NOTIZIARI AGGIORNATI 2016

aggiornamento costante

  ****************AVVISO IMPORTANTE : in questi notiziari, scritti dalla Dr.ssa Ferraro, che sono inviati per email a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l’argomento, la dr. Fiamma Ferraro comunica, oltre alle novità sulle date dei suoi corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per ricevere il Notiziario basta inviarci una e-mail (fiafer@yahoo.com) mentre chi non desideri più riceverlo può inviare allo stesso indirizzo una mail scrivendo nell’oggetto “cancellare”. I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto, integrale o parziale  dei Notiziari può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte(scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per –www.buteyko.it  Buteyko Italia), insieme all’avviso che “  “il contenuto dei  notiziari  della Dr. Ferraro ha scopo informativo e non intende in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.”
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BUTEYKO-ITALIA          NOTIZIARIO BUTEYKO
Notiziari 2016                  ai Notiziari del 2015

“NOTIZIE SALUTARI”-scritte dalla Dr. Fiamma Ferraro (medico-chirurgo)  per Buteyko-Italia (www.buteyko.it   e www.buteykoitalia.homestead,com)

Dicembre 2016
Buongiorno a tutti; torno con il Notiziario di dicembre, dopo aver dovuto saltare quello di novembre, mese in cui  non ho trovato proprio il tempo di scrivere, poiché ai miei impegni professionali di medico si è aggiunto il tempo che ho dovuto dedicare a due importanti appuntamenti: il consueto appuntamento annuale con la “Medizinische Woche “ (settimana medica) in Germania a Baden- Baden, considerata come il più importante evento dedicato alla medicina complementare -alternativa, ed il Convegno internazionale di psicomedicina quantistica,     ed inizio questo Notiziario parlando appunto di questo importante evento.

–Convegno internazionale di psicomedicina quantistica
Come preannunciato nei miei  precedenti  Notiziari,  il  19-20 novembre si è svolto   a Milano un importante convegno   organizzato da Dharma Italia (ved. www.psicomedicinaquantistica.com/index.php/ct-menu-item-1/relatori-e-relazioni );  in questo convegno, oltre alla mia relazione in cui  ho illustrato le basi scientifiche del metodo Buteyko, vi sono stati gli interventi di numerosi, rinomati scienziati e relatori provenienti da vari paesi, che hanno illustrato tematiche di straordinario interesse.
Il mo intervento, in cui ho esposto le basi scientifiche del metodo Buteyko ed i risultati per la conservazione/riacquisto della salute che  è possibile ottenere  ottimizzando il  respiro con questo metodo, ha sollevato un vivo interesse da parte del pubblico, che si è chiesto come mai l’importanza per la salute del modo “giusto” di respirare non sia presa abbastanza in considerazione né dall’opinione pubblica né in campo medico, e come mai i risultati, pur scientificamente provati (per l’asma) in numerosi studi clinici, siano ancora lungi dall’essere generalmente conosciuti ed applicati; (si tratta in effetti di un interrogativo che mi pongo costantemente anch’io!) Non mi dilungo peraltro sul mio intervento su Buteyko e, rinviando al  link   www.psicomedicinaquantistica.com/index.php/ct-menu-item-1/relatori-e-relazioni   per l’elenco  degli interventi di    tutti gli illustri relatori, mi limito a segnalarne due, di straordinario interesse, quello del Prof. Mario Biava    e quello del Prof. Dr. Kresimir Pavelic.
1) Il prof. Biava, primario di Medicina del lavoro presso l’Ospedale di Sesto S. Giovanni (Milano) e docente universitario,  ha illustrato un argomento importante in particolare per chi soffre di tumori, ma non solo, e  vari studi diretti a  capire sempre meglio come il codice epigenetico sia in grado di riparare i tessuti e quindi  come possa essere usato in medicina rigenerativa, in particolare nelle patologie in cui si richiede il trapianto di cellule staminali,  potenziando  gli effetti positivi legati al trapianto di cellule staminali ed in futuro magari   sostituendosi al trapianto stesso, considerato che è stato dimostrato che gli effetti benefici del trapianto di cellule staminali non sono dovuti alle cellule trapiantate, ma ai fattori che esse producono. Tra questi fattori, come ha illustrato il Prof.Biava che ne ha studiato l’impiego, vi sono quelli prelevati dall’embrione di Zebrafish (pesce zebra)  e cioè proteine ed acidi nucleici con proprietà regolatrici. Per approfondire l’argomento ved. http://www.piermariobiava.it/avada_portfolio/riprogrammiamo-le-cellule-tumorali-intervista-al-dott-pier-mario-biava-da-www-ilgiornaledellebuonenotizie-it/

2) Il Prof Pavelic,  medico e biologo molecolare di fama internazionale. ha  illustrato un argomento anch’esso di grande importanza in particolare in questo periodo in cui si sta moltiplicando a dismisura la quantità di agenti inquinanti con i quali dobbiamo ogni giorno confrontarci,   ed ha parlato dei risultati che è possibile ottenere, per liberarci almeno di una parte delle sostanze tossiche accumulate nel nostro organismo, con  una sostanza naturale, la zeolite.
Anch’io, nel mio libro “La Terapia Chelante”,  (pubblicato nel 2014 dalla Macroedizioni; ved.  http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terapia-chelante-libro.php)  parlo a lungo di questa sostanza e mi ha fatto molto piacere sentirne confermare l’efficacia straordinaria da parte del prof. Pavelic. Egli ha  infatti illustrato gli effetti che possono esser ottenuti, per la disintossicazione da metalli ed altre sostanze tossiche (mercurio, arsenico ecc. ecc.), con  materiali zeolitici naturali (estratti da un particolare tipo di rocce ). Questi materiali si  muovono  attraverso l’intestino ed eliminano  i metalli ed altre sostanze tossiche con un meccanismo di scambio ionico.  La zeolite prolunga i suoi effetti all’interno del corpo e rafforza la barriera intestinale, che  svolge un ruolo centrale nel sistema immunitario. Inoltre, la PMA-zeolite  (una zeolite-clinoptilolite doppiamente attivata), di cui ha parlato il Prof Pavelic può avere effetti preventivi sulla intossicazione da   organo-fosfati  La PMA-zeolite, come  spiegato  dal Prov. Pavelic , può essere utilizzata  come farmaco adiuvante sia per gli stati acuti, sia  per le condizioni croniche di intossicazione,  in quanto potrebbe diminuire sostanzialmente il livello di tossine e radicali liberi presenti nell’organismo, impedendo così il danno ai nervi ed aumentando la capacità naturale del corpo di riparare i tessuti.    Per approfondire l’argomento ved. http://www.psicomedicinaquantistica.com/documenti/Relazioni/PAVELIC%20RELAZIONE.pdf .

 – Inizio di un nuovo studio clinico su Buteyko
Sono stata contattata dal collega medico Dr. Jan Vagedes, (direttore dell’istituto scientifico ARCIM, pediatra e neonatologo presso la FIlderklinik e collaboratore scientifico dell’Università di  Tübingen, in Germania), che mi ha chiesto di partecipare, per l’Italia, ad un gruppetto internazionale comprendente alcuni  pilastri  in Germania, Svizzera ed Inghilterra, con lo scopo di  portare avanti un nuovo studio clinico su Buteyko. Abbiamo già effettuato alcuni incontri tramite videoconferenza per definirne le modalità. Vi terrò al corrente sugli sviluppi.

–“ATTACCO ALLE  DIETE…uguali per tutti”,; e uscito il mio nuovo libro. pubblicato in edizione e-book (ved.  https://www.amazon.it/kindle/dp/B01N7E64HX/ref=rdr_kindle_ext_eos_detaile cartacea     (ved.  http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/medicina-e-salute/279434/attacco-alle-diete-uguali-per-tutti/  )
Come i lettori già sanno, da molti anni dedico una gran parte del tempo libero che mi rimane dopo lo svolgimento della mia attività di medico, alla scrittura di libri ed articoli, poiché mi sembra molto importante far conoscere al pubblico   delle informazioni sulla salute che possono essere utili. e che sono ancora poco note.
Nella mia attività di “scrittrice” ho concentrato la mia attenzione su tematiche di interesse generale, tra cui la disintossicazione (dai metalli tossici ed altre sostanze dannose) con i  miei libri “Attacco alla Droga” (2006 Bisedizioni) e “La Terapia Chelante” (Macroedizioni 2014 ved. http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terapia-chelante-libro.php ); ho poi illustrato il modo ottimale di respirare, conil  libro “Attacco all’Asma… e non solo” pubblicato dalla Macroedizioni  nel 2015 nella 3° edizione, ed anche in Francia con il titolo “Combattre l’Asthme”), e sono poi passata al bere (ne parlo in una parte del mio e-book “La Nuova Guida alla Salute pubblicato dal periodico “Scienza e Conoscenza” (ved. http://www.scienzaeconoscenza.it/prodotti/scienza-e-conoscenza-n-6-speciale-pdf ) ..
Mi rendevo conto che, nell’ordine di priorità delle tematiche riguardanti il mantenimento e miglioramento della salute, dopo l’eliminazione delle sostanze dannose, il respirare ed il bere, viene appunto il mangiare, ma per molti anni ho evitato di confrontarmi  con l’argomento e di scrivere un libro sull’alimentazione. Come mai? Per rispondere a questo interrogativo riporto   una parte dell’introduzione del libro che   ora  ho finalmente scritto: 
“….
Si potrebbe affermare che sulle “diete” è già stato scritto tutto, ma se avete in mano questo libro, sarà perché che quel “tutto” non vi ha soddisfatti… ebbene, eccoci qui!…Devo confessare che da quando sono diventata un’autrice di libri sulla salute, ho  pensato che non avrei mai scritto un libro sull’alimentazione.   …..Ero convinta, innanzitutto, che tutto ciò che c’era da scrivere sulle “diete”  fosse già stato  scritto in tutte le salse, sia su riviste e libri popolari che su libri e pubblicazioni scientifiche.  …..Il motivo principale tuttavia era che, pur avendo letto (o proprio per aver letto) tutto il leggibile in materia di “diete” non avevo, fino a  2-3 anni fa, ancora raggiunto delle conclusioni fondate ed importanti, e mi sembrava inutile propinare al pubblico  l’ennesimo libro contenente i consueti, banali luoghi comuni (alcuni dei quali, come vedremo, non affidabili) che si leggono ovunque, oppure dei consigli originali ma  non abbastanza fondati e soprattutto non  validi per tutti.
Come i lettori avranno certamente notato, quasi  ognuna delle diete in circolazione è presentata come se fosse un miracolo, promettendo ottimi risultati per tutti, qualunque sia la loro costituzione genetica   e qualunque sia la situazione del loro metabolismo e   degli altri diversi fattori che esamineremo nel libro . Quest’affermazione è valida per quasi tutte le diete, che si tratti della dieta Dukan, Atkins, South Beach, Zona, Ornish, Pritikin; di una dieta  iperproteica, paleolotica, chetogenica, vegetariana, vegana, fruttariana, crudista, e chi più ne ha più ne metta!
Per ciò che riguarda invece le pubblicazioni basate su studi e sperimentazioni scientifiche, anche queste purtroppo spesso raggiungono conclusioni contrastanti l’una con l’altra: si legge uno studio medico pubblicato su una rivista prestigiosa dopo molte ricerche e si è portati ad esclamare: “Evviva! Finalmente si è scoperto cosa  fa bene e cosa fa male!” ma magari solo poco tempo dopo si leggono altri studi, altrettanto ricercati, che dimostrano il contrario         .
Regna perciò ancora una grande incertezza (a parte alcuni principi ovvii e noti ormai a quasi tutti) su quelli che sono gli alimenti da mangiare/non mangiare al giorno d’oggi  per conservare una salute ottimale e ritardare gli acciacchi della vecchiaia, e su quella che è la forma di alimentazione ottimale. ….Tuttavia, se come scrittrice ero libera  di scegliere gli argomenti sui quali mi sembrava di avere veramente qualcosa di importante, nuovo ed utile da scrivere, come medico non avevo la stessa libertà di scelta ed ero tutti i giorni alle prese con persone che venivano da me per dei problemi di salute per i quali mi sembrava evidente l’influenza dell’alimentazione ma per le quali purtoppo mi sembrava di non  riuscire a dare dei consigli dietetici  efficaci ed utili.
Mi riferisco qui non tanto alle persone alle prese con malattie varie (diabete, celiachia o altri problemi), che devono seguire uno schema dietetico, un’alimentazione   particolare  ben definita, ma al folto gruppo di persone che, pur senza una malattia specifica e diagnosticata,  sono oppresse da problemi vari e frequenti (obesità, depressioni, difficoltà di digestione, dolori, stanchezza, insonnia, agitazione, ansia e così via) e si sentono spesso dire dai medici che “dai test diagnostici effettuati risulta tutto in ordine”. Perché queste persone, pur in assenza di una diagnosi clinica e nemmeno alle prese con particolari problemi di natura psicologica, non riescono a raggiungere quello stato di salute raggiante di cui tutti vorremmo poter godere?….  
 Nonostante la grande entità  di informazioni sulla nutrizione  (che molto spesso si contraddicono l’una con l’altra), molti si sentono confusi: provano una dieta che è risultata  benefica in alcuni  ma poi rimangono delusi dai risultati, e continuano a cercare nuove informazioni.           .
Cerchiamo in questo libro di scoprire quale sia  la nutrizione “ideale”, corrispondente non solo al disegno biologico generale dell’uomo ma anche a quello, individuale ed unico, delle singole persone la “miscela perfetta di carburanti” per ognuno. Per  riuscirci …. sarà necessario smantellare molti “luoghi comuni” errati in fatto di alimentazione “sana”…e chiarire molti interrogativi, tra cui: è consigliabile la dieta paleolitica o quella vegetariana/vegana? Vanno evitati i latticini ed i grassi? E la soia? Quali sono le sostanze più carenti nella nostra alimentazione? E’ bene prendere integratori? E quali? Il ruolo degli 8 zuccheri essenziali (6 dei quali carenti nella nostra alimentazione) degli enzimi, della fibra, dello zolfo, (carente a causa dei danni dal diserbante glifosato) e molto altro. …..

