-Memoria e respiro. Succede a tutti a volte di sentire un nome o un numero, di pensare “questo me lo devo ricordare” e poi, nel momento in cui se ne ha bisogno, di non riuscire a ricordarlo. Ecco qui un piccolo “trucco”, scientificamente sperimentato, per cercare di evitare questi episodi. Una popolare rivista medica americana online, in un articolo dal titolo “Avete bisogno di ricordare qualcosa? Stringete i pugni!”, cita i risultati di una sperimentazione (Propper RE, McGraw SE, Brunyé TT, Weiss M (2013) Getting a Grip on Memory: Unilateral Hand Clenching Alters Episodic Recall. PLoS ONE 8(4): e62474. doi:10.1371/journal.pone.0062474I) in cui è risultato che se si stringe il pugno destro quando si sente o legge qualcosa che si vuole memorizzare, e poi si stringe il pugno sinistro quando si vuole ricordare, allora ritrovare il ricordo memorizzato diventa più facile. Questo perché, osservano gli sperimentatori, stringere il pugno destro stimolerebbe , a quanto pare, l’attività neuronale nei lobi frontali dell’emisfero cerebrale sinistro, in cui avviene la “codificazione” di ciò che si vuole ricordare , mentre stringere il pugno sinistro attiverebbe l’emisfero cerebrale destro, in cui avviene il rilascio- “ripescaggio” della nozione memorizzata. Quando ho letto questo studio, indubbiamente interessante, ho provato a stringere i pugni, sia il sinistro che il destro e, data la mia “deformazione professionale buteykiana” ho ovviamente osservato che mentre stringevo i pugni trattenevo il respiro. Provate un po’ e vedrete magari che capita anche a voi. Mi sono allora chiesta: dato che, stringendo i pungi, e quindi respirando molto poco per qualche minuto, aumenta rapidamente la quantità di CO2 nel corpo (e , come è ben noto alla scienza medica, l’aumento di CO2 fa rapidamente aumentare la circolazione del sangue e l’ossigenazione nel cervello ) non sarà forse che questo miglior funzionamento della memoria quando si stringono i pugni sia in qualche modo anche collegato al cambiamento del modo di respirare (aumento di CO2) che, con una migliore ossigenazione, fa funzionare meglio il cervello? Ovviamente anche in questo caso i ricercatori non hanno dedicato alcuna attenzione a questo piccolo “dettaglio”, e cioè ad eventuali cambiamenti del modo di respirare mentre si stringono i pugni, ritenendo che ciò sia del tutto irrilevante. E purtroppo ciò avviene in quasi tutte le sperimentazioni (meno in quelle dedicate esplicitamente a problemi di respiro). Si osservano tutti i possibili parametri durante le sperimentazioni, ma non si osservano eventuali cambiamenti nel modo di respirare. E se invece gli eventuali effetti –positivi o negativi- dei vari farmaci e terapie che si stanno sperimentando- fossero proprio dovuti al fatto che queste terapie provocano forse qualche cambiamento nel modo di respirare? Temo che ci vorrà ancora del tempo prima che l’ osservazione del modo di respirare entri nella prassi delle varie sperimentazioni!

-Resveratrolo e broncopatia cronica ostruttiva (COPD). Sono noti, a seguito di numerosi studi, gli effetti benefici del resveratrolo (che in un certo senso produce effetti analoghi a quelli della restrizione calorica –del “mangiare di meno”) per numerosi problemi di salute ed in genere per il prolungamento della vita. In Inghilterra , vari studi in vitro (ved. ad es. Culpitt S. V. et al. Inhibition by red wine extract, resveratrol, of cytokine release by alveolar macrophages in COPD, Thorax, 2003 Nov. ; 58(11) : 592-6) hanno dimostrato la capacita del resveratrolo (contenuto non solo in numerosi integratori ma anche nel vino rosso, da bere però in quantità moderata perché se si eccede entrano in gioco altri fattori, come l’alcool ed i solfiti, e gli effetti non sono più benefici ma dannosi) di far diminuire anche l’infiammazione della broncopneumopatia cronica ostruttiva (COPD). L’infiammazione in questa malattia polmonare comprende i macrofagi che producono interleuchine ed altre sostanze immunostimolanti. Tuttavia, questi macrofagi producono anche sostanze che prolungano la vita delle cellule. Sfortunatamente però un aumento dell’infiammazione e dei radicali liberi si abbina a questo prolungamento della vita delle cellule. I ricercatori britannici hanno quindi condotto uno studio sui macrofagi in campioni di fluidi polmonari di 15 fumatori relativamente sani e di 15 altri pazienti con COPD. L’introduzione del resveratrolo nei campioni ha interrotto la produzione di interleuchine al 94% nei macrofagi dei fumatori e all’88% in quelli dei pazienti con COPD. Il resveratrolo inibisce il rilascio di citochine infiammatorie e quindi sembra essere un trattamento efficace nelle sindromi ostruttive delle vie respiratorie.

