Asma: efficacia clinicamente sperimentata in doppio cieco

Nel  libro  “Attacco all’Asma e non solo” della dr. Ferraro su asma ed altre malattie, pubblicato nel 2015 nella terza, nuova edizione,  (e nel 2016 anche in Francia) sono descritte le basi scientifiche del metodo, le sperimentazioni e gli esercizi pratici .

ASMA. SI PUO’ GUARIRE? SI!

I casi di asma sono in continuo aumento in tutto il mondo. Nell’Europa Occidentale, un bambino su 8 soffre d’asma. In uno dei paesi più colpiti, l’Australia, un bambino su 4 ed un adulto su 10 sono asmatici e si calcola che entro il 2020 questa proporzione salirà ad una persona su 2.
Anche se per fortuna i casi di decessi a causa dell’asma sono  non frequenti, (anch’essi però in aumento rispetto al passato, quando erano praticamente inesistenti) si tratta di una malattia spesso invalidante, che danneggia considerevolmente la qualità della vita.
Può sembrare strano sentir parlare di “guarigione” dall’asma. La medicina ufficiale considera infatti l’asma come una malattia per la quale non vi sono medicine che assicurino una guarigione. Anche se sono stati effettuati molti progressi nel controllo dei sintomi e degli attacchi asmatici, tutt’al più, dicono spesso i medici, si può sperare, quando questa malattia colpisce i bambini, che con la crescita i sintomi asmatici si attenuino o scompaiano.. ..
Secondo il dr. Buteyko è invece possibile guarire dall’asma perché, come egli sostiene, alcune situazioni dell’organismo considerate inguaribili tra le quali l’asma- sono appunto inguaribili perché non sono delle vere e proprie malattie da cui bisogna guarire ma dei meccanismi di compensazione messi in opera dall’organismo per difendersi da circostanze che potrebbero altrimenti portare a danni gravi ed anche al decesso. Finché queste circostanze permangono, l’organismo deve continuare a tenere in atto i meccanismi difensivi; se invece si elimina la causa profonda che rendeva necessari questi meccanismi di compensazione essi, non avendo più ragione di sussistere, svaniranno. Dall’asma si può quindi guarire completamente….
La vera causa dell’asma è, come ha scoperto e provato il dr. Buteyko, un errato modello respiratorio. La quantità d’aria normalmente respirata al minuto da una persona sana e adulta a riposo dovrebbe aggirarsi sui 4-6 litri al minuto; gli asmatici ne respirano una quantità pari al doppio, triplo o quadruplo. Molti dei medici specialisti in malattie respiratorie non attribuiscono particolare attenzione alla quantità d’aria normalmente respirata al minuto dai loro pazienti asmatici e ritengono semmai che l’iperventilazione sia non la causa ma l’effetto, (diretto a contrastare la mancanza di ossigeno) di un attacco d’asma. Tuttavia, nella sperimentazione ufficiale condotta nel 1994-95 al Mater Hospital, in Australia, è stato accertato, con notevole sorpresa di alcuni specialisti, che tutti i 39 asmatici che partecipavano alla sperimentazione respiravano in eccesso anche quando non avevano attacchi d’asma. La quantità d’aria che respiravano si aggirava sui 15 litri al minuto, e cioè il triplo del normale. La stessa sperimentazione ha accertato che i pazienti sottoposti al trattamento Buteyko avevano diminuito l’iperventilazione da 15 a 9 litri al minuto e di conseguenza, avevano potuto ridurre, già nel corso della sperimentazione, l’uso di broncodilatanti del 90% e di steroidi del 50%. Nel gruppo di controllo che aveva continuato ad iperventilare non si era invece registrato alcun miglioramento.
Altre sperimentazioni ufficiali in doppio cieco in Nuova Zelanda, Gran Bretagna e da ultimo (dicembre 2007) in Canada pressso l’Università di Calgary, hanno dato risultati altrettanto eccezionali.
Purtroppo la medicina tradizionale riconosce solo i sintomi della iperventilazione acuta e visibile, in genere causata dal panico, ma non di quella, di gran lunga più frequente, lieve ma cronica.