Concludo questa lunga edizione del Notiziario con i migliori auguri di BUON NATALE e FELICE  ANNO NUOVO  a tutti voi!!

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DATE dei CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
   1) Corsi per uso proprio:

a) Corsi di gruppo (con pochi partecipanti, durata: dalle 5 alle 8 ore a seconda del numero dei partecipanti):
         -a Milano: 19 febbraio 2017 
         -a  Carpi (18 km.da Modena):22gennaio 2017  
        -a Roma: il 14 gennaio 2017 
        – ( in alcuni corsi  i partecipanti che lo desiderino potranno, su preavviso, effettuare anche un test Oligoscan che consente, in base alla spettrofotometria, di valutare la quantità di metalli tossici depositata nei tessuti)

         b) Corsi  individuali e/o consulenze mediche:
      a SienaFirenze  Roma, ed ora anche a Carpi (18 km. da Modena) ed a Milano,  corsi individuali (o per piccoli gruppi), per adulti e/o bambini,eventualmente abbinati a consulenza medica, su appuntamento.
Prossime  disponibilità:
         a Milano il 20 febbraio   2017
        a Carpi il   il  20 e 23 gennaio 2017 (   presso il poliambulatorio Carpi 3000 tel. 059 695045 )
       A Firenze, Casciano di Murlo (Siena) e Roma, è possibile fissare in ogni periodo corsi individuali e consulenze mediche su appuntamento telefonico. In caso di corso individuale può essere sufficiente  mezza giornata (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.

   2) CORSI PER ISTRUTTORI

            Il  prossimo corso per istruttori inizierà, con il 1°  dei due  livelli a CARPI (18 km. da Modena) in un fine-settimana di marzo 2017  (il 2° livello conclusivo  si svolgerà, sempre a Carpi, alcuni mesi dopo) in una data concordata con il partecipanti al 1° livello.  Il  17-18 febbraio si svolgerà, a Milano, il 2° livello del corso iniziato, con il 1 ° livello, sempre a Milano nel novembre scorso; può comunque partecipare chi abbia seguito il 1° livello anche in altre date.

Il numero dei partecipanti a questi corsi è molto ristretto per essere sicuri che ognuno   possa imparare nel migliore dei modi come diventare un buon istruttore).   Chi desideri partecipare  è invitato a segnalare fin d’ora il suo interesse  : (fiafer@yahoo.com) tel. 3456248926 (dal lunedì al venerdì, tra le 18 e le 20)


Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com
Per ulteriori approfondimenti: www.buteyko.it ,    www.buteykoitalia.homestead.com  e www.saluteglobale.com 

-Ottobre 2016

Raffreddori, influenza,  mal di gola ecc. Come evitarli-attenuarli
Salve!  In questo cambiamento di stagione e con l’avvicinarsi del freddo questi problemi stanno diventando più frequenti. Qual è uno dei primi fattori da mettere in atto per cercare di evitarli-attenuarli? Respirare ”bene” è   essenziale per il buon funzionamento del sistema immunitario  e vi sono indubbiamente molti rimedi  (sia farmaci che   integratori  ed altre misure; vi sarebbe da scrivere un libro sull’argomento!) ma vorrei ora richiamare l’attenzione su uno dei fattori  più efficaci e purtroppo spesso trascurati da mettere in atto per   questo tipo di malanni invernali.
Sia nel mio libro “Attacco all’Asma… e non solo” che in molti numeri di questo Notiziario ho messo in rilievo    l’importanza del respirare sempre dal naso e non dalla bocca, soprattutto nei bambini, ma non solo. Il primo danno prodotto dal respiro dalla bocca è ovviamente  quello che dalla bocca entra-esce un volume eccessivo di aria e quindi è quasi  impossibile evitare di iperventilare se si respira dalla bocca. Vi sono tuttavia molti altri problemi provocati da questo respiro orale e tra questi,  in particolare in questa stagione,  è importante il fatto che mentre l’aria introdotta con la fisiologica respirazione nasale viene riscaldata, umidificata, filtrata da impurità ed in parte anche da microbi e vari elementi tossici,  ciò non avviene invece  con una  respirazione dalla bocca.
Un altro svantaggio della respirazione orale consiste inoltre nel fatto che espirando dalla bocca si acuisce la disidratazione  di cui non pochi soffrono. E’ a questo proposito interessante questo studio, pubblicato su Rhinology. 2006 Mar;44(1):74-7. con il titolo “Increased net water loss by oral compared to nasal expiration in healthy subjects“ con lo scopo di paragonare, in persone sane,  la differenza nella perdita netta d’acqua durante l’espirazione rispettivamente dalla bocca o dal naso.  La conclusione raggiunta dallo studio è stata che la perdita d’acqua aumentava  nella misura del 42 % (!) quando si passava dalla espirazione nasale a quella orale. Questa continua disidratazione  aggiunge un fattore di stress per il nostro organismo,  per il quale è importante  essere sempre in buone condizioni di idratazione !

Emocromatosi ed eccesso di ferro. Il riaddestramento del respiro con il metodo Buteyko potrebbe essere utile anche per questo problema?
 A seguito di un interrogativo che mi era stato posto dall’ associazione internazionale Buteyko BPI, di cui presiedo il comitato medico, ho scritto un articolo  sul problema dell’ emocromatosi ed eccesso di ferro nell’organismo. Questo mio articolo  (in inglese) è  riportato integralmente a questo link:  http://www.buteyko.it/?cat=23  (in fondo alla pagina).  Ne  indico qui  in italiano i contenuti essenziali. Anche il ferro, come la CO2, l’O2 e tante altre sostanze , deve essere presente nelle quantità giuste, ed un eccesso può essere altrettanto dannoso quanto una carenza.
Un accumulo  di ferro nell’organismo si verifica molto più frequentemente di quanto non si pensi, e può provocare numerosi problemi,   (dolori articolari, disturbi di fegato, diabete ed altro) .
Occorre innanzitutto distinguere tra l’’emocromatosi vera e propria (che   deriva da un problema genetico ereditario, ed  è relativamente frequente    nelle popolazioni del nord mentre lo è di meno da noi) e l’ accumulo  di ferro provocato dalla sua eccessiva assunzione,  con gli alimenti  (in particolare  con la carne rossa, ormai mangiata frequentemente anche in Italia), con alcune acque, o anche   con  integratori contenenti troppo ferro. Rimango perplessa nel vedere come il ferro sia presente  in tantissimi integratori  mentre dovrebbe essere assunto solo in modo mirato, quando  ve ne sia   un’effettiva carenza. Un rapporto risalente al 1983 metteva in rilievo come l’ acuta tossicità del ferro in eccesso fosse la seconda maggior causa di avvelenamento accidentale in bambini che avevano assunto quantità eccessive di integratori a base di ferro.  Ed in uno studio (Dexter DT, Wells FR, Agid Y, Lees AJ, Jenner P,Marsden CD: Increased nigral iron content in postmortem parkinsoniam brain. Lancet ii, 1987) si è constatato post-mortem che nel tessuto cerebrale di ammalati di Parkinson vi erano percentuali di ferro molto elevate . Pertanto nel mio libro  “La Terapia Chelante” ho messo in rilievo che anche se il ferro è tutt’altro che un metallo tossico (è anzi un metallo assolutamente indispensabile per la vita, nella giusta quantità), se   in eccesso diventa dannoso ed  in molti casi può essere utile una terapia chelante diretta ad  diminuirne  le quantità accumulate nell’organismo. L’organismo ha infatti delle capacità limitate di espellere il ferro che spesso è assunto  quotidianamente in eccesso e questi eccessi giornalieri, anche se minimi, con il tempo si accumulano (in particolare negli uomini e nelle donne dopo la menopausa, quando non hanno più la perdita mensile di sangue  che le libera  di una buona quantità di ferro)
Quanto in particolare al rapporto tra il  modo di respirare ed il problema dell’accumulo di ferro, nell’articolo riportato ho messo in rilievo il ruolo svolto dall’epcidina,  un ormone peptidico prodotto dal fegato, scoperto  ormai 15 anni fa ma di cui  è ancora noto a pochi il ruolo omeostatico essenziale che svolge in relazione al ferro.
Cercando di riassumere in breve la tematica (nell’articolo ne parlo in modo più dettagliato, citando gli studi): una carenza di epcidina causa un sovraccarico di ferro, mentre un suo eccesso causa problemi di anemia; pertanto una somministrazione di sostanze che stimolano la secrezione di epcidina  (sono state identificate, pur in modo non ancora sicuro, alcune sostanze che potrebbero svolgere questo effetto) potrebbe  essere utile quando l’organismo tende ad accumulare ferro.
In uno studio più recente (Hepcidin: A Critical Regulator of Iron Metabolism during Hypoxia  Advances in Hematology Volume 2011 – Article ID 510304 ) è stato osservato che l’ipossia (e cioè la mancanza di ossigeno nei tessuti) provoca una diminuzione nel rilascio di epcidina e quindi un aumento del trattenimento-accumulo di ferro nell’organismo. Come mai? Perché, a quanto si deduce da alcuni altri studi, l’organismo, quando percepisce la presenza di ipossia ( e cioè di mancanza di ossigeno nei tessuti), ne trae a quanto pare la conclusione che nell’organismo vi sia  anche una carenza di ossigeno nel sangue (ipossemia).Questa carenza si verifica in situazioni di anemia, quando cioè  nel sangue non vi sono abbastanza globuli rossi (ed i globuli rossi hanno bisogno di ferro) in grado di legare l’ossigeno  e di trasportarlo verso i tessuti; pertanto in questi casi l’organismo  fa diminuire la produzione di epcidina per far aumentare il trattenimento di ferro, allo scopo di far aumentare la quantità di globuli rossi nel sangue e mettere così riparo all’anemia.  L’organismo non sembra quindi essere  in grado di distinguere tra situazioni di carenza di O2 solo nei tessuti e carenza di O2  sia nel sangue che nei tessuti . Forse perché l’uomo paleolitico (del quale abbiamo ancora la costituzione), dato il suo elevato livello di movimento fisico e le sue altre ben diverse condizioni di vita non soffriva, come  l’uomo moderno, così frequentemente  di iperventilazione; e, come sappiamo, la carenza di CO2 provocata dall’iperventilazione impedisce all’O2,  anche se presente in abbondanza nel sangue, di staccarsi dai globuli rossi e di raggiungere i tessuti.  In questi casi pertanto i tessuti   soffrono di una carenza di O2 che, pur presente in abbondanza nel sangue, torna in gran parte ai polmoni con il sangue venoso e viene espirato. Il nostro organismo non è ancora così raffinato da poter distinguere le situazioni in cui la mancanza di   O2 è solo nei tessuti da quelle    situazioni in cui l’O2 manca bensì nei tessuti ma ve ne è  in abbondanza nel sangue, e quando percepisce situazioni di ipossia (mancanza di O2 nei tessuti ) ne deduce che questa carenza  sia causata da una ipossemia (mancanza di O2 nel sangue) e quindi fa diminuire il rilascio di epcidina. Ciò fa aumentare l’accumulo di ferro, allo scopo di eliminare l’anemia e riportare a buoni livelli i globuli rossi ai quali possano legarsi maggiori quantità di O2.  Peggiora pertanto   la situazione di accumulo di ferro nell’organismo, senza tuttavia che sia risolta la carenza di O2 nei tessuti poiché l’O2  supplementare nel sangue, in caso di iperventilazione e conseguente carenza di CO2 non si stacca a sufficienza dal sangue  per raggiungere la meta finale, e cioè le cellule di tutti i tessuti. Se tuttavia, eliminando l’perventilazione con il riaddestramento Buteyko, torna ad esservi abbastanza CO2 nell’organismo e quindi l’O2 viene rilasciato dal sangue ai tessuti, allora  l’organismo, non percependo più una situazione di mancanza di O2 nei tessuti, fa aumentare il rilascio di epcidina e non viene più accumulata una quantità di  ferro maggiore del necessario.  Concludo pertanto il mio articolo mettendo in rilievo che siamo a quanto pare in presenza di un ulteriore problema di salute che si aggiunge alla lunga lista di quelli in cui l’ottimizzazione del respiro con il metodo Butyeko può dare un effetto benefico notevole. Metto peraltro ovviamente in rilievo, anche per questo problema,  la necessità anche di affrontare anche altri fattori (come il cambiamento di abitudini alimentari e l’adozione di una terapia chelante diretta a far espellere dall’organismo l’eccesso di ferro) e di mettere in atto  le varie tecniche diagnostiche e terapeutiche, necessarie soprattutto nei casi di vera e propria emocromatosi  genetica.

