antenati preistorici (dei quali abbiamo ancora in gran parte la costituzione) che ad es. , riconoscendo in fretta, a seguito  di un fruscio dietro un cespuglio, la possibile presenza di un leone o di un    nemico, si preparavano ad un difesa fisica in cui avrebbero avuto bisogno, per resistere più a lungo ad uno  sforzo fisico intenso, di inspirare rapidamente molta aria . E’ molto meno utile per noi,  che al giorno d’oggi,  più che dei riflessi automatici rapidi necessari per difenderci da un nemico armato di clava, riflessi attivati dall’inspirazione, abbiamo invece più spesso bisogno   di più calma,   serenità  e   riflessione. E per soddisfare questa   necessità   è necessaria una prevalenza del sistema parasimpatico . Questa  prevalenza    attenua l’azione del simpatico e  calma lo stress e le irritazioni alle quali al giorno d’oggi siamo esposti.
Questa attività tranquillizzante  e calmante  del parasimpatico, durante l’espirazione viene  maggiormente attivata . 
Queste osservazioni del prof. Eggetsberger, confermate dai moderni sistemi che consentono di osservare le zone del cervello attivate durante la respirazione, erano note già secoli fa ai maestri di yoga e qi gong, che in vari esercizi raccomandavano di far durare l’espirazione più a lungo dell’inspirazione, e sono confermate anche in studi scientifici.
Tra questi   studi vi è ad es. quello condotto dalla Dr. Zelano et al.  (ved. Journal of Neuroscience 7 December 2016, 36 (49) 12448-12467  ) in cui è stato constatato come l’attività cerebrale dei pazienti oscillasse nel ritmo del loro respiro.  Come osserva la Dr. Zelano:  “Il nostro studio mostra che vi ’è una drammatica differenza nell’attività cerebrale durante l’inspirazione e quella durante l’espirazione   … Quando ci troviamo in situazioni di paura o panico il nostro ritmo respiratorio diventa più rapido e di conseguenza la nostra ispirazione dura più a lungo di quanto sarebbe normale in una situazione di tranquillità.
Queste “moderne” constatazioni,  osservazioni, oltre ad essere note da secoli agli antichi maestri di yoga e qigong, erano state confermate più di 70 anni fa in particolare dal prof. Buteyko, e nel suo metodo, diretto ad eliminare l’iperventilazione viene raccomandato, tra gli altri esercizi, di abituarsi a far durare in genere l’espirazione più a lungo dell’inspirazione.
Quanto peraltro alla durata dell’inspirazione ed a quella dell’espirazione, occorre negli esercizi procedere gradualmente  e con cautela, e nei corsi Buteyko, osservando le situazioni di salute ed il modo di respirare di ognuno, raccomando  anche le rispettive durate più appropriate.
Su questa tematica mi soffermerò in particolare nel   corso  che terrò a Milano  l’8 luglio insieme al Prof. Ongaro, corso  che, come preannunciato nel Notiziario di febbraio, sarà appunto dedicato   alla  tematica  psicosomatica, con il seguente programma:
Corso di perfezionamento pratico e teorico; iperventilazione, ansia e  problemi  psicosomatici
Prof. Lucio Ongaro:

Postura e diaframma in soggetti ansiosi
Portamenti nei soggetti depressi
Parte pratica: esercizi specifici
Strategie didattiche per accedere alla respirazione diaframmatica , differenti tipologie posturali dei soggetti
Dr.ssa Fiamma Ferraro:
Psiche e soma

Stress
PNEI (psiconeuroendocrinologia)
Letteratura scientifica: correlazione tra ansia ed iperventilazione
Ansia e depressione o depressione ed ansia?
Le malattie psicosomatiche e  la letteratura scientifica
Meditazione e Buteyko
Esperienze con specifici esercizi respiratori negli ultimi 15 anni
Psicoterapie
Trattamenti naturali in aggiunta o sostituzione di trattamenti farmacologici
Casi clinici
Discussione

ALTRI CORSI
Dato il grande successo riscosso dai due corsi su “Buteyko e Sport “ che nella scorsa estate ho tenuto a Milano insieme al Prof. Ongaro, intendo organizzare in futuro  altri corsi di perfezionamento diretti ad  approfondire l’applicazione del metodo Buteyko in relazione a varie tematiche e problemi specifici . Ho quindi in programma   per il prossimo dicembre  un nuovo corso su “Buteyko, sport e luoghi comuni”.   Le date precise verranno comunicate tra  breve. Sono invece qui sotto riportate le date dei miei corsi “consueti”.