-NAC (n-acetilcisteina) e malattie polmonari .In vari passati numeri di questo notiziario ho parlato degli effetti benefici di questa sostanza per i polmoni. Ora, un recente studio condotto nel gennaio di quest’anno (ved. Tse HN, et al. Chest. 2013 Jan 24) , dopo aver analizzato 120 soggetti tra i 50 e gli 80 anni di età, ha permesso di constatare che, dopo un anno di trattamento, nel gruppo al quale era stato somministrato il NAC (un integratore alimentare reperibile facilmente a basso costo) vi era un miglioramento delle funzioni polmonari superiore del 25-75% rispetto al gruppo al quale era stato somministrato un placebo.

-Malattie polmonari ed agopuntura. Nei pazienti con asma, COPD o alcuni altri problemi, nei casi in cui il riaddestramento con il metodo Buteyko è impossibile/molto difficile da attuare per vari motivi (dall’incapacità di intendere e volere all’estrema debolezza o altro), a parte eventuali medicine ed integratori, uno dei trattamenti ai quali ricorro più spesso, con i risultati migliori, è quello dell’agopuntura, ed in particolare quello dell’agopuntura giapponese Yamamoto (un po’ diversa dalla classica agopuntura cinese). Mi ha fatto quindi molto piacere leggere ora i risultati di un nuovo studio, effettuato recentemente da ricercatori giapponesi, su un gruppo di pazienti ammalati di broncopatia cronica ostruttiva (COPD) in cui i farmaci tradizionalmente usati non avevano un effetto soddisfacente. Lo studio ha permesso di constatare che nel gruppo che, in aggiunta ai farmaci inefficaci, è stato trattato con l’agopuntura nei punti giusti, i risultati ottenuti sono stati notevolmente superiori rispetto al gruppo placebo. (ved. 1. “A Randomized, Placebo-Controlled Trial of Acupuncture in Patients With Chronic Obstructive Pulmonary Disease (COPD)The COPD-Acupuncture Trial (CAT),” Arch Intern Med. 2012;172(11):878-886)

– Sperimentazione sul metodo Buteyko per la rinofaringite. Mentre le sperimentazioni cliniche che confermano l’efficacia del metodo Buteyko per l’asma sono numerose, vi sono ancora ben poche sperimentazioni per altri problemi di salute; c’è tuttavia un numero molto elevato di studi che dimostrano gli effetti negativi dell’iperventilazione e dell’ipocapnia e quelli benefici conseguiti per molti altri problemi, (dagli attacchi d’ansia alle allergie ecc.) con l’eliminazione di questi due fattori; ed il metodo Buteyko se ben effettuato permette appunto di conseguire l’eliminazione di questi fattori in modo stabile e relativamente duraturo. Questo recente studio effettuato in Irlanda presso l’Università di Limerick (Adelola, O.A.* Oosthuiven, J.C.* & Fenton, J.E.* *Department of Otolaryngology, Head and Neck Surgery, GEMS, University of Limerick & Limerick University Hospital, Limerick, Ireland 1 E-mail: oadelola@gmail.com) ha indicato l’efficacia del metodo Buteyko per problemi di rinofaringite. Nello studio, un gruppo di 26 pazienti asmatici affetti da rinofaringite cronica , dopo l’addestramento respiratorio Buteyko durato 3 settimane ha ottenuto un notevole miglioramento nei sintomi nasali e nella qualità della vita. Ovviamente la conclusione , dato che mancava il confronto con un gruppo placebo, è stata che “servono altri studi” per poter effettivamente dimostrare l’efficacia di Buteyko per la rinosinusite cronica. Sulla tematica dell’effetto placebo vi sarebbero peraltro molte osservazioni interessanti da fare, ed ho approfondito questo argomento nella nuova edizione del mio libro su Buteyko “Attacco all’Asma… e non solo”, 3° edizione ampliata ed aggiornata, che dovrebbe uscire verso la fine dell’anno. ********

 

* I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Questo avviso vale per tutti i numeri dei nostri notiziari.

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