Le sperimentazioni cliniche sul metodo di respirazione Buteyko 

Prima di poter raccomandare determinati trattamenti come efficaci, le autorità sanitarie nei vari paesi chiedono l’effettuazione di sperimentazioni  “in doppio cieco” ( e cioè nè i pazienti, suddivisi in 2 gruppi, nè coloro che li trattano devono sapere a quale gruppo è somministrato il rimedio da sperimentare e a quale invece una sostanza placebo inerte.)
Queste sperimentazioni,  oltre a costare  milioni (il che fa sì che nessuna industria farmaceutica abbia interesse a finanziare ricerche su sostanze naturali come le erbe e tantomeno l’aria, non brevettabili), sono agevolmente applicabili , quanto alle modalità,  per i preparati chimici farmaceutici, per i quali effettivamente è facile dare ad un gruppo di pazienti la medicina in sperimentazione ed all’altro una polvere bianca innocua. E’ invece molto più difficile fare in modo che i pazienti ed i dottori non sappiano a quale dei due gruppi viene dato il rimedio da sperimentare quando questo rimedio non è  una sostanza farmaceutica ma una sostanza naturale, un alimento (ad es. l’aglio) che ha  un gusto ben conosciuto, o delle procedure come determinati modi di respirare o di muoversi. 

Inoltre, mentre non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” per mandare giù un certo dosaggio di pastiglie, esiste invece un modo giusto o sbagliato per mettere in pratica certe tecniche, come quella respiratoria, in cui i risultati dipendono anche dall’abilità con la quale l’istruttore spiega e fa attuare gli esercizi e dalla perseveranza del paziente. L’abilità dell’istruttore e la comprensione/perseveranza dei pazienti costituiscono quindi delle variabili importanti,  che non esistono quando si sperimentano preparati farmaceutici.
In queste condizioni è quasi un miracolo che l’efficacia della tecnica respiratoria Buteyko abbia potuto essere provata non solo dalle testimonianze di migliaia di pazienti  guariti e dei loro dottori, ma anche da alcune sperimentazioni ufficiali, condotte pressso cliniche universitarie con tutti i crismi del “doppio cieco”.
Le prime due hanno avuto luogo nel 1968  a Leningrado  (ora San Pietroburgo) e nel 1981 a Mosca.      A seguito dei risultati eccezionali conseguiti, il metodo Buteyko  era stao raccomandato dal Ministero  della Sanità dell’ex Unione Sovietica .
La sperimentazione più  importante per i lettori occidentali è poi quella che si è svolta nel 1995 in Australia, presso il Mater Hospital di Brisbane, con il finanziamento della Associazione Australiana delle Fondazioni per l’Asma. I pazienti asmatici erano stati divisi in 2 gruppi, uno dei quali effettuava gli esercizi Buteyko, mentre il gruppo di controllo era sottoposto ad altri esercizi respiratori. Dopo 6 settimane, il gruppo che aveva usato il metodo Buteyko aveva potuto ridurre il consumo di broncodilatatori del  90%, e di ormoni steroidei del 30%, mentre il gruppo di controllo aveva potuto ridurre l’uso di medicine di meno del 5%.
Pertanto, nel 1998 l`Associazione nazionale Australiana contro l’Asma si è decisa a raccomandare ufficialmente il metodo (meglio tardi che mai!)

Risultati analoghi sono stati registrati in  più recenti sperimentazioni cliniche che hanno  avuto luogo nel 2003 in Nuova Zelanda. e successivamente in Gran Bretagna  e nel 2007 in Canada (Università di Calgary) , con dei risultati che il prof. Cowie, che aveva diretto la sperimentazione, ha definito “i migliori mai riscontrati in una sperimentazione sull’asma”, quanto alla riduzione nel dosaggio dei medicinali che è stato possibile conseguire in poche settimane.

A seguito di queste sperimentazioni in Gran Bretagna la tecnica Buteyko è stata ufficialmente inserita tra quelle “ritenute efficaci” per l’asma dall’Associazione medica britannica per le malattie toraciche.