CORSI Buteyko  con la Dr. Fiamma Ferraro, per uso proprio (per piccoli gruppi o individuali ) , e per istruttori, eventualmente abbinati, per chi lo desideri, ad una consulenza medica. Per le date sempre aggiornate vedi il numero più recente del Notiziario,all’inizio di questa pagina.     
*********Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali e/o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com

Per ulteriori approfondimenti:  www.buteyko.it   e www.agopunturaocchi.it

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“NOTIZIE SALUTARI”scritte dalla Dr. Fiamma Ferraro   per Buteyko-Italia  (www.buteyko.it )
  Gennaio-Febbraio 2018
 Epilessia e respiro
Non mi stanco mai di ripetere l’importanza dell’ossigeno e dell’anidride carbonica in quanto sono alla base di numerosi processi biochimici fondamentali per la vita; a mio avviso si può affermare che sono vita.  Durante i miei corsi faccio sempre presente che un riaddestramento respiratorio  non è una panacea universale, ma sono pochi i casi in cui  questo riaddestramento respiratorio personalizzato non apporta benefici. Pochi  forse metterebbero in correlazione ad es. un problema come l’epilessia con il modo di respirare, ma per fortuna c’è chi l’ha fatto.
Il termine “epilessia” è stato coniato in tempi   antichi;  esso deriva dal verbo greco επιλαμβάνω che, al passivo (πιλαμβάνομαι) significa “essere colto di sorpresa” o anche “essere invaso”, e nei casi di epilessia vi è appunto un’ inspiegabilità ed imprevedibilità delle sue manifestazioni, tanto che in tempi nemmeno troppo antichi  l’epilessia veniva  persino ritenuta come causata da forze maligne della natura o da divinità avverse.
Non si tratta di una malattia “mentale” nel senso psichiatrico, bensì di un’affezione neurologica. Dato che ne esistono più forme è più “corretto” parlare di epilessie al plurale, piuttosto che al singolare. Tra le malattie neurologiche è una delle più diffuse . Occorre inoltre distinguere tra epilessia e crisi epilettica. Con il termine crisi epilettica si intende una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata , di cellule nervose della corteccia cerebrale.  Con il termine epilessia, invece, si intende un disturbo neurologico caratterizzato da un’imprevedibile periodicità del verificarsi di crisi epilettiche.
Quanto in generale al collegamento tra respiro ed epilessia  segnalo uno studio recentissimo ( pubblicato sul celebre periodico “Lancet”  nel gennaio di quest’anno) e molto interessante: Respiratory dysfunction progresses with age in Kcna1-null mice, a model of sudden unexpected death in epilepsy.(La disfunzione  respiratoria   aumenta  con l’età in topi Kcna1-null; un modello di morti improvvise ed inaspettate in casi di epilessia) condotto dai ricercatori Simeone KAHallgren JBockman CSAggarwal AKansal VNetzel LIyer SHMatthews SADeodhar MOldenburg PJAbel PWSimeone TA
L’obiettivo dello studio era di valutare l’ipotesi che pattern respiratori disfunzionali potessero essere associati a morti improvvise in topi epilettici. Con “modelli respiratori errati” i ricercatori fanno riferimento alla frequenza ed al volume respiratorio (ovvero “iperventilazione”, come osservato dagli stessi ricercatori  ),  ad apnee “inopportune” ed alla diminuzione della saturazione di ossigeno che ne consegue. Il centro respiratorio di questi topi è stato volontariamente “irritato” mediante la somministrazione di metilcolina in varie dosi. Si è visto che vi era una correlazione tra i dosaggi di metilcolina e le crisi epilettiche che conseguivano a questa iperventilazione indotta. Pertanto i ricercatori concludono che la presenza di pattern respiratori errati potrebbe  essere  collegata a questi decessi.
E’ risaputo in medicina che l’unico modo per diagnosticare crisi epilettiche consiste nel  provocarne una ed osservare poi i cambiamenti sull’elettroencefalograma. Sono vari i modi per scatenare una di queste crisi, ed uno di questi  modi consiste proprio  in un’iperventilazione forzata, anche se negli ultimi anni i metodi sono diventati più “soft”.