 **** Il mio  breve libro   sul   dr. Emanuel Revici, definito come “il genio della medicina”  nientedimeno c e dal genio della fisica A. Einstein, pubblicato dal periodico “Scienza e Conoscenza” in formato e-book,  è ora offerto gratuitamente al pubblico ed è scaricabile a questo link :  http://ebooks.scienzaeconoscenza.it/free_pdf/Revici%20libro.pdf?idn=735&%5B_IDC_%5D&idlink=7

EVENTI: Convegno internazionale di psicomedicina quantistica
Come preannunciato nel mio precedente  Notiziario  Il prossimo 19-20 novembre si svolgerà a Milano un importante convegno internazionale, organizzato da Dharma Italia (ved. www.psicomedicinaquantistica.com/index.php/ct-menu-item-1/relatori-e-relazioni ). Durante questo convegno terrò una relazione in cui presenterò  le basi scientifiche del metodo Buteyko e gli straordinari risultati per la conservazione/riacquisto della salute che  è possibile ottenere con l’ottimizzazione del respiro con questo metodo.  Interverranno al Convegno numerosi    illustri relatori e scienziati provenienti da vari paesi, tra  cui: il Dr. John Stuart Reid, ricercatore di fisica acustica e fondatore di Cymascope , ospite per la prima volta in Italia : ved. https://www.youtube.com/watch?v=n_e-vhGbqFQ ,
Il prof. Pier Mario Biava:  ved. https://www.youtube.com/watch? v=FStyEB5UQY su  “Lo zebrafish e la riprogrammazione epigenetica dei tumori”.
Il Prof. Fred Alan Wolf, alias Dr. Quantum, fisico quantistico di fama mondiale, rinomato per i suoi studi sulle connessioni profonde  tra fisica subatomica e coscienza; docente universitario californiano,   impegnato nel trovare spiegazioni  sulla stretta relazione che intercorre  tra spiritualità e scienza quantistica.  E’ anche autore di simpaticissimi cartoni animati ideati per trasmettere  in modo elementare e divertente i concetti della fisica quantistica ad un pubblico non specializzato in materia ( ved. per es. il video https://www.youtube.com/watch? v=fwXQjRBLwsQ )

  DATE dei CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
 1) Corsi per uso proprio e per istruttori: per le date attuali ved. il Notiziario più recente

Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com
Per ulteriori approfondimenti: www.buteyko.it ,    www.buteykoitalia.homestead.com  e www.saluteglobale.com 

Settembre 2016

Buongiorno a tutti. Spero che in questo periodo di vacanze vi siate riposati e rilassati. Anch’io  ho cercato di riposare e quindi, tra l’altro, nei mesi di luglio ed agosto, come avrete notato (almeno lo spero!) non ho scritto il mio consueto Notiziario mensile. Riprendo ora con quello di settembre, augurando a tutti una buon aripresa delle consuete attività!

Attacchi di panico ed iperventilazione.
Uno studio effettuato in Giappone e pubblicato su Acta Med Okayama. 2013;67(2):99-104, con il titolo “Basse concentrazioni di vitamina B6 e di ferro sono correlate con attacchi di panico ed iperventilazione”.”
In numerosi passati numeri di questo Notiziario ho parlato della connessione tra iperventilazione ed attacchi di panico; si tratta infatti di un problema di cui molti soffrono.  Questo studio giapponese ha esaminato le percentuali di varie sostanze presenti nel siero di un gruppo  persone soggette a frequenti attacchi di panico ed iperventilazione, confrontandole con quelle di un gruppo di persone  prive di disturbi, ed ha constatato che mentre non vi erano differenze  tra i due gruppi quanto alla presenza di vitamina B2 e B12, nel gruppo di persone soggette ad attacchi di panico vi erano invece quantità notevolmente inferiori di vitamina B6 e  di ferro.
Da ciò si sarebbe ovviamente indotti, se si soffre di questo problema, ad assumere integratori di vitamina B6 e di ferro. A questo proposito tuttavia devo innanzitutto ripetere, come medico specializzato in Germania in medicina ortomolecolare (-e cioè nella prescrizione di vitamine e minerali in dosaggi   elevati, che non si potrebbero trovare in alimenti naturali se non mangiandone quantità praticamente impossibili da mangiare e che pertanto, anche se naturali, sono per certi versi paragonabili a farmaci-) che mentre l’assunzione di quantità anche elevate di vit. B6 (vitamina idrosolubile)  non è pericolosa, quella del ferro lo è.
La vitamina B6 è infatti una vitamina idrosolubile e queste vitamine, se già presenti in quantità sufficienti o magari eccessive,  vengono eliminate con l’urina, senza provocare alcun effetto nocivo (se non al portafogli!); questo non accade invece con le  vitamine liposolubili, come la vit. K, A, D, ed E, che non vengono eliminate facilmente se in eccesso e quindi vanno assunte solo quando nell’organismo non ne è presente una quantità sufficiente. Lo stesso accade per  minerali e metalli, come appunto il ferro, che può provocare notevoli danni se assunto da chi ne ha già troppo nell’organismo; anche chi è anemico non deve subito dedurre di  avere bisogno di ferro (l’anemia può infatti essere anche provocata da carenza di vit. B12), e deve invece far misurare la ferritina nel siero.
Tornando allo studio citato:   nella premessa   si osserva che “se soffrite di ansietà o di attacchi occasionali di panico e di iperventilazione, potrebbe semplicemente trattarsi degli effetti collaterali  di una carenza alimentare facilmente correggibile.  Ovviamente anche in questo studio non viene nemmeno prospettata l’ipotesi che  possa invece trattarsi degli “effetti collaterali” di un modo sbagliato di respirare, effetti anch’essi in molti casi “facilmente correggibili”  (anche se occorre un po’ più di perseveranza per acquisire buone abitudini respiratorie di quanta non ne occorra per mandare giù delle pillole di   vitamine).
A quanto pare gli studiosi giapponesi, pur osservando lo stretto collegamento tra attacchi di panico ed iperventilazione (i soggetti partecipanti allo studio soffrivano infatti tutti quanti  anche di iperventilazione) non hanno  purtroppo nemmeno preso in considerazione la possibilità che l’iperventilazione potesse essere non un mero fattore concomitante ma una causa dei problemi di ansia e panico.  Ciò sebbene  vi siano da decenni molti studi che mettono in evidenza questo rapporto tra iperventilazione (causa) ed ansia-panico (effetto).
Mi limito qui a menzionare solamente  questo studio, risalente al 1987 (citato poi da quasi un centinaio di studi successivi) effettuato presso il  Dipartimento di Psichiatria e Scienze comportamentali dell’Università di Washington (ved. http://www.amjmed.com/article/0002-9343(87)90654-1/abstract ) in cui si constatava che  l’ iperventilazione  provocava  degli  attacchi di panico in persone suscettibili a questo problema, e che il successo ottenuto in queste persone con un riaddestramento respiratorio indicava un notevole collegamento tra questi due fattori (iperventilazione e attacchi di panico). Ciò nonostante, trascorsi ormai 30 anni,  e dopo molte decine di studi in cui viene osservato questo collegamento, si continua come di consueto a concludere, anche negli studi più recenti, che “servono ulteriori studi”.
Indubbiamente  l’assunzione di integratori come appunto la vitamina B6 ed il ferro (quest’ultimo solo dopo averne accertato l’effettiva carenza),  o terapie psicologiche possono essere utili ed accelerare e rendere più agevole la guarigione, ma il modo in cui si respira 24 ore su 24 resta a mio avviso per questo problema di ansia/panico il fattore principale da prendere in esame e, se del caso, da correggere.

Congresso annuale della  European Respiratory Society ( associazione respiratoria europea), Durante questo congresso internazionale , appena terminato quest’anno a Londra, è stato   esposto un rapporto relativo al riaddestramento del respiro con il metodo Buteyko in bambini asmatici  
Nel rapporto  sono stat  riferiti i risultati di uno studio osservazionale (di breve durata) effettuato   in Gran Bretagna dall’ Alder Hey Children’s NHS (Istituto sanitario per i bambini Alder Hey), dal quale si è dedotto che con il riaddestramento respiratorio in base al metodo Buteyko  è stato possibile migliorare il controllo dell’asma e ritabilire un respiro  più funzionale in un gruppo di 48 bambini, di età tra i 6 e i 17 anni.  Sebbene il riaddestramento sia stato di breve durata ed in un gruppo limitato di bambini sono stati infatti ottenuti , in una buona percentuale dei  partecipanti, dei risultati notevoli quanto al miglioramento dell’asma e di disfunzioni respiratorie.  Gli autori dello studio hanno pertanto osservato che : l’uso degli esercizi di respirazione  Buteyko  con i bambini è un metodo non farmaceutico ed efficace per  migliorare il controllo dell’asma e raccomandiamo che questi esercizi respiratori divengano una parte integrale del controllo e trattamento dell’asma pediatrica “
Queste osservazioni non possono ovviamente che far piacere, anche se lascia un po’ perplessi il fatto che la conclusione sia stata che per valutare l’efficacia di questo programma di esercizi Buteyko per i bambini con l’asma “è ora opportuno uno studio randomizzato in doppio cieco” . Sembra infatti un po’ strano   che non sia stato menzionato il fatto che  sono già stati effettuati numerosi “studi randomizzati in doppio cieco” che hanno dimostrato  ottimi risultati.
Anche a non voler considerare   le sperimentazioni effettuate oltre 50 anni fa nell’ex URRS, il primo studio randomizzato in doppio cieco in paesi di lingua inglese  è stato effettuato, nel 1994, in Australia (Mater Hospital, Università di Brisbane) poi ve ne sono stati altri in Nuova Zelanda, in Canada (Università di Calgary , con dei risultati che il prof. Cowie, che aveva diretto la sperimentazione, ha definito i migliori mai riscontrati in una sperimentazione sull’asma, quanto alla riduzione nel dosaggio dei medicinali che è stato possibile conseguire in poche settimane ed altri (ved. questa pagina di www.buteyko.it per l’elenco delle sperimentazioni).Una di queste è stata tra l’altro effettuata anche in Gran Bretagna, dove nelle linee guida mediche della British Thoracic Society  il metodo Buteyko è  incluso con il livello di “evidenza” 1++  ; e gli è stato attribuito, tra le cure non farmacologiche, il punteggio  “A” (il più elevato).
Forse la conclusione relativa alla “necessità di uno studio randomizzato in doppio cieco”  nel rapporto in questione è (voglio perlomeno sperarlo! ) dovuta al fatto che tutti gli studi in doppio cieco effettuati riguardavano non bambini ma adulti,  e per i bambini non sono finora stati effettuati studi in doppio cieco. Tuttavia, anche  se gli esercizi con i bambini  vanno ovviamente effettuati in modo diverso da quelli per gli adulti   l’efficacia del risultato finale (eliminazione dell’iperventilazione) al quale sono diretti gli esercizi esercita gli stessi effetti fisiologici sia per gli adulti che per i bambini.  Non è stato comunque finora pubblicato il resoconto ufficiale e dettagliato dello studio e quindi mi riservo se del caso di tornare sull’argomento.

Segnalazioni e novita’
-Il metodo Buteyko, ormai largamente diffuso nei paesi di lingua inglese ed anche tedesca, è ancora poco conosciuto nei paesi di lingua francese. Mi fa quindi piacere segnalare  che, anche a seguito della recente  pubblicazione in lingua francese, da parte della Macroedizioni, del mio libro su Buteyko, con il titolo “Combattre l’Asthme”,  la conoscenza di Buteyko si sta diffondendo sempre di più anche tra il pubblico francofono. Un contributo prezioso in questa direzione viene dalla divulgatrice scientifica    Lia Rosso, PhD (www.rossoeditions.com ) che, nella Svizzera francese, ha scritto questo bell’articolo sul metodo Buteyko, pubblicato su Planète Santé, un portale che pubblica varie notizie ed articoli sulla salute, controllati e validati da medici esperti nei rispettivi settori. Lo potete leggere a questo link :  www.planetesante.ch/Magazine/Autour-de-la-maladie/Asthme/Methode-Buteyko-controler-l-asthme-par-la-maitrise-du-souffle

 -Sul numero attuale (nr.56) di Scienza e Conoscenza è tra l’altro, insieme a molti articoli interessanti, pubblicato un mio articolo sulle scoperte del dr. Emanuel Revici, definito come “il genio della medicina”  nientedimeno che dal genio della fisica A. Einstein.  Scienza e Conoscenza offre anche, in formato e-book, un mio  scritto più esteso sull’argomento (ved. www.scienzaeconoscenza.it/riviste/emanuel-revici-medico-scienziato.php )

-Il prossimo 19-20 novembre si svolgerà a Milano un importante convegno internazionale, organizzato da Dharma Italia con la partecipazione di illustri relatori e scienziati provenienti da vari paesi (ved. www.psicomedicinaquantistica.com/index.php/ct-menu-item-1/relatori-e-relazioni ); durante questo convegno terrò una relazione in cui presenterò  le basi scientifiche del metodo Buteyko e gli straordinari risultati per la conservazione/riacquisto della salute che  è possiible ottenere con l’ottimizzazione del respiro con questo metodo. Spero che interverrete numerosi!