Anche gli Stati Uniti, nel 2012 hanno riconosciuto ufficialmente l’efficacia per l’asma della tecnica Buteyko. Dopo la revisione dei risultati di 22 studi,la AHRQ (Agenzia  per la Ricerca e Qualità nel Campo Medico) ha constatato miglioramenti medi-elevati nei sintomi dell’asma e nell’esigenza di medicine, conseguiti con il riaddestramento respiratorio in base al metodo Buteyko.  Come riferito nel Notiziario del dicembre 2012 scritto dalla Dr. Ferraro: “Chiudiamo il 2012 con questa buona notizia: negli Stati Uniti l’ Agenzia per la Ricerca sulle Cure e la Qualità (AHRQ) ha appena pubblicato un rapporto di oltre 200 pagine (ved.www.effectivehealthcare. ahrq.gov/reports/final.cfm) nel quale sono esaminati i risultati di 22 studi su larga scala condotti per accertare l’efficacia per l’asma di varie tecniche respiratorie. Nel rapporto,dal titolo “ Breathing Exercises and/or Retraining Techniques in the Treatment of Asthma AHRQ 12-EHC092-EF “ si conclude che l’efficacia maggiore è stata riscontrata con tecniche, come appunto la tecnica Buteyko, dirette a ridurre l’iperventilazione e a riportare la quantità di CO2 a livelli fisiologici, e si conclude che “le tecniche dirette a ridurre l’iperventilazione non hanno effetti nocivi e possono migliorare i sintomi dell’asma e ridurre l’uso di farmaci in un periodo di 6-12 mesi negli adulti con asma non ben controllata” .

Ed  ora  anche in Germania (ved. il Notiziario del dicembre 2013 ) è sempre più riconosciuta l’efficacia di questo metodo. Dopo i precedenti riconoscimenti in altri paesi e dopo che, in Gran Bretagna, nel 2008, il metodo Buteyko era stato definito dalla Società Toracica Britannica come “il metodo di medicina complementare più efficace  per l’asma”, e dopo il riconoscimento negli Stati Uniti , ora anche in Germania, dopo che nelle linee guida “ufficiali” per il trattamento dell’asma il metodo Buteyko veniva in precedenza definito come “non sufficientemente provato”, nell’ultima versione di queste linee guida, formulata dalla Camera Federale dei Medici, Buteyko viene definito come “l’unico metodo fisioterapeutico respiratorio per il quale è stata provata l’utilità per la riduzione dei sintomi e l’uso di broncodilatatori in numerosi studi”; il metodo Buteyko è stato pertanto raccomandato nelle linee guida per il trattamento dell’asma. 

Ed infine, altre due sperimentazioni, in Egitto e nelle Filippine, hanno constatato la validità del metodo Buteyko per il trattamento dell’asma,per cui, a seguito dei risultati della sperimentazione in Egitto, si può ora dire, con l’aggiunta dell’Africa,  che l’efficacia di questo metodo è stata provata in tutti e 5 i continenti! (ved. Notiziario giugno 2014)

La sperimentazione in Egitto è stata effettuata da terapeuti   del dipartimento di medicina toracica  dell’Università del Cairo, ed il relativo articolo, dal titolo  “Effetti della tecnica di respirazione Buteyko su pazienti con asma bronchiale” è stato pubblicato sul periodico medico egiziano dedicato a malattie toraciche e tubercolosi (  Egyptian Journal of Chest Diseases and Tuberculosis (2012) 61, 235-241)

La sperimentazione è stata condotta su 40 partecipanti asmatici,  20 dei quali  hanno praticato  la tecnica Buteyko oltre a riceverei consueti trattamenti farmacologici, mentre gli altri 20   hanno ricevuto solo  i trattamenti farmacologici. 

Alla fine della sperimentazione, durata 6 settimane, si è visto che i partecipanti del gruppo Buteyko avevano migliorato la funzionalità polonare, come misurata dalla spirometria, del 51%,  contro  al 3,6% del gruppo di controllo; avevano inoltre riscontrato una diminuzione dei sintomi giornalieri di asma pari al 52%, contro allo 0,8% del gruppo di controllo, ed avevano diminuito l’uso di  cortisonici nella misura del 33%, contro  al 15%del gruppo di controllo. Era inoltre aumentata del 69 anche  la Pausa-controllo (PC- termine ben noto ai lettori del Notiziario), contro ad un 8% nel gruppo di controllo. 

Non si può che condividere l’osservazione degli sperimentatori alla conclusione dello studio, e cioè: “Si sta aprendo una nuova prospettiva con il riconoscimento che un volume respiratorio corretto è fondamentale per mantenere una buona salute”. 