Peccato peraltro che dai ripetuti studi sui vari problemi, spesso  non si arrivi alle raccomandazioni terapeutiche del caso prima che trascorrano decenni.
A questo proposito infatti segnalo ad es. un altro studio risalente al 2007, che in relazione alle crisi epilettiche arriva a conclusioni molto analoghe. Ne parlavo in un mio Notiziariio di vari anni fa, e potete leggerlo nella pagina     http://www.buteyko.it/?cat=23 in cui ho anche riportato, in relazione a vari problemi di salute,  alcune  notizie  tratte dai miei Notiziari Buteyko degli ultimi 15 anni.
In questa pagina, alla voce “Crisi epilettiche”,  si può leggere che  “…. I benefici della CO2 (e come noto, quando si iperventila si perde troppa CO2) non finiscono mai di stupire. Vedo solo oggi un articolo riportato sul “Medical News Today” del 9 giugno 2007 in cui, con il titolo “Anidride carbonica. Un trattamento privo di costi per le crisi epilettiche”, sono riportati i risultati e le scoperte di uno studio effettuato presso il centro WIRED, dell’organizzazione scandinava Nordforsk. Il prof. Kai Kaila, direttore della ricerca, nel commentarne i risultati, osserva che la CO2 “potrebbe fornire un mezzo sicuro, privo di costi e di effetti collaterali, per trattare nei bambini gli attacchi di tipo epilettico collegati alla febbre elevata. Questa procedura potrebbe fornire sia dei benefici immediati, poiché gli attacchi vengono fermati molto rapidamente, sia a più lungo termine, poiché viene così diminuito il rischio di sviluppare un’epilessia a un’età più adulta”. Le sperimentazioni effettuate presso la WIRED hanno dimostrato che gli attacchi epilettici provocati dalla febbre elevata nei bambini piccoli possono essere fermati rapidamente (entro 20 secondi) e senza alcun rischio, aggiungendo semplicemente CO2, ad una concentrazione del 5%, nell’aria inalata. Come si osserva nell’articolo, questa terapia non  dovrebbe essere applicata  solo in caso di attacchi provocati dalla febbre, poiché sembra che   potrebbe invece essere efficace anche per arrestare l’epilessia vera e propria negli adulti.
La prima osservazione che viene in mente nel leggere questo articolo è la seguente: ma non sarebbe preferibile mantenere la nostra CO2, che già abbiamo dentro di noi, al suo livello ottimale (6,5%) anziché dissiparla con un eccesso di respirazione per poi doverla restituire all’organismo dall’esterno? Sarebbe indubbiamente molto meglio, e se ciò venisse fatto, allora  probabilmente ai bambini non verrebbero gli attacchi in questione. Tuttavia, una volta che gli attacchi siano già in atto, non è certo il momento migliore per iniziare ad abituarsi, con il metodo Buteyko, a respirare di meno e a trattenere così  nell’organismo un po’ più di CO2. E’  preferibile in questi casi somministrare   dall’esterno un supplemento di CO2, come indicato nello studio, ed aspettare che l’attacco   sia passato per iniziare poi l’addestramento respiratorio con il metodo Buteyko, prevenendo in questo modo futuri nuovi attacchi.
L’altra osservazione che mi viene spontanea è che il prof. Buteyko, nel descrivere i benefici derivanti dal suo metodo, ha semmai detto/assicurato troppo poco e non certo troppo, poiché l’epilessia e gli attacchi epilettici non sono in genere elencati tra le malattie che, secondo Buteyko, possono essere trattate con il riaddestramento del respiro, ed invece, a quanto ora sta emergendo, sembra che sia possibile ottenere benefici   anche in questi casi, semplicemente riaddestrando la respirazione in base ai principi evidenziati da Buteyko.
”Ritengo  quindi che a questo punto dovrebbe  ormai risultare assodato che un riaddestramento respiratorio diretto all’ eliminazione dell’iperventilazione  non può che far bene, anche   nei  casi in cui magari non è sufficiente per risolvere il problema e dovrebbe    ormai   far parte del trattamento di chi soffre di crisi epilettiche.  E’ però fondamentale cje questo riaddestramento sia effettuato da  un istruttore   esperto, in quanto degli esercizi respiratori insegnati male potrebbero indurre la persona a sforzarsi troppo e questi sforzi potrebbero scatenare una crisi.