 **DATE dei CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro-Per le date attuali dei corsi ved. all’inizio della pagina il Notiziario più recente
 

Giugno 2016 

 PROBLEMI DI OSTEOPOROSI. RESPIRARE “BENE” FA BENE ANCHE ALLA SOLIDITA’ DI OSSA E DENTI ? A QUANTO PARE SI !
La presenza di osteoporosi (in particolare tra le donne ma non solo), e di fratture causate da ossa fragili o di problemi ai denti è molto   diffusa  nella nostra “società del benessere”. Vari fattori tra cui una cattiva alimentazione e la mancanza di sole contribuiscono al problema e si sarebbe portati a pensare che il nostro modo di respirare non possa influire in alcun modo sulla solidità delle ossa. Recenti studi hanno invece messo in evidenza come un eccesso di fosforo nell’alimentazione (oltre al fosforo naturalmente contenuto in molti alimenti si aggiunge un crescente impiego di additivi alimentari a base di fosfati) contribuisca a problemi come infiammazione, calcificazione dei vasi sanguigni, e varie patologie connesse con l’invecchiamento. Il fosforo, nella giusta quantità, è indispensabile, ma un eccesso può produrre effetti negativi.
E’ noto ormai da oltre 20 anni che i problemi metabolici che causano una perdita di calcio (e conseguente indebolimento ) dalle ossa, causano anche l’ aumento/deposito di questo calcio in luoghi in cui  non dovrebbe andare a depositarsi, e cioè nei vasi sanguigni, dove ne provoca un indurimento/sclerosi. In tempi più recenti è  poi emerso il ruolo svolto dai fosfati a questo riguardo: così ad es. l’eccesso di fosfato nell’organismo aumenta le quantità di osteopontina (una citochina infiammatoria; ved. Fatherazi, et al., 2009), che ha l’effetto di attivare il processo di decalcificazione delle ossa e di calcificazione delle arterie (ved. ad es. Tousoulis, et al., 2012).
Immagino che i lettori a questo punto si chiedano cosa c’entri tutto questo con il modo di respirare!
Ebbene, se si ristabilisce un modo di respirare ottimale eliminando l’iperventilazione, allora aumenta anche la presenza nell’organismo dell’anidride carbonica (CO2), che  sale ai normali livelli fisiologici. E, come è noto ormai da molti decenni (ved. ad es. Messier, et al., 1979), quando aumenta la quantità di CO2 nei fluidi dell’organismo, il carbonato di calcio può depositarsi nelle ossa, spiazzando i fosfati. Come osservato in vari studi (ved. ad es. Canzanello, et al.) la CO2 fa aumentare l’assorbimento e trattenimento del calcio da una parte, e l’escrezione del fosfato dall’altra. Questo ruolo della CO2 è potenziato dalla presenza del bicarbonato di sodio, poiché tutte e due queste sostanze fanno aumentare la quantità di fosfato eliminato nell’urina. (ved. Jehle, et al., 1999). Un buona respirazione, tramite il ristabilimento  dei valori ottimali di CO2, esercita quindi un effetto favorevole persino sulla solidità delle ossa!

IPERVENTILAZIONE e CIRCOLAZIONE DEL SANGUE NELL’APPARATO VISIVO
Dopo aver visto gli effetti benefici della giusta quantità di CO2 per la salute delle ossa vediamone ora i benefici per  la vista .  Un importante studio   effettuato da una Università giapponese, li conferma
Come i lettori di questo Notiziario già ben sanno, per ottenera una circolazione ottimale   in tutti i vasi sanguigni e nei più piccoli capillari di tutto il corpo è indispensabile la presenza nell’organismo di una sufficiente quantità di CO2  -(quantità che, se carente, occorre riportare ad un buon livello eliminando l’eccesso di respiro (iperventilazione) che provoca ipocapnia (carenza di CO2) e di conseguenza anche carenza di ossigeno nei tessuti. Questa buona circolazione è essenziale anche per la salute degli occhi, argomento che, data la mia pratica dell’agopuntura per problemi degli occhi con il metodo del prof. Boel (www.agopunturaocchi.it) mi sta particolarmente a cuore, ed in vari passati numeri di questo Notiziario ho parlato degli effetti negativi dell’ipocapnia  per la vista.
Tra questi studi merita ora  una menzione particolare quello effettuato in Giappone presso la Kyushu University, Kasuga , pubblicato su  Eye Reports 2011; volume 1:e8 con il titoloChanges in ocular flow induced by hypo- and hypercapnia relate to static visual acuity in humans” (I cambiamenti nel flusso oculare provocati da ipo ed ipercapnia sono collegati all’acutezza visiva).
 Questo studio, come si legge nella premessa degli autori, era diretto ad  “investigare se il cambiamento nel flusso oculare del sangue, provocato da iper oppure  ipocapnia  sia correlato a cambiamenti nell’acutezza visiva. La conclusione dello studio è stata che nel gruppo dell’ipocania (provocata facendo respirare in eccesso, e cioè 26 litri d’aria al minuto per 6 minuti) il flusso del sangue nella retina era diminuito notevolmente rispetto al gruppo di controllo  (del 22% circa)  mentre nel gruppo dell’ipercapnia (provocata facendo respirare per 6 minuti dell’aria alla quale era stata aggiunta CO2 per 6 minuti) questo flusso era aumentato (+3±9%) rispetto a quello del gruppo di controllo.
Quanto all’acutezza visiva, si è constatato che essa era significativamente  più bassa, rispetto al gruppo di controllo, nel gruppo dell’ipocapnia, e  tendenzialmente più elevata, sempre rispetto al gruppo di controllo,  nel gruppo dell’ipercapnia. Se ne è pertanto tratta la conclusione che   “”la differenza in acutezza visiva nei gruppi di trattamento con  Ipo e Ipercapnia  rispetto al gruppo di controllo, è significativamente e positivamente correlata con  i relativi cambiamenti nel flusso oculare.”  e  che “la variazione  nel flusso oculare di sangue,  provocata da cambiamenti nella presenza di CO2 nelle arterie -indotti a loro volta da cambiamenti nella ventilazione-  influisce sull’acuità visiva “
Nello studio vi sono poi alcune altre interessanti considerazioni, e cioè che “è ben noto che i vasi sanguigni oculari sono, come quelli cerebrali, molto sensibili a variazioni nella PaCO2”  (presenza di CO2 nelle arterie).
In realtà gli autori dello studio sono qui forse un po’ troppo ottimisti nel considerare i problemi causati dalle variazioni della PaCO2 come “un fatto ben noto” poiché, sebbene le conseguenze negative della carenza di CO2 siano in effetti ben note ed ultra provatae viene dedicata una ben scarsa attenzione a questo fattore, ed un’ancora più scarsa attenzione viene dedicata al modo di respirare sbagliato (iperventilazione) che provoca appunto questa carenza di CO2.
A questo proposito è interessante un’altra osservazione contenuta nello studio, e cioè che nel gruppo dell’ipercapnia, per indurre l’ipercapnia ( e cioè una elevata presenza di CO2) era stata fatta  respirare ai membre di questo gruppo dell’aria contenente una percentuale di CO2  maggiore  di quella normalmente contenuta nell’aria atmosferica; peraltro, come si osserva nello studio, dato che l’aumento della quantità di CO2 nell’aria inspirata induce a respirare di più (per emettere la CO2 percepita come in eccesso rispetto a quella che si è abituati a tollerare), l’aumento della PaCO2 nel sangue è stato solo esiguo e di molto breve durata..
Mi fa piacere vedere che in uno studio scientifico si presta una volta tanto attenzione alla ventilazione/modo di respirare e ciò mi offre uno spunto per confermare la risposta che fornisco in genere alle persone che a volte, con un certo “sarcasmo” mi dicono: ”ma se aumentare  fino ai giusti livelli la quantità di CO2 nell’organismo fa tanto bene, allora perché non inspirare ogni tanto un po’ di aria arricchita di CO2 con apparecchi vari, anziché effettuare un faticoso prolungato riaddestramento del modo di respirare con il metodo Buteyko? La risposta a questo punto è facile: coloro che abitualmente respirano sempre  troppo rispetto alle esigenze del momento (e  pertanto sono in stato di iperventilazione costante ed abituale), hanno una soglia di tolleranza alla CO2 molto bassa; il loro centro respiratorio si è, per vari motivi, abiutato a percepire come eccessive delle quantità di CO2 che invece sono al di sotto di quelle giuste/normali. Se pertanto queste persone   inspirano dell’aria con con una precentuale di CO2 artificialmente aumentata  il loro centro repiratorio cosa fa? Respira di più e più in fretta per emettere con l’espirazione la CO2 percepita come in eccesso e quindi la situazione non cambia ed anzi semmai peggiora. Occorre invece, con un allenamento adeguato e prolungato, modificare il riflesso respiratorio automatico, in modo da tollerare la presenza dei giusti livelli di CO2  senza più erronemante percepirli come eccessivi, riuscendo così a respirare bene  24 ore su 24 e traendo tutti i benefici  per la salute provocati da un costante, giusto respiro.

UNA PICCOLA CURIOSITA’ “STORICA”
 E’ noto ai lettori che le conoscenze acquisite dal Dr. Prof.. K. P. Buteyko   nei decenni di attività medica in cui si è concentrato sugli effetti prodotti sulla salute dal modo di respirare,   hanno fatto sì che egli venisse “requisito” per lavorare nei centri sovietici di ricerca medica aerospaziale, all’epoca della “gara dello spazio” tra Unione Sovietica e Stati Uniti,  centri in cui egli ha dedicato molti anni allo studio della respirazione ottimale per gli astronauti . A quanto pare  non solo  gli enti di ricerca aerospaziale dell’Unione Sovietica ma anche quelli degli Stati Uniti hanno fin da quell’epoca dedicato una particolare attenzione agli studi di Buteyko su questa tematica.

Sono infatti capitata per caso ( ved.  http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19660014172.pdf) su un documento del  luglio 1965 della NASA (l’organismo per la ricerca aerospaziale degli Stati Uniti)  in cui, in una bibliografia, (AEROSPACE MEDICINE AND BIOLOGY I +- A CONTINUING BIBLIOGRAPHY WITH INDEXES)  dedicata appunto alla medicina e biologia aerospaziale, viene   citato uno studio di Buteyko: BUTEYKO, K. P. DESIGN, CALIBRATION, AN0 SENSOR CONSTRUCTION OF AUTOMATIC EQUIPMENT FOR ANALYZING BALLISTOCARDIOGRAMS – BIOASTRONAUTICS N66-12222 “. Non posso dirvi molto di più su questo studio, poiché il contenuto non è riportato online; vi è solo un breve accenno al fatto che  esso esamina cambiamenti nel cardiogramma, provocati da problemi polmonari. E’ tuttavia interessante il fatto che nel 1965, quando non esisteva internet e gli scambi di notizie non erano agevoli in particolare tra USA ed URSS ai tempi della “guerre fredda”, a quanto pare gli Stati Uniti si siano   resi subito conto dell’importanza degli studi di Buteyko, tanto da riuscire ad acquisirne e pubblicarne alcuni.

Concludo augurando a tutti delle Buone Vacanze, con un buon rilassamento e respiro ottimale!

DATE dei CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro

MAGGIO 2016  

Battito del cuore e respiro. La HRV e   Heart Math
E’ in un certo senso intuitivo il collegamento che vi è tra la velocità del battito cardiaco e quella del respiro. Tutti sanno infatti che quando si è più nervosi ed ansiosi aumenta in genere sia la velocità del battito cardiaco che quella del respiro. Pochi ancora, in Italia, conoscono invece l’argomento della HRV (Heart Rate Variability), e cioè della variabilità nella frequenza del battito cardiaco.
Questa tematica è invece molto conosciuta e popolare in America, grazie all’opera di  Doc Childre e Rollin McCraty, che hanno appunto fondato e  fatto conoscere nel mondo la  Heart Math (matematica del cuore) ed hanno esplorato i meccanismi scientifici attraverso i quali il cuore comunica con il cervello.
Sull’argomento vedo ora che vi è sull’attuale numero di Scienza e Conoscenza un ottimo articolo   di Carmen Di Murlo, dal titolo  “Da Cuore a Cuore”, in cui viene anche intervistato Rollin McCraty. Nell’articolo viene messa in rilievo l’importanza del cuore e del campo elettromagnetico da esso emanato.
Nei miei libri sul respiro invece, come i lettori sanno, ho messo in evidenza, fin dalla prima edizione di “Attacco all’Asma… e non solo”, il collegamento tra il battito del cuore ed il respiro. In effetti già nel libro di mia madre, Rosa Maria Chicco, che nel 2000 aveva  fatto conoscere in Italia   il  metodo Buteyko, si riferisce quanto agli studi sulla HRV  condotti a San Pietroburgo dal Prof. Smetankin : Il prof. Smetankin, di San Pietroburgo, esperto in biofeedback, ha inventato un apparecchio con il quale è possibile addestrare la propria respirazione  in modo da far aumentare la differenza nel battito del cuore, che è più rapido nell’inspirazione, durante la quale prevale il sistema nervoso simpatico, e più lento nell’espirazione, durante la quale prevale il parasimpatico. Questa differenza è massima nei giovani e tende a diminuire con l’età e la cattiva salute; l’addestramento con l’apparecchio del prof. Smetankin   consente di far aumentare nuovamente la differenza a livelli giovanili, con notevole beneficio per la salute ed in  particolare per l’asma. Il sistema russo del prof. Smetankin  è stato  portato avanti da ricercatori americani, che hanno approfondito l’argomento, effettuato numerose sperimentazioni che hanno provato gli effetti benefici scoperti dai russi e prodotto il sistema di biofeedback “Heartmath” (la  matematica del cuore)”.
 Anch’io, fin dalla prima edizione del mio libro “Attacco all’Asma…e non solo” ho dedicato un’approfondita attenzione alla HRV  , citando nella bibliografia (ved. pag.399-405 dell’ultima edizione)   le ben sei pagine di riferimenti alle sperimentazioni scientifiche sull’argomento.
Riporto qui, per i lettori  “nuovi”, quanto scrivevo nel mio Notiziario del luglio 2008: “Il battito del cuore e l’importanza della HRV : “…….Quando si dice che la frequenza cardiaca  è ad esempio di 60 battiti al minuto, si sarebbe portati a pensare che ciò significhi che… l’intervallo di tempo che trascorre tra un battito e l’altro sia  sempre di un secondo, per tutta la durata del minuto. In realtà invece, se si misura con grande precisione, si vede che, anche se si contano 60 battiti in un minuto, l’intervallo di tempo che trascorre tra un battito del cuore e l’altro   non è sempre perfettamente uguale e regolare: a volte può essere ad esempio di 1,5 e a volte di 0,5 secondi e, andando più nel dettaglio ed esaminando il rapporto tra battito del cuore e respirazione, si vede che il battito del cuore è (o almeno dovrebbe essere) più rapido durante l’inspirazione e più lento durante l’espirazione. Durante l’inspirazione prevale infatti il sistema nervoso  simpatico, che tende ad accelerare il battito del cuore e durante l’espirazione prevale il parasimpatico, che tende a rallentarlo; e forse i maestri yoga di tanti secoli fa, che negli esercizi di respirazione del pranayama spesso raccomandavano  una durata dell’espirazione doppia rispetto a quella dell’ inspirazione, erano empiricamente già a conoscenza di questa prevalenza, durante l’espirazione, del parasimpatico, che favorisce il rilassamento.
La domanda che vorrei fare al lettore a questo punto è: credete che sia più sano chi ha una HRV elevata (e cioè chi ha una velocità del battito del cuore che cambia molto da una frazione di secondo all’altra) oppure chi ha una HRV bassa? La risposta intuitiva che molti  darebbero è che è più sano chi ha una HRV bassa, poiché si è portati a pensare che più il battito del cuore è  regolare, costante e con pochi sbalzi e variazioni, meglio è. Si tratterebbe  tuttavia di una risposta sbagliata, poiché si è visto invece  che più elevata è la HRV,  più si è sani. L’HRV è molto elevata  ….nei giovani e nelle persone in buona salute e diminuisce costantemente con l’età e in caso di malattia. Nelle persone  in non buone condizioni fisiche o molto anziane, il battito del cuore è monotono e regolare e quindi la HRV è molto bassa  ….In sostanza, quando l’organismo è sano e forte, ha una grande capacità di cambiare, adattarsi, rispondere alle diverse circostanze con adeguate modifiche nei vari ritmi del corpo …… Un grandissimo numero di  studi…ha notato il nesso tra età ed HRV , la migliore prognosi di recupero dopo un infarto nei pazienti con HRV elevata, la bassa HRV nei pazienti diabetici sofferenti di neuropatia e in genere l’aumento della HRV  con il miglioramento della salute. In uno studio  (Framingham Heart Study) effettuato nel 1994  su  un gran numero di pazienti, la HRV è stata  identificata come l’unico fattore che hanno in comune tutte le persone che sono in buona salute….”
Sono trascorsi 8 anni da quando avevo scritto  le osservazioni soprariportate e mi fa piacere poter ora aggiungere che, a quanto ho potuto constatare con misurazioni effettuate in numerosi casi, riaddestrando con il metodo Buteyko  la respirazione si può constatare che quando si riesce ad eliminare permanentemente l’iperventilazione, allora in genere aumenta anche la HRV.