La sperimentazione nelle Filippine è invece stata condotta, presso l’Università di Santo Tomas, Manila, su un gruppo di bambini asmatici di 7-11 anni. Per un periodo di 4 settimane a metà dei bambini sono stati insegnati e fatti eseguire degli esercizi Buteyko, in aggiunta ai trattamenti consueti. Al termine delle 4 settimane, mentre nel gruppo di controllo non si è notato alcun cambiamento rilevante, nel gruppo di bambini che aveva effettuato gli esercizi Buteyko  si è  notato un significativo miglioramento. 

Questi sono i riferimenti delle pubblicazioni scientifiche sulle quali gli studi sono stati pubblicati (tralasciando quelli in lingua russa, indichiamo solo quelli in inglese) :

–Buteyko breathing techniques in asthma: a blinded randomized controlled trial. Bowler S,  Green A, Mitchell CA. Medical  Journal ofAustralia, Vol 169, 7/21 December 1998:575-578.

–“A clinical trial of the Buteyko Breathing Technique in asthma as taught by a video.” Opat AJ, Cohen MM, Bailey MJ, Abramson ,MJ. Journal of Asthma, 37(7), 667-564 (2000).

–“Effect of two breathing exercises (Buteyko and pranayama) in asthma: a randomized controlled trial.” Cooper S, Osborne J,Newton S, Harrison V, Thompson Coon J, Lewis S, Tattersfield A. Thorax August 2003; 58:674-679.

–“Buteyko Breathing Technique for asthma: an effective intervention.” Patrick McHugh, Fergus Aitcheson, Bruce Duncan, Frank Houghton: The New Zealand Medical Journal. 12-December-2003, Vol 116 No 1187.

-“Health Education: Does the Buteyko Institute Method make a difference?” Jill McGowan, Education and training consultant in Asthma Management. Thorax Vol 58, suppl III, page 28) December 2003.

– “A Randomised Controlled Trial of the Buteyko Technique as an Adjunct to Conventional Management of Asthma”;  Cowie RL et al.  Respir Med (2008), doi: 10.1016/j.rmed.2007.12.012

-Egyptian Journal of Chest Diseases and Tuberculosis (2012) 61, 235-241) 

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Il mantenimento del delicato equilibrio tra i livelli di O2 e CO2 è, come abbiamo già visto, essenziale per il buon funzionamento di tutto l’organismo umano. Quando si respira in eccesso il livello di CO2 cala drammaticamente: mentre normalmente dovrebbe aggirarsi sul 5,5-6%, negli asmatici la quantità di CO2 presente negli alveoli polmonari non supera il 4-4,5%. Questa insufficienza di CO2 non consente all’ossigeno, a causa del più volte citato effetto Verigo-Bohr, di raggiungere i tessuti in modo efficiente. Tutto ciò induce l’organismo a mettere in opera dei meccanismi di difesa, per diminuire l’afflusso e corrispondente deflusso d’aria (la respirazione) e contrastare così una ulteriore perdita di CO2 che, se proseguisse indisturbata, potrebbe avere conseguenze mortali. Quali sono questi meccanismi difensivi? Cosa può fare, l’organismo nella sua saggezza per limitare l’accesso d’aria? La prima, più ovvia misura è appunto quella di restringere le vie attraverso le quali passa l’aria, per farne diminuire l’afflusso, e questo è appunto ciò che accade durante un attacco d’asma. I minuscoli tubicini bronchiali si restringono spasmodicamente (broncospasmo). Inoltre le membrane delle vie respiratorie si gonfiano in modo da diminuire il passaggio dell’aria ed in esse si forma un eccesso di muco. Un attacco d’asma è quindi un circolo vizioso provocato dall’iperventilazione, in cui le vie respiratorie si contraggono, restringono e si ricoprono di muco per diminuire l’afflusso d’aria; ciò provoca nella persona colpita dall’attacco la sensazione di mancanza d’aria, ma più ci si sforza di respirare, e più i tre meccanismi difensivi di cui sopra fanno in modo che l’iperventilazione non aumenti ulteriormente; più ci si sforza di respirare e peggiore diventa l’attacco d’asma.

Quanto si è detto sulle cause dell’asma fa apparire chiaramente quale possa essere un trattamento che porti alla guarigione vera e propria e non solo ad una attenuazione dei sintomi.

Se è vero, come il dr. Buteyko e gli studi effettuati hanno dimostrato, che l’asma, più che una malattia, è una reazione difensiva con la quale l’organismo cerca di impedire i più gravi danni che rischiano di derivargli da una perdita eccessiva di CO2 causata da un modello di respirazione inadeguato, appare chiaro che per guarire (o meglio per rendere non più necessario il meccanismo di difesa) occorre imparare a respirare in modo diverso. Se si elimina l’iperventilazione, se si normalizza la respirazione, allora verranno meno anche i broncospasmi, l’infiammazione ed il muco nei polmoni.