Il respiro: ponte di collegamento tra  psiche e soma, tra  stato d’animo e corpo.
Sono innumerevoli   gli studi scientifici che provano  il collegamento  tra stato d‘animo e salute fisica, ma purtroppo in quasi  tutti questi studi non è preso in considerazione  il modo di respirare, che è uno dei fattori alla base di questo collegamento, che tra l’altro  è di particolare importanza   in casi   di  aggressività, irritabilità,stress ed ansia. casi in cui appare più evidente  il reciproco rapporto  tra  stati mentali  e funzionamento dell’organismo.  Ecco a questo proposito quanto scrivevo anni fa nella sopracitata pagina del mio sito (http://www.buteyko.it/?cat=23)  alla voce Arrabbiarsi fa male! (e fa respirare più intensamente!)
……Ricercatori del National Institute on Aging (NIA), hanno pubblicato sul Journal of the American Heart Association  i risultati di uno studio della durata di 3 anni, condotto su ben 5614 abitanti di 4 villaggi in Sardegna. Da questo studio è risultato che coloro che avevano caratteri aggressivi e facili alle arrabbiature, al termine dei 3 anni dimostravano un aumento del tasso di arteriosclerosi in misura notevolmente maggiore  rispetto ai partecipanti con un carattere calmo e non aggressivo. I ricercatori nel loro studio fanno varie ipotesi ed esaminano vari fattori. Non viene però preso in esame (e questo ormai purtroppo non mi stupisce più!) il modo di respirare dei partecipanti allo studio. Anche senza necessità di studi clinci sappiamo tutti che quando siamo arrabbiati ed agitati tendiamo a respirare molto di più che   quando siamo calmi, ed in chi tende ad arrabbiarsi spesso i continui episodi di iperventilazione (eccesso di respiro) tendono infine a far prendere l’abitudine di respirare costantemente in eccesso rispetto alle esigenze. Sono sicura che se gli studiosi che hanno condotto l’esperimento avessero esaminato il modo di respirare dei   5614 partecipanti, avrebbero constatato che il gruppo “arrabbiato” respirava costantemente più del gruppo calmo…..”.
Vi sono peraltro vari  studi   (ved. ad es. il  Journal of Neuroscience, 2016 / Northwestern University, DA)  che mettono    in rilievo il collegamento essenziale tra modo di respirare e cervello/stato d’animo,  ed è ormai scientificamente  del tutto provato che una respirazione calma e  non eccessiva   attiva il  sistema nervoso parasimpatico ed attenua  quello  simpatico nonché l’attività dell’amigdala (sezione del cervello particolarmente attiva in situazioni di irritazione e stress).
Il fatto che il modo di respirare influenza l’attività cerebrale  (fatto del resto noto  da secoli ai maestri di Yoga e Qiigong), pur scientificamente provato,  è purtroppo ancora oggi  non adeguatamente utilizzato  a scopo terapeutico.
Che fare quindi per  calmarsi se si ha un carattere inquieto e facile alle arrabbiature?   Sono possibili molti approcci (dalle sedute di psicoterapia a varie tecniche di meditazione e rilassamento a preparati fitoterapici ed altro ) ma la procedura che a mio avviso funziona più rapidamente è quella consistente nel riaddestrare il respiro con la tecnica Buteyko. Quando si è calmi si respira automaticamente di meno, e questo collegamento funziona in entrambi i sensi: se si prova a calmare-rallentare il respiro con un esercizio Buteyko si calma automaticamente anche lo stato d’animo.   .
Uno dei  migliori propositi  che spero tutti abbiano preso  per l’Anno Nuovo è quello di non “stressarci” e preoccuparci troppo per dei problemi spesso superficiali. Come scrivevo anche in un passato Notiziario, la reazione di numerosi lettori sarà ora:   “E’ facile dirlo, ma non farlo!”,  e non posso che essere d’accordo. Ci sono indubbiamente varie efficaci tecniche di biofeedback, rilassamento, meditazione ed altro ma per chi,  magari nonostante queste tecniche, si trova in uno stato di ansia e stress è   difficile costringersi, con la volontà, ad eliminare questo stato d’animo  e  tornare tranquillo e sereno. In genere non ci si riesce e si rischia quindi di agitarsi ancora di più; è invece   più facile intervenire direttamente sul fattore respiro che, entro certi limiti, “obbedisce agli ordini” della volontà cosciente.
Pertanto, dato il legame provato tra modo di respirare e stato d’animo , se si torna a respirare in modo “tranquillo” si riesce in genere a calmarsi rapidamente  e se, con un addestramento Buteyko, si riesce a  tranquillizzare permanentemente il proprio riflesso respiratorio  automatico, allora in linea generale si riesce  a rendere più tranquillo e sereno anche il proprio stato d’animo.
CORSI
Dato il grande successo riscosso dai due corsi su “Buteyko e Sport “ che nella scorsa estate ho tenuto a Milano insieme al Prof. Ongaro, intendo organizzare in futuro  altri corsi di perfezionamento diretti ad  approfondire l’applicazione del metodo Buteyko in relazione a varie tematiche e problemi specifici . Ho quindi in programma per il prossimo luglio un corso Buteyko per problemi psicosomatici (ansia, stress, irritabilità ed altro) e per il prossimo dicembre  un nuovo corso su “Buteyko, sport e luoghi comuni”.   Le date precise verranno comunicate tra  breve. Sono invece qui sotto riportate le date dei miei corsi “consueti”