La Dr.ssa Galina Shatalova.
Anche se pochi ancora si rendono conto che “respirare troppo” fa male, tutti ormai sanno che “mangiare troppo” fa male! Nessuno però ha a mio avviso esposto le considerazioni relative al “mangiare troppo”  così bene come lo ha fatto la Dr. Shatalova.
In un mio  Notiziario del marzo 2013  (http://www.buteyko.it/?p=830 ) comunicavo che era da poco  morta,   a 95 anni (e fino a poco prima della morte si recava in “escursioni” sulle montagne del Kazakistan ed in deserti asiatici) la neurochirurga russa Galina Schatalova, che avevo definito come “la Dr. Buteyko del mangiare”.   Ed infatti, mentre il Dr. Buteyko aveva studiato  il modo per ottimizzare il respiro degli astronati,  la Dr. Schatalova aveva invece studiato (anche lei , come Buteyko, presso l’Accademia per la ricerca spaziale dell’Unione Sovietica ai tempi della gara dello spazio  con   Stati Uniti), l’alimentazione ottimale degli astronauti nelle capsule spaziali; ed inoltre tutti e due avevano messo in rilievo, pur in campi diversi, l’importanza del “meno è meglio”!
Avevo infatti all’epoca trovato, in  Germania, il    libro della Schatalova dal titolo   russo “Vibor puti” (Scegli la tua strada), pubblicato nell’edizione tedesca con un titolo poco elegante ma espressivo e purtroppo rispondente alla realtà, e cioè “Wir fressen uns zu Tode (“Ci abbuffiamo a morte”).
Come scrivevo nel mio Notiziario, la dr. Schatalova ritiene che “Una della cause principali che ci inducono a mangiare troppo,   è il fatto che gli alimenti al giorno d’oggi sono talmente poveri di vitamine, minerali e varie altre sostanze di cui abbiamo assolutamente bisogno per sopravvivere che l’organismo, nella sua saggezza, percepisce una continua fame e continua a mangiare anche quando ha largamente superato il numero ottimale di calorie, alla ricerca della quantità minima di elementi vitali di cui ha bisogno. E’ pertanto indispensabile, quando si intraprende una dieta dimagrante, prendere contemporaneamente gli integratori “giusti”. Inoltre la dr. Schatalova, pur non menzionando espressamente il suo coetaneo e compatriota K. Buteyko, dà a quanto pare per evidenti e scontati i concetti da lui messi in luce e, tra le conseguenze negative per la salute provocate dal “mangiare troppo” menziona anche il fatto che una delle conseguenze dell’eccesso di cibo consiste appunto nel “respirare troppo” e, come gli esperti “buteykiani” già sanno, anche il dr. Buteyko aveva messo in luce come l’eccesso di cibo sia appunto una delle cause che provocano l’eccesso di respiro. Ciò conferma che, quando si cerca di acquisire migliori abitudini respiratorie occorre agire su più fronti, cercando di eliminare i vari fattori ed abitudini negative che spesso ostacolano il progresso nel riaddestramento respiratorio.
Ho visto con piacere che questo libro di Galina Shatalova è ora disponibile anche nella traduzione italiana, con il titolo “Il Metodo di Guarigione Naturale” ( ved. www.macrolibrarsi.it/libri/__il-metodo-di-guarigione-naturale-libro.php?pn=3322 ) . Spero che   saranno  pubblicati  in futuro  in italiano  gli altri due altri libri, anche questi molto interessanti, scritti dalla dr. Shatalova, dal titolo   Celebnoe pitanie (Una sana alimentazione) e Filosofija zdorov’ja (Filosofia della salute) già disponibili nella traduzione tedesca con i titoli  “Heilkraeftige Ernaehrung” e  “Philosophie der Gesundheit”

PROSSIMI EVENTI                                                                                                                   

Come preannunciato, sabato 28 maggio, nell’ambito del ciclo di conferenze che si svolgeranno per  “L’Isola di Veg”,  (ved. www.lisoladiveg.it  ) dal 27 al  29 maggio al Parco del Turismo, Roma-EUR,     interverrò, dalle 14,30 alle 16, sulla tematica della Terapia Chelante. Nell’attuale problematica situazione di inquinamento ambientale ed alimentare (ved. sul’’argomento il mio libro “La Terapia Chelante” )  è   sempre più importante cercare di prendere le misure possibili per non esporci più del necessario a metalli  tossici ed altre tossine e cercare perlomeno di attenuare il carico di tossine che tutti inevitabilmente con il passare degli anni accumuliamo nel nostro organismo.

Durante “L’Isola di Veg” (questa è la 4° edizione) è possibile partecipare a molte conferenze su argomenti interessanti, visitare  gli stand di numerosi espositori e svolgere varie attività . L’ingresso è gratuito e siete tutti cordialmente invitati!

Un link interessante
Segnalo   l’interessante pagina facebook (https://www.facebook.com/people/Antonella-Cavaliere/100011494170342 )  di Antonella Cavaliere, osteopata che ha organizzato il corso Buteyko che ho tenuto a fine aprile a Rivarolo Mantovano, presso il Punto Alfa S.a.S

–  Nuovi test
 Nel corso del 29  maggio a Carpi sarà possibile, per chi lo desideri, effettuare  (su preavviso) un test con l’apparecchio Oligoscan, basato sulla tecnologia avanzata della spettrofotometria, che consente di misurare non tanto  la quantità di metalli tossici ed altre sostanze in via di circolazione ed eliminazione nel sangue e nell’urina, ma le tossine accumulate nei tessuti (sull’argomento ved.  http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/troppi-metalli-pesanti-pochi-nutrienti.php  e www.oligoscan.it  ) , sia  di gruppo che individuali ,è possibile la misurazione (su preavviso al momento dell’iscrizione) della quantità di ossido nitrico(NO)- Un indicatore importante sia per  diagnosticare l’asma che per seguirne  il decorso .

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DATE dei CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro : per le date aggiornate ved. il Notiziario più recente all’inizio della pagina, oppureil   calendario corsi

NOTIZIE SALUTARI”-scritte dalla Dr. Fiamma Ferraro (medico-chirurgo)  per Buteyko-Italia (www.buteyko.it   e www.buteykoitalia.homestead,com)

APRILE 2016

Melatonina e ghiandola pineale; collegamento con il respiro?
Le proprietà benefiche della melatonina, prodotta dalla ghiandola pineale,  per un buon ritmo sonno/veglia sono ormai provate da decenni, ma   sta emergendo sempre di più anche il generale  effetto anti-invecchiamento di questa ghiandola; ciò in particolare grazie alle ricerche di uno dei pionieri e maggiori esperti mondiali sul ruolo della ghiandola pineale/melatonina, e cioè il medico-scienziato  italiano Dr. Walter Pierpaoli, del quale da anni seguo tutte le pubblicazioni,  che mi hanno dato preziose indicazioni terapeutiche per i miei pazienti.
Consiglio  su questa tematica  di leggere  l’attuale numero (55/2016) di Scienza e Conoscenza,  che contiene l ‘affascinante articolo dal titolo “Pineale, la ghiandola della vita”,  di Marianna Gualazzi, in cui viene intervistato il Dr. PierpaoliIl Dr. Pierpaoli paragona la ghiandola pineale ad una sorta di “direttore d’orchestra” che dirige  tutte le altre ghiandole e sistemi del corpo, facendo in modo che funzionino tutti quanti insieme in modo “armonioso”, e cioè   in un modo analogo a  quello dei vari strumenti di un’orchestra diretta da un bravo direttore.
La scienza conferma in effetti, quanto all’importanza della ghiandola pineale,   ciò che le tradizioni antiche  affermano da millenni  insistendo sull’importanza, ai fini dello sviluppo spirituale,  degli effetti che la meditazione ha sul  “terzo occhio”, situato appunto nel cervello, dietro il punto centrale della fronte, tra i due occhi,  e cioè proprio nel luogo in cui si trova la ghiandola pineale.
Come osserva il Dr. Pierpaoli  in uno dei suoi scritti, la ghiandola pineale  “…regola il ritmo della vita stessa, e ciò appare nel modo più chiaro nel regno animale, dove esso non viene interrotto da alcun meccanismo artificiale. In primavera, la pineale riaccende le pulsioni sessuali, segnalando agli animali che è la stagione dell’accoppiamento. Quando l’estate cede il passo all’autunno, la pineale segnala agli uccelli che è tempo di migrare.La ghiandola pineale funziona anche come una sorta di bussola fisiologica, mantenendo gli uccelli sulla giusta rotta mentre sorvolano il pianeta. Quando l’inverno si avvicina e le ore di luce giornaliera diminuiscono, la pineale avverte gli animali che è tempo di cercare un riparo e di entrare in letargo….”
Se pertanto la ghiandola pineale è coinvolta in tutte le alternanze ritmiche  attraversate dall’organismo umano (alternanza delle stagioni, sonno-veglia con relativi  ritmi circadiani e  conseguente rilascio di ormoni,  ciclo mestruale ed altro), allora appare probabile  come  una ghiandola pineale ben funzionante sia collegata anche con il principale processo ritmico nell’uomo, e cioè con il respiro. Ci si potrebbe tuttavia a questo punto  porre il seguente interrogativo:   è una  ghiandola pineale in buona forma   a  contribuire a far respirare in modo ottimale  oppure è piuttosto il buon modo di  respirare che contribuisce, consentendone un’ossigenazione e produzione di energia ottimale, a mantenere la ghiandola pineale in buona forma?  A mio parere vi è un collegamento ed interdipendenza reciproca tra questi due fattori,  nel senso che se la ghiandola pineale funzione bene , allora si tende anche ad avere un buon riflesso automatico di respirazione, mentre se per  vari motivi (stress, mancanza di movimento, cattive abitudini alimentari ed altro) non si respira “bene”, allora alla lunga ciò produce un effetto negativo anche sulla buona forma della pineale, ed anche la melatonina  non può produrre sul ringiovanimento  di questa ghiandola  un effetto positivo di pari entità a quello che potrebbe produrre se si respirasse veramente “bene”.  Anche la ghiandola pineale, come mette ine rilievo il Dr. Pierpaoli,  ha bisogno, per funzionare bene, di produrre enrgia (ATP) e per produrre enrgia occorre appunto cibo ,ed ossigeno, e quindi una buona alimentazione ed una   respirazione efficiente; e con “respirazione efficiente”, come i lettori sanno, intendo una respirazione in grado di far arrivare l’ossigeno non solo nei polmoni e nel sangue, ma di farlo penetrare in tutte le cellule (comprese quelle della ghiandola pineale), dove deve appunto svolgere il suo compito di produzione di energia.
Vi sono poi vari  fattori da tenere presenti per  mantenere  la ghiandola pineale giovane ed in forma, evitandone una calcificazione prematura (particolarmente dannoso è a questo riguardo il ruolo svolto dal fluoro ed  altre sostanze tossiche, di cui parlo nel mio libro “La Terapia Chelante” www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terapia-chelante-libro.php ) ma l’effetto benefico dei  vari fattori non può che essere potenziato da una buona respirazione e quindi da una buona ossigenazione e  produzione di energia. In sostanza quindi: analogamente a quanto avviene per un bravo  “direttore d’orchestra”, che per poter svolgere il suo compito, ha bisogno di energia  (altrimenti non potrebbe nemmeno muovere le braccia) anche la ghiandola pineale, per poter  funzionare bene ha bisogno di energia . Pertanto, più ancora che la buona alimentazone (si può resistere settimane senza mangiare ma pochi minuti senza respirare) è  il modo di respirare, che  produce , anche nei tessuti della ghiandola pineale, l’energia di cui questa ghiandola ha bisogno per svolgere i suoi compiti di bravo “direttore d’orchestra.”
Un supporto molto utile per questo buon funzionamento può venire anche da supplementi a base di melatonina, ma il “fai da te” può essere controproducente, ed è bene rivolgersi ad un medico, che possa consigliare  tempistiche e dosaggi   opportuni