Appaiono quindi evidenti anche le incongruenze del trattamento dell’asma attualmente in uso.
La vita di chi soffre di asma in forma grave non è certamente facile. Si vive in pratica nel terrore di un attacco che potrebbe colpire in qualunque momento, durante una festa, un convegno di lavoro, un viaggio, rendendo necessaria una corsa in ospedale a sirene spiegate. Qualunque cosa, dal cambiamento del tempo ad una corsa per rispondere al telefono ad un cane che si avvicina, può scatenare un attacco grave. E’ difficile condurre un’esistenza normale e lavorare in queste condizioni. La continua preoccupazione grava poi non solo sugli ammalati ma anche sui loro familiari, che scrutano con continua preoccupazione l’ammalato e cercano di evitargli ogni possibile causa scatenante di attacchi.
Sono soprattutto questi ammalati quelli ai quali il metodo Buteyko può ridare la gioia di vivere e la sensazione di poter prendere in mano, controllare e superare la loro malattia. Indubbiamente, eseguire gli esercizi respiratori richiede un po’ di tempo e la capacità di sopportare un minimo di disagio, ma il miglioramento che non manca in genere di prodursi fin dai primi giorni rende sempre più facile proseguire il programma di esercizi.
Gli esercizi vanno adattati al caso individuale, il che richiede in genere la consultazione di un istruttore esperto nel metodo Buteyko. Ciò in realtà è consigliabile, come si è detto, in tutti i casi di malattie non lievi. Quasi sempre però la tecnica indicata produrrà i suoi effetti anche per voi, come è avvenuto in innumerevoli casi.

Per imparare gli esercizi del metodo Buteyko si consiglia di leggere il libro “Attacco all’Asma… e non solo”, della dr. Fiamma Ferraro ma, se si soffre di asma in forma non lieve o di altre malattie è necessario imparare la tecnica in modo personalizzato da un bravo istruttore Buteyko (ved.”come imparare”), continuando ovviamente ad essere seguiti dal vostro medico. (ved. la pagina “Come imparare”)
Un libro, non può infatti sostituire un insegnamento individuale in quei casi in cui si vuole imparare a respirare meglio non solo a scopo preventivo, per restare in buona salute e ritardare l’ínvecchiamento, ma perche si soffre già di asma o altre malattie. In questi casi il libro, pur utile per comprendere le basi teoriche e fondamenta scientifiche di tutto rispetto del metodo, non è sufficiente: è consigliabile in questi casi imparare il metodo da un istruttore, con controllo medico.
L’esperienza dimostra che chi inizia gli esercizi da solo non raramente si trova di fronte a problemi, per i quali occorrerebbe una consulenza individuale (il modo di respirare è quanto di più individuale vi sia).
Uno dei problemi che chi vuole iniziare gli esercizi incontra più frequentemente è qullo di avere il naso permanentemente chiuso per cause meccaniche (deviazioni del setto nasale ecc.).
In altri casi ancora, può essere utile un impulso addizionale per accelerare il risanamento, o per dare una spinta iniziale per spezzare un circolo vizioso in situazioni che nonostante gli esercizi (e senza un apprendimento iniziale con un istruttore può accadere che gli esercizi non siano ben eseguiti) non si sbloccano. In questi casi è opportuno consultare un medico, (meglio se anche esperto nel metodo Buteyko) per cercare di risolvere il problema che impedisce di respirare dal naso, perché è molto difficile conseguire progressi con la respirazione Buteyko se si è costretti a respirare sempre dalla bocca.

Avviso: chi soffre di asma dovrebbe, come consigliato anche nel libro, eseguire gli esercizi sotto la supervisione di un istruttore Buteyko, (che sia di preferenza anche medico se l’effettuazione degli esercizi deve essere abbinata a variazioni di dosaggi di medicinali), e sentire comunque il proprio medico. Queste pagine non intendono dare consigli medici ma solo ampliare la vostra base informativa. Ogni applicazione pratica di queste informazioni è frutto della libertà d’azione degli interressati ed avviene sotto la loro esclusiva responsabilità.

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