– 1) CORSI BUTEYKO PER USO PROPRIO
a) Corsi di gruppo (con pochi partecipanti, per adulti o                    per bambini,  durata: dalle 5 alle 8 ore a   seconda del                         numero dei partecipanti)
                           a ROMA il    17 febbraio 2018  
                            a  CARPI ( Modena)  il 25 febbraio 2018
                           in Svizzera( Ticino) il 24 marzo (per il primi 10 iscritti) ed il 25 marzo (per i successivi iscritti)
a Biasca (CH-6710) presso il Centro
Diurno ATTE ). 
Per iscriversi
contattare l’Associazione Gente Sana
al 0041918250456,info@gentesana.ch
                           a MILANO l’11 marzo 2018  

b) Corsi  individuali e/o consulenze mediche(per adulti o bambini):
è possibile  concordare   telefonicamente in ogni periodo un appuntamento per  corsi Buteyko individuali  per adulti e/o bambini e per consulenze mediche a Siena, Firenze,  Roma e Carpi (prossima disponibilità a Carpi il  21 e 22 febbraio) E’ inoltre possibile in certi periodi concordare   un  appuntamento  per questi Corsi Buteyko e/o consulenze mediche anche   a Milano  .
-In caso di corso individuale può essere sufficiente  mezza giornata (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
– In alcuni corsi e consulenze mediche   i partecipanti che lo desiderino potranno, su preavviso, effettuare anche un test Oligoscan che consente, in base alla spettrofotometria, di valutare la quantità di metalli tossici depositata nei tessuti.   

— —2) CORSI PER ISTRUTTORI BUTEYKO
           — Il  prossimo corso per chi desidera imparare il metodo Buteyko non solo per ottimizzare la propria respirazione ma anche  per insegnarlo agli altri  inizia, con il 1°   livello,  a  CARPI  il 23-24 febbraio; il 2°e conclusivo livello si svolgerà, sempre a  Carpi , alcuni mesi dopo,  in una data concordata con il partecipanti al 1° livello.    Il numero dei partecipanti a questi corsi per istruttori è molto ristretto,  per essere sicuri che ognuno   possa imparare nel migliore dei modi come diventare un buon istruttore.   Chi desideri partecipare  è pertanto invitato a segnalare  al più presto  il suo interesse  : (fiafer@yahoo.com) tel. 3456248926 (dal lunedì al venerdì, tra le 18 e le 20  

       *********Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali e/o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com
Per ulteriori approfondimenti:
  www.buteyko.it   e www.agopunturaocchi.it

***************AVVISO IMPORTANTE : in questi notiziari, scritti dalla Dr.ssa Ferraro, che sono inviati per email a  coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l’argomento, la dr. Fiamma Ferraro comunica, oltre alle novità sulle date dei suoi corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per ricevere il Notiziario basta inviarci una e-mail (fiafer@yahoo.com) mentre chi non desideri più riceverlo può inviare allo stesso indirizzo una mail scrivendo nell’oggetto “cancellare”. I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto, integrale o parziale  dei Notiziari può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte(scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per –www.buteyko.it  Buteyko Italia), insieme all’avviso che “  “il contenuto dei  notiziari  della Dr. Ferraro ha scopo informativo e non intende in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.”

 

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