Il sonno fa bene quando è della “giusta  durata”;  non troppo poco ma nemmeno  in eccesso
Sono ben noti i problemi (stanchezza, nervosismo ed altro) provocati dal dormire troppo poco in chi soffre di insonnia notturna (ved. quanto osservato nelle righe precedenti su ghiandola pineale e melatonina), mentre sono meno noti i rischi connessi al dormire troppo (ed il “troppo” va ovviamente inteso in correlazione a circostanze come l’età, tipo di attività diurna ed altri fattori come convalescenza, gravidanza e altro). I risultati di un recente  studio condotto in Gran Bretagna presso l’Università di Cambridge (Leng, Y et al. Sleep duration and risk of fatal and nonfatal stroke: A prospective study and meta-analysis. Neurology; 25 Feb 2015 ) indicano tuttavia l’esistenza di un collegamento tra il rischio di ictus  cerebrale ed una durata del sonno notturno superiore alle 8 ore.
In questo studio sono state seguite nem 10.000 persone di un’ età tra i 42 e gli 81 anni, per una durata di oltre 9 anni e mezzo. In questo periodo, 346 dei partecipanti sono stati colpti da un ictus ed i ricercatori,   effettuate le  correzioni relative ad età, sesso, ed eventuali vari problemi di salute, hanno accertato che coloro che dormivano più di 8 ore  quotidiane erano esposti ad un rischio di ictus superiore alla media nella misura del 46%. Coloro che invece dormivano meno di 6 ore   correvano un rischio di ictus superiore solamente nella misura del 18% (misura ritenuta non significativa dai ricercatori). Questi risultati sono  stati  confermati dai dati emergenti da 11 altri studi.
Quanto alle cause di questa correlazione i ricercatori, mentre hanno osservato che la mancanza di sonno  è collegata a scompensi metabolici e ad un aumento del cortisolo, il che può far aumentare il rischio di pressione elevata e di ictus,   non hanno invece potuto reperire indicazioni attendibili quanto ai motivi dell’aumemto del rischio di ictus in coloro che dormivano più di 8 ore.
E’ possibile che , se avessere esaminato il modo di respirare dei partecipanti i ricercatori avrebbero  forse scoperto che coloro che dormivano più di 8 ore ed erano stati colpiti da ictus,  quando dormivano respiravano “male”, in base ai criteri fisiologici messi in rilievo da Buteyko, e cioè con la bocca aperta e sdraiati sulla schiena, e quindi iperventilando. Anche se non si può escludere la presenza di altri fattori negativi per la salute, magari non ancora scoperti, collegati all’eccesso di sonno, il modo di respirare e la posizione  durante il sonno costituiscono importanti fattori che andrebbero presi in considerazione.

Il sole fa bene anche per il rischio di asma dei nascituri, e questo effetto benefico non può essere del tutto sostituito da  vitamina D in compresse sintetiche
Un articolo interessante, apparso in questi giorni sulla newsletter dell’Università del Kansas negli Stati Uniti,  (https://news.ku.edu/2016/03/30/if-you-don%E2%80%99t-have-asthma-maybe-it%E2%80%99s-because-mom-experienced-sunny-second-trimester-health#sthash.9zjeRRj6.dpuf ) è intitolato “A quanto accertato da un esperto economista, se non siete asmatici forse è perchè vostra madre è stata abbastanza al sole nel secondo trimestre di gravidanza” .
Nell’articolo, dopo aver riferito che ormai una persona su 12 negli Stati Uniti soffre di asma, viene riportata l’ipotesi di Scott Weiss and Augusto Litonjua,  (medici del   Brigham and Women’s Hospital di Boston  e professori  presso la celebre   Harvard Medical School).
Weiss e  Litonjua ipotizzano che i livelli di vitamina D nel secondo trimestre di gravidanza influenzino le probabilità che il feto, una volta nato, sviluppi l’asma. A quanto pare, accertando i dati sulle dismissioni dagli ospedali dopo le nascite, si sarebbe  osservato che tra i nati nei luoghi e periodi in cui vi era stato un maggior numero di giornate di sole nel periodo in questione, il numero  di bambini divenuti poi asmatici era inferiore.
Gli autori dell’articolo osservano  inoltre  che 10 minuti giornalieri al sole sembrano sufficienti per ottenere questo effetto e che il rischio di  melanoma da un eccesso di esposizione al sole non sussiste certamente a seguito di questi soli 10 minuti di esposizione.
Mi fa piacere vedere che questo articolo conferma quanto già io  avevo osservato in precedenti articoli e nel mio e-book “La nuova Guida alla Salute”, www.scienzaeconoscenza.it/riviste/scienza_e_conoscenza_gold6_2013.php#  e cioè che la vitamina D in compresse non può certo sostituire gli innumeroveli fattori, alcuni dei quali magari non ancora scoperti, contenuti nei raggi del sole.
Ovviamente anche qui vale il principio della “giusta misura” ed occorre evitare le scottature da un’eccessiva esposizione al sole ma le compresse con vitamine sintetiche, che non possono completamente  sostituire nemmeno  gli innumerevoli altri fattori presenti nelli sostanze alimentari che contengono elevati dosaggi delle vitamine in questione, ancor meno possono sostituire non  gli alimenti  ma addirittura la luce ed il sole! Ed infatti gli autori dell’articolo osservano che la vitamina D contenuta negli integratori che tutte le madri avevano assunto durante la gravidanza, non aveva esercitato lo stesso effetto preventivo dell’asma  provocato invece dall’esposizione ai  raggi solari 

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MARZO 2016

1) L’asma ha anche un effetto protettivo?
Continua  a stupirmi il modo in cui il Dr. Buteyko ha anticipato di oltre 50 anni  varie   osservazioni mediche di cui ora sta emergendo la fondatezza.
Come i lettori sanno, Buteyko ha messo in luce che l’asma, più che una malattia, è in molti casi soprattutto una reazione protettiva dell’organismo, diretta ad evitare,  tramite  la broncocostrizione che obbliga a ridurre l’intensità del respiro, una eccessiva perdita di CO2 che potrebbe portare i livelli di CO2 a livelli incompatibili con la sopravvivenza.
 Ovviamente anche questa reazione difensiva va tenuta sotto controllo e moderata, per evitare danni da “fuoco amico”,   analoghi a quanto accade per la febbre che,   pur essendo anch’essa una reazione difensiva contro virus e batteri, deve essere abbassata se raggiunge livelli troppo alti.
Come aveva osservato Buteyko l’asma, quale reazione difensiva, permane finché ce n’è bisogno e viene meno (se non si sono ancora verificati danni difficilmente riparabili e se non entrano in gioco anche altri fattori dannosi) quando non è più necessaria  perché, riaddestrando il respiro ed eliminando l’iperventilazione, viene trattenuta all’interno dell’organismo la giusta quantità di CO2. Egli aveva anche osservato che coloro che iperventilano ed iniziano a soffrire di asma hanno una costituzione in linea di massima più sana, perché il loro organismo è in grado di reagire (pur in un modo che complica notevolmente la vita di chi ne soffre) alla perdita eccessiva di CO2, evitando in questo modo le più gravi conseguenze che possono manifestarsi in chi per molti anni ha continuato e continua ad iperventilare senza  divenire asmatico.
Uno studio recentemente pubblicato ( il 5 febbraio su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention), condotto su 8700 persone, ha in effetti constatato   che  il gruppo che soffriva o aveva sofferto di  asma ed allergie, aveva un rischio inferiore, in misura del 30%, di sviluppare una forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale (glioma ). Come ha osservato la direttrice dello studio, Melissa Bondy,   del   Baylor College of Medicine’s Cancer Center,  numerosi altri studi hanno dimostrato l’esistenza di questa correlazione ed è ora necessario ricercare ulteriormente per scoprire quale sia il meccanismo di fondo.
Non si può che essere d’accordo sull’opportunità di ulteriori studi sull’argomento; temo tuttavia che, come di consueto, anche nei futuri studi sui tumori si indagherà su tutto meno che sul modo  di respirare dei partecipanti! 

2)Agopuntura ed asma/allergie
In vari  numeri di questo notiziario  ho menzionato gli effetti favorevoli dell’agopuntura, parlando in particolare   dell’agopuntura per problemi di vista con il metodo Boel, che pratico da molti anni (ved. www.agopunturaocchi.it )  nonché per l’asma ed altri problemi. Questa efficacia è provata in numerosi studi. Uno dei più recenti è ad es. il seguente:”Impacts on asthma at persistent stage and immune function in the patients treated with acupuncture for warming yang and benefiting qi”.Xie Y, Wan W, Zhao Y, Xie J, Wu Q  
In questo studio, 180 persone soffererenti di asma bronchiale cronica e persistente sono state divise in due gruppi; uno dei due gruppi è stato trattato con l’agopuntura e l’altro con  il farmaco convenzionale Seretide ed il miglioramento ottenuto nel gruppo trattato con l’agopuntura è risultato significativamente superiore a quello ottenuto nel gruppo trattato con il Seretide. Nonostante i risultati favorevoli ottenuti con l’agopuntura in un gran numero di studi clinici in doppio cieco molti sono ancora dell’opinione che “l’efficacia terapeutica dell’agopuntura non è provata”, osservando che non è chiaro il meccanismo d’azione dell’agopuntura e che, nonostante i risultati positivi ottenuti in un buon numero di studi clinici, vi sono anche degli studi che non hanno dimostrato alcun miglioramento.
Quanto alla prima obiezione non si può che concordare sul fatto che non è ancora del tutto chiaro il meccanismo alla base dell’efficacia dell’agopuntura; (ciò nonostante, se  per  oltre 2000 anni è stata applicata e tramandata con grande cura da una generazione all’altra, forse è stato perché si è visto che ne valeva la pena?) Aggiungo che dopo le sessioni di agopuntura noto anche dei cambiamenti nel modo di respirare delle persone. Forse una delle cause dei miglioramenti prodotti dai trattamenti di agopuntura potrebbe consistere anche nel fatto che, con meccanismi pur non ancora chiari, determinati trattamenti di agopuntura producono anche un miglioramento del modo di respirare, e questo miglioramento influisce favorevolmente su vari problemi di salute tra cui appunto, in particolare, l’asma? Ma purtroppo, anche quando   vengono effettuati  studi clinici sull’agopuntura, in genere si prende nota di ogni possibile parametro ma non si osserva il modo di respirare dei partecipanti prima e dopo il trattamento.
Quanto alla seconda obiezione, basata su alcuni risultati contrastanti che, negli studi in doppio cieco vengono a volte ottenuti quanto all’efficacia dell’agopuntura, non si può non osservare che le modalità di questi studi in doppio cieco sono  elaborate per sperimentare l’efficacia di farmaci:   il somministrare  ad un gruppo il farmaco  che si vuole sperimentare ed  al gruppo  placebo una sostanza  priva di ogni effetto è infatti semplice e non richiede particolari competenze da parte di chi somministra il farmaco ad un gruppo e la sostanza  placebo all’altro. Ben diversa è invece la situazione quando si cerca di dimostrare con questi studi in doppio cieco l’efficacia di un trattamento di agopuntura: una buona parte del successo di questi trattamenti dipende infatti dalle competenze degli agopuntori e dalla loro capacità di identificare i punti migliori da trattare per ottenere risultati ottimali. La differenza nei risultati ottenuti nei vari studi può quindi anche dipendere dal fatto che in alcuni studi sono intervenuti degli agopuntori molto preparati, ed in altri studi degli agopuntori meno competenti!
La stessa considerazione vale –osservo per inciso- anche negli studi che vengono effettuati per provare l’efficacia di preparati omeopatici oppure  omotossicologici (che io considero come “la nuova omeopatia”). A differenza infatti dei farmaci convenzionali, per i farmaci omeopatici/omotossicologici vale solo in modo abbastanza limitato il dettato ”per il malanno X bisogna somministrare il farmaco Y; per il malanno  V  bisogna somministrare il farmaco W e così via. Occorre invece un’ accurata analisi di ogni singolo paziente per identificare  il rimedio più efficace per ognuno. Non è pertanto possibile stabilire con trials in doppio cieco se una determinata sostanza omeopatica  sia efficace ad es. per l’asma poiché per ognuno degli asmatici osservati potrebbero essere efficaci dei preparati     diversi, e l’esito dello studio può quindi variare a seconda dell’abilità dei medici nell’identificare i rimedi giusto.

3)Asma diagnosticata in eccesso? Ruolo dell’ossido nitrico (NO)
Come avevo osservato anche in passati Notiziari, diagnosticare l’asma non è sempre agevole e, a quanto riportato ora anche dal seguente  articolo, pubblicato sul British Journal of General Practice  (ved. http://www.webmd.boots.com/asthma/news/20160226/children-over-diagnosed-with-asthma ), almeno mezzo milione di bambini  in Gran Bretagna (paese in cui il numero di casi di asma è tra i più elevati  al mondo) sarebbero stati erroneamente diagnosticati come asmatici mentre in realtà sembra che non lo fossero.
L’articolo è basato su uno studio effettuato da ricercatori in Olanda, i quali hanno accertato che su un gruppo esaminato di 652 bambini diagnosticati come asmatici, il 53,5% in effetti non lo era.
L’articolo prosegue criticando il fatto che troppo spesso la  diagnosi viene effettuata ed i medicinali per l’asma vengono prescritti, solo in base al fatto che nei bambini vi era tosse, fiato corto e sibilo, senza effettuare test più approfonditi.
In effetti, nel mio libro “Attacco all’Asma .. e non solo” e nei miei Notiziari ho spesso parlato della difficoltà di diagnosticare l’asma. Così ad es. nel settembre 2011 scrivevo: “…Sempre in relazione alla diagnosi di asma, mi sembra interessante anche un altro problema, la “disfunzione delle corde vocali” che viene non raramente erroneamente diagnosticata come asma, in quanto provoca sintomi molto simili, come una sensazione di chiusura della gola, un senso di soffocamento e problemi di respirazione in particolare, come avviene per l’asma, nella fase dell’espirazione.
Nell’interessante sito http:// cantbreathesuspectvcd.com … si osserva come questo problema della  disfunzione delle corde vocal) sia ancora poco conosciuto, come numerosi medici non ne abbiano mai sentito parlare, e come sia ignorato anche in molti libri medici.  …. è  interessante comunque notare che, tra i consigli dati nel sito web sopracitato, alla pagina “come sopravvivere ad un attacco di disfunzione delle corde vocali “, vi siano alcune manovre respiratorie che portano ad un rallentamento e ad una tranquillizzazione della respirazione (nuova conferma della validità di quanto sostenuto dal dr. Buteyko)”
E ancora: nel luglio-agosto 2014 scrivevo:  “In questo articolo esauriente  (www.rightdiagnosis.com/a/asthma/misdiag.htm ) vi sono numerosi esempi di altre possibili malattie spesso scambiate per asma, sia nei bambini che negli adulti. Uno degli esempi   citati  nell’articolo è quello delle persone obese, in cui sono spesso presenti problemi respiratori che vengono a volte  diagnosticati come asma,  problemi che vengono meno quando si perde peso; nell’esempio si conclude quindi che la diagnosi di asma in questi casi era erronea”
Devo peraltro tornare sulla riflessione che facevo anche in relazione alle persone obese, e cioè che  probabilmente l’eccesso di peso le portava ad iperventilare e quindi  iniziavano veramente a soffrire di asma, mentre quando perdevano peso smettevano di iperventilare e di soffrire di asma, poiché l’asma, quale reaizone di difesa contro l’iperventilazione, non era più necessaria e veniva meno. Poiché peraltro  la tesi medica “convenzionale” è che l’asma non guarisce se non in casi eccezionali, se ne deduceva che era stata erronea la diagnosi di asma effettuata nei confronti delle persone obese  poi dimagrite e guarite dall’asma. .

Resta comunque il fatto che diagnosticare  la presenza effettiva di un’asma non è sempre agevole: uno dei metodi ritenuti attualmente più affidabili consiste nella misurazione dell’ossido nitrico (NO) nell’aria esalata. E’ infatti accertato che nell’aria esalata dagli asmatici vi è un livello elevato di NO, il che è considerato come una  conseguenza dello stato di infiammazione cronica  in corso nelle vie respiratorie degli asmatici,  infiammazione cronica  che provoca un incrementeo nella produzione di NO. 
Ho iniziato pertanto anch’io, nella mia attività medica, a ricorrere in certi casi a questo tipo di misurazione, sia per la diagnosi di asma, sia per controllarne l’evoluzione, e nei miei prossimi corsi di respirazione Buteyko offrirò ai partecipanti la  possibilità di effettuare questo test (semplice, rapido e non invasivo).

4) Novità: come preannunciato, è stata pubblicata dalla Macroedizioni l’edizione francese del mio libro “Attacco all’Asma… e non solo”, con il titolo “Combattre l’Asthme”.I lettori di lingua francese possono andare al seguente link: http://www.macroeditions.com/produits/combattre-lasthme-ferraro
AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI !
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DATE dei CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro

1) Corsi per uso proprio:
A) Corsi  di gruppo (con pochi partecipanti)
                 a Roma ,  19 marzo 2016
a Carpi (Modena), 9 aprile 2016

                a Mantova (Rivarolo Mantovano), 30 aprile (completo) e
1 maggio
 2016 (per informazioni  ed
iscrizioni a questi 2 corsi tel.3493016868)

                a Milano, 19 giugno 2016
B) Corsi  individuali e/o consulenze mediche :  a Siena, Firenze  e Roma, ed ora anche a Carpi (18 km. da Modena) ed a Milano,  corsi individuali (o per piccoli gruppi), eventualmente abbinati a consulenza medica,(per adulti e/o bambini)su appuntamento.
           Prossime  disponibilità per appuntamenti: 
                                     a Carpi  il  7 ed 8 aprile 2016 
Milano   il  18 e 20 giugno 2016
                                     Firenze, Casciano di Murlo (Siena) e Roma, è possibile fissare in ogni periodo corsi individuali e consulenze mediche   su appuntamento telefonico. In caso di corso individuale può essere sufficiente  mezza giornata (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
NOVITA’- Sia nei corsi di gruppo che in quelli individuali è possibile la misurazione (su preavviso al momento dell’iscrizione) della quantità di ossido nitrico(NO)- Un indicatore importante sia per  diagnosticare l’asma che per seguirne  il decorso .      

2) Corsi per istruttori
Il 2° livello del corso per  istruttori si svolgerà a Casciano di Murlo il 25 e 26 maggio  2016  
Il prossimo corso per istruttori inizierà, con il primo dei due livelli, il 4-5 giugno a Roma.  Per garantire la qualità dell’insegnamento il numero di partecipanti a questi corsi   è molto ristretto; pertanto chi desideri partecipare  è invitato a segnalare fin d’ora il suo interesse,  :  (fiafer@yahoo.com) tel. 3456248926

Per  iscriversi ai corsi  Buteyko  della Dr. Ferraro  o per concordare un appuntamento per corsi individuali o consulenze mediche: tel. 3456248926  (dal lunedi al venerdì, tra le 18 e le 20) o scrivere a  fiafer@yahoo.com
Per ulteriori approfondimenti: www.buteyko.it ,    www.buteykoitalia.homestead.com  e www.saluteglobale.com

 

                                        NOTIZIARIO  –   Febbraio 2016
1) L’allarme di pandemia dal virus Zika, trasmesso da zanzare. Si tratta di un allarme fondato ? Cosa si può fare? Un possibile rimedio cinese.

Come ormai tutti quanti abbiamo appreso il virus Zika, trasmesso con le punture della zanzara Aedes aegypti (la stessa che trasmette il dengue e la febbre emorragica) e, con minore efficienza, da quelle della zanzara tigre, si è diffuso in modo esplosivo nell’America latina (in particolare in Brasile) ma si sono verificati casi anche in altri paesi ed anche da noi sono state diffuse raccomandazioni quanto alle precauzioni da prendere per evitare contagi.
Fortunatamente sembrerebbe che il virus Zika provochi di solito disturbi non gravi (febbre, eruzioni cutanee, dolori a muscoli e ossa ed altro – che compaiono dai 3 ai 20 giorni dopo la puntura e spariscono nell’arco di una settimana ). L’allerta deriva però dal fatto che, a quanto pare, questo virus potrebbe, nelle donne incinte, danneggiare gravemente il cervello del feto; ed infatti in Brasile si è moltiplicato di ben 25 volte il numero dei neonati con microcefalia (condizione dovuta a uno sviluppo ridotto del cervello) e potrebbe anche provocare in rari casi negli adulti la sindrome di Guillain-Barré, (una seria malattia neurologica).
Vi sono varie discussioni e tesi contrastanti sull’argomento, sia per quanto riguarda le cause (modificazioni genetiche, pesticidi ed altro?) sia per quanto riguarda i possibili rimedi. Sono stati messi allo studio dei vaccini e si discute quanto alle misure più idonee per contrastare la diffusione delle zanzare che trasmettono il virus. Nel frattempo, oltre alle raccomandazioni già diffuse (evitare –in particolare per le donne incinte- viaggi nei Paesi colpiti; proteggersi con zanzariere alle finestre, repellenti sulla pelle ecc.) che si può fare?
Mi viene a questo proposito in mente una piccola notizia che avevo scritto nel Notiziario del luglio 2011   e che riporto per i lettori nuovi: “Esistono da vari anni delle trappole cattura-zanzare, a quanto pare di buona efficacia, sia per ambienti interni che per ambienti esterni, basati sull’emissione di piccole quantità di CO2 . E’ stato infatti da tempo accertato che le zanzare e la maggior parte degli insetti volanti sono attratti verso uomini ed animali in particolare da due fattori: anidride carbonica e calore e, sulla base di questo principio, sono stati da tempo messi sul mercato degli aggeggi che attirano le zanzare emettendo CO2, e poi le uccidono (non con la CO2 ma con altri meccanismi). …… La quantità di CO2 emessa (rapportata all’ampiezza dell’ambiente da difendere) è minima, paragonabile a quanto pare a quella emessa da una persona che sta iperventilando notevolmente.Ed ecco quindi un nuovo motivo (se ne se scoprono sempre di nuovi!) per cercare di smettere di iperventilare: si smette in questo modo emettere troppa CO2 nell’aria che ci circonda, e si evita così di attirare zanzare ed insetti vari ”.
Il beneficio principale apportato da un costante, ”giusto” modo di respirare non è peraltro solo quello di attirare in misura minore le zanzare ma soprattutto quello di rinforzare il nostro sistema immunitario il che ci consente, anche se si viene punti, di essere più resistenti ad eventuali contagi.
Tornando ora al virus Zika mi sembra utile menzionare il fatto che, in attesa dello sviluppo di vaccini e di misure efficaci per estirpare le zanzare in questione, sarebbe utile approfondire il possibile effetto benefico che potrebbe venire da una pianta, da secoli impiegata nella medicina cinese (l’efficacia della fitoterapia cinese, anche se l’ho studiata e la applico da 15 anni non cessa mai di stupirmi!), e cioè l’artemisia annua (qing-hao in cinese).
Da questa pianta si ricava una sostanza, l’artemisinina/artesunato, di cui è stata (finalmente!) riconosciuta e considerata come scientificamente provata l’ottima efficacia per la malaria, ed è stato proprio per questo motivo attribuito il premio Nobel 2015 per la medicina alla scienziata cinese Tu Youyou ( la notizia ha fatto sensazione l’anno scorso).
Questa sostanza continua a restare sulla cresta dell’onda, anche per altri possibili effetti benefici: è infatti recente (30 gennaio) la notizia, riportata sul quotidiano inglese Daily Mail, con il titolo “Il rimedio fitoterapico cinese che ha rivoluzionato la lotta alla malaria potrebbe essere l’arma più recente contro i tumori intestinali”, in cui sono riportati i risultati di un recente studio clinico in cui si è visto che nei pazienti che avevano preso questo rimedio per due settimane prima di essere operati vi era stata (nel periodo di osservazione) una ricorrenza del tumore in una misura di ben sei volte inferiore a quanto avvenuto nel gruppo placebo.
Saranno ora avviati studi su più larga scala ed il Prof. Sanjeev Krishna, della St George’s London University, che ha condotto questo studio, ha osservato, quanto al rimedio in questione: “Sappiamo già, a seguito del suo impiego per la malaria, che è un rimedio sicuro, e non costoso –meno di 1 sterlina a compressa… Ha un potenziale di entità tale che io lo chiamo la nuova aspirina”.
Sorge a questo punto spontaneo l’interrogativo (ed in effetti da alcuni è già stato posto): data l’efficacia dell’artemisia/artesunato contro la malaria e, a quanto pare, anche per vari altri problemi, non sarebbe il caso di iniziare subito a sperimentarne una eventuale efficacia per l’epidemia di Zika?  Poiché peraltro queste sperimentazioni richiederebbero comunque del tempo, non sarebbe il caso di prospettare già ora, perlomeno a chi deve recarsi in paesi colpiti dall’epidemia o in chi teme, al rientro da questi paesi, di essere rimasto contagiato, la possibilità (in assenza per ora di altri farmaci sperimentati9 di assumere questo rimedio che, come già provato, non provoca (come accertato nel suo impiego contro la malaria ) effetti negativi e quindi nel peggiore dei casi non sarebbe efficace ma non farebbe comunque male? (Ovviamente questo  non vale per le donne incinte, in cui l’innocuità dell’artemisia non è stata ancora sperimentata ed accertata)

2) I broncodilatatori (beta-2agonisti) assunti dalle madri durante la gravidanza possono provocare un aumento del rischio di autismo nei nascituri; alcuni integratori possono attenuare questo rischio?
Non solo la frequenza di casi di asma ma anche quella dei casi di autismo è aumentata negli ultimi decenni in modo impressionante. Secondo le ultime cifre, ormai negli Stati Uniti un bambino su 68 soffre di disturbi autistici. Un recente studio pubblicato il 6 gennaio scorso sul periodico Pediatrics ha preso in esame alcune possibili cause, tra cui l’effetto dei broncodilatatori beta-2agonisti assunti da madri asmatiche durante la gravidanza.
Questo studio (N.Gidaya, Ph.D., Drexel Autism Institute, Drexel University, Philadelphia; G. Dawson, Ph.D.  Duke Center for Autism and Brain Development, Duke University School of Medicine, Durham, N.C.; Jan. 6, 2016, Pediatrics), in cui i dati relativi a 5.200 bambini autistici sono stati raffrontati con quelli di 52.000 bambini non austitici, dopo aver tenuto presente l’influenza di vari altri fattori (presenza dell’asma nei genitori, età della madre, complicazioni durante il parto ed altro) è arrivato alla conclusione che vi era una frequenza più elevata – in misura del 30%- dei casi di autismo nei bambini nati da madri che avevano assunto questi farmaci contro l’asma durante la gravidanza . I ricercatori hanno peraltro osservato che occorrerebbero ulteriori studi per concludere quanto all’esistenza di un rapporto causa-effetto, mettendo in rilievo che anche durante la gravidanza non bisogna in alcun caso smettere di prendere i farmaci necessari contro l’asma poiché un’asma non controllata potrebbe avere effetti gravi anche per i nascituri.
A questo proposito mi sembra tuttavia importante osservare che nello studio è stata presa in considerazione in generale l’assunzione di beta-agonisti broncodilatatori senza differenziare tra quelli ad effetto di breve durata e quelli ad effetto di lunga durata. Come i lettori del mio libro Attacco all’Asma… e non solo già sanno, il Dr. Buteyko, pur mettendo in guardia contro gli effetti nocivi dei broncodilatatori, sosteneva che, finché non si riusciva, riaddestrando il respiro in modo da eliminare l’iperventilazione, a far cessare gli attacchi d’amsa, i broncodilatatori potevano in alcuni casi essere necessari. Egli tuttavia consigliava semmai i broncodilatatori di breve durata da prendere alle avvisaglie di un attacco d’asma, e metteva in guardia contro i broncodilatatori di lunga durata, che tengono le vie respiratorie permanentemente dilatate. Ed infatti, nei decenni successivi, sono stati soprattutto i broncodilatatori di lunga durata a provocare effetti collaterali in misura tale da indurre le autorità sanitarie ad ampliare le avvertenze quanto alle controindicazioni e rischi connessi all’impiego di questo tipo di medicinali; (ne ho parlato in vari numeri dei miei passati Notiziari).
Quanto invece alle sostanze che attenuano il rischio di autismo nei nascituri, mi sembra utile segnalare un integratore alimentare (la carnitina), che pertanto potrebbe essere consigliabile per le donne incinte che stanno assumendo i broncodilatatori.
Un articolo apparso sul periodico Cell Reports del 28 gennaio scorso segnala i risultati di una ricerca condotta presso il Texas A&M Health Science Center College of Medicine dalla quale sembra emergere un ruolo protettivo della carnitina, presa come integratore durante la gravidanza, nel prevenire il rischio di autismo del nascituro.
La carnitina è presente in vari cibi, e si forma anche a partire dall’amminoacido lisina. In persone in cui è presente una mutazione in un gene (TMLHE ) necessario per l’elaborazione della carnitina è emerso un nesso con lo sviluppo di disordini autistici, anche se il meccanismo esatto non è stato accertato.
Come ha osservato il Dr. Zhigang Xie, PhD :“L’assunzione di un integratore a base di carnitina all’inizio della gravidanza sembra promettere benefici nella salute mentale dei neonati e per alcuni questo semplice integratore potrebbe in effetti ridurre il rischio di autismo. Ogni progresso quanto alla prevenzione in questo campo è molto utile, dato il gran numero di bambini coinvolti.”

3) Diffusione della conoscenza del metodo Buteyko in Francia. Uscirà in marzo in Francia, pubblicato dalla Macroedizioni anche in lingua francese, il mio libro “Attacco all’Asma… e non solo” con il titolo “Combattre l’Asthme”
La conoscenza del metodo Buteyko, portata da emigrati dall’ex Unione Sovietica in Australia nei primi anni ’90, si è poi rapidamente diffusa nel mondo di lingua inglese, anche a seguito delle sperimentazioni cliniche in doppio cieco effettuate in cliniche universitarie in Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna, che hanno provato l’efficacia del metodo per l’asma (problema presente con frequenza particolarmente elevata in questi paesi); sono pertanto stati pubblicati in lingua inglese numerosi libri, di vari autori, sul metodo Buteyko.
In Francia invece, ed in paesi di lingua francese, Buteyko è ancora poco conosciuto ed è stato pubblicato ben poco sull’argomento, mentre la frequenza dei casi di asma, che un tempo, come in Italia, era notevolmente inferiore a quella dei paesi di lingua inglese, ha raggiunto proporzioni notevoli anche in Francia. Mi fa pertanto piacere poter dare un contributo alla conoscenza del metodo Buteyko anche nei paesi di lingua francese tramite il mio libro Attacco all’Asma… e non soloche in marzo uscirà anche in  lingua francese  con il titolo Combattre l’Asthme”  pubblicato dalla Macroeditions/Macroedizioni
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CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
Corsi per uso proprio (per piccoli gruppi ed individuali, e consulenze mediche ) e corsi per istruttori. Per le date aggiornate ved. il Notiziario più recente (all’inizio della pagina), oppure calendario corsi

 

               NOTIZIARIOGennaio 2016
ANNO NUOVO- NOTIZIARIO NUOVO !
 Come i lettori di lunga data sanno, questo Notiziario ha ora raggiunto un’ “anzianità” di 14 anni poiché è nato nel 2002,   quando ancora   pochi ricorrevano in Italia a questo strumento di comunicazione via e-mail. Il numero di lettori interessati, ed anche il numero di notizie  di cui appare importante la conoscenza allo scopo di preservare/ritrovare una buona salute, sono in questi anni costantemente aumentati. Vorrei pertanto annunciare, a partire da questo primo numero del 2016, le seguenti modifiche.
1) Questo Notiziario sta diventando sempre più lungo e rischia pertanto di “intasare” l’e-mail dei recipienti. D’ora in poi pertanto, nell’e-mail che viene mandata mensilmente, saranno riportati solo i  titoli delle varie notizie ed alcune brevi comunicazioni.-Per leggere il contenuto completo delle notizie il recipiente potrà andare (o non andare se vede dal titolo che  le “notizie del mese” non lo interessano) sul sito www.buteyko.it, dove troverà il contenuto completo del Notiziario  (a questa pagina per i Notiziari del 2016 )
2) Finora il contenuto del Notiziario, pur comprendendo svariati argomenti di salute, è stato  dedicato prevalentemente all’ottimizzazione del respiro con il metodo Buteyko.
In futuro, pur continuando ovviamente a dedicare largo spazio a questa tematica, verranno riportate, in misura maggiore, anche notizie su tematiche “salutari” diverse dal respiro.
Il modo di respirare   è infatti  un  cardine fondamentale della salute ma nella società moderna vi sono ormai  troppi altri fattori (dall’inquinamento ambientale alla mancanza di movimento, dall’alimentazione poco sana all’obesità, additivi alimentari, stress psichico, problemi meccanici e posturali ecc.ecc.)  da prendere in considerazione.
Occorre pertanto, per raggiungere il miglior risultato possibile,   non solo cercare di migliorare il modo di respirare ma  anche, se necessario, di   mettere riparo  a questi vari altri fattori.
L’organismo umano è infatti un tutto unico in cui vari fattori (dal modo di respirare/bere/mangiare/muoversi/affrontare lo stress  ecc.) sono collegati ed interagiscono –in modo positivo o negativo- l’uno con l’altro. E’ forse anche per questo motivo che questo Notiziario, fin dalla nascita, è stato intitolato “Notizie Salutari” e non “Buteyko News”!
Ed ecco ora i titoli delle notizie contenute nel Notiziario di questo gennaio 2016. Buona lettura!
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– Vi sono delle apparecchiature/aggeggi  che possono potenziare il riaddestramento del respiro e che sarebbe utile impiegare insieme agli gli esercizi Buteyko?
Nei miei vari corsi  e consulenze mediche, come anche nelle mail che ricevo, viene spesso chiesto il mio parere  in merito ad  apparecchi diretti a migliorare la respirazione. Siamo ormai tutti abituati, quando si presentano problemi di salute, a  ricorrere a   compresse  (farmaceutiche,omeopatiche o fitoterapiche che siano), ad iniezioni, ad aggeggi ed apparecchi vari, o persino a ricorrere a  lievi interventi chirurgici, piuttosto che ad impegnarci   ad eseguire con costanza e perseveranza un programma di esercizi, come ad esempio gli esercizi di respiro del metodo Buteyko. E molti, anche quando si convincono che sia bene  effettuare con costanza  un programma di esercizi,   vorrebbero perlomeno poter ricorrere anche a qualche apparecchiatura che  acceleri il progresso nel modo di respirare.
Come non mi stanco mai di  dire,  è   scarsa l’utilità di un “parere generale”,  poiché il modo di respirare di ognuno dovrebbe essere valutato individualmente. Regna inoltre molta confusione su questi “apparecchi che migliorano la respirazione”.  E’ pertanto importante capirne  i meccanismi d’ azione, che sono molto vari dal punto di vista anatomico, fisiologico e biochimico.Pertanto  evito in genere di consigliare   di usare o meno un apparecchio, o di preferire l’apparecchio  x  all’’apparecchio y ;  ciò rischierebbe infatti   di essere controproducente. Vediamo  qui    allora quelli di uso più comune, che si possono categorizzare in vari gruppi, i cui meccanismi d’azione sono molto diversi l’uno dall’altro.
A) Apparecchi di fisioterapia:  sicuramente i più conosciuti,  sono diretti a migliorare la capacità  e funzionalità polmonare   e quindi ad aumentare la quantità di aria/ossigeno che è possibile introdurre nei polmoni.   Sono  senz’altro utili/necessari per chi soffre di determinate malattie,  ma sono veramente utili in chi vuole “solamente” migliorare le proprie abitudini respiratorie o le prestazioni atletiche?  Il pericolo in questi casi è   che inducano a respirare in eccesso, e quindi a far cadere  in uno stato di iperventilazione,  (inducendo, anche quando si è comodamente seduti in poltrona, a respirare come se  ci si preparasse a combattere un nemico armato di clava!)   Occorre pertanto fare attenzione a  non far   diminuire  troppo  il livello ottimale di anidride carbonica, ed abbinare quindi l’eventuale uso di questi apparecchi con un programma di esercizi  Buteyko eseguito con cura .
B) Apparecchi che migliorano l’assimilazione dell’ossigeno da parte dei tessuti : come i lettori di questo Notiziario già sanno (ved. il mio libro Attacco all’Asma… e non solo) il problema con il quale   ci  si trova alle    prese non è  in genere quello di far entrare una buona quantità di ossigeno (O2)  nei polmoni  (salvo i casi di malattie specifiche l’aria che entra nei polmoni contiene  O2 in quantità più che sufficiente).  Gli ostacoli si trovano  invece dapprima  nel passaggio dell’O2 dai polmoni al sangue e poi, nella grande maggioranza dei casi, dal sangue alle cellule dei vari tessuti.
Si tratta di  problematiche complesse,  che non è ovviamente possibile riassumere in poche pagine  ma, per far sì che le cellule siano in grado di assimilare maggiori quantità di ossigeno nulla può in genere sostituire  il ruolo fondamentale svolto dalla presenza nell’organismo, nella giusta quantità, della “famigerata”  anidride carbonica (CO2).
Vi  sono peraltro vari apparecchi sul mercato, dall’Airnergy  al  Bol d’AIr,  e   vari integratori alimentari che possono agevolare/incrementare questo passaggio cruciale dell’ O2 dal sangue alle cellule dei vari tessuti.
Quando invece l’ostacolo si presenta già nella   fase precedente del percorso (con un insufficiente passaggo dell’O2 dai polmoni al sangue), è possibile ricorrere a  tecniche mediche come l’ossigeno-ozono-terapia, ed  anche l’Airnergy può dare un buon supporto (ved. sull’argomento quanto scrivo sul mio sito web a questo link) .
In linea generale questi  apparecchi si possono abbinare bene ad un riaddestramento respiratorio, che possono potenziare . In caso di patologie  il medico  potrà consigliare l’apparecchio più indicato.
Ai soggetti che non hanno patologie ma vogliono ottimizzare la loro ossigenazione tendenzialmente consiglio, più che degli apparecchi , gli integratori più adatti al singolo caso. Anche gli integratori possono peraltro potenziare, ma non certo sostituire, il programma di esercizi   Buteyko, diretto appunto a consentire, con l’eliminazione dell’iperventilazione,  un passaggio dell’O2  dal sangue ai tessuti in quantità ottimale.
C) Apparecchi diretti a ridurre l’ipocapnia (carenza di CO2) causata dall’iperventilazione (respirazione eccessiva in relazione alle esigenze del momento)i : questi apparecchi , (Frolov, Breathslim, Training Mask, Relax ed altri),  consentono di respirare aria contenente una maggiore concentrazione di CO2.
A questo proposito, una domanda che mi viene posta da  alcuni è: “ ma se la presenza di una  sufficiente  quantità di CO2  è così importante, allora perché non respirare per un po’ dell’aria contenente una maggiore concentrazione di CO2, anziché sforzarsi di modificare il proprio modo di respirare?”
 La mia risposta è: somministrare aria contenente  una buona concentrazione di CO2 è una tecnica di provata efficacia in medicina d’emergenza per numerosi problemi (crisi epilettiche ed altro); si tratta in sostanza di una versione avanzata della tecnica “rudimentale” e superata impiegata dai nostri bisnonni che, per contrastare ad es. degli attacchi di panico consigliavano di respirare per un po’ dentro un sacchetto.In questo modo, inalando nuovamente l’aria ricca di CO2 espirata dentro il sacchetto si cerca  di mettere rimedio alla crisi acuta d’ ipocapnia (carenza di CO2).
Queste  tecniche ed apparecchi tuttavia, pur temporaneamente utili in alcune tipologie di  casi urgenti, non risolvono il problema di fondo e possono essere controproducenti. Occorre infatti modificare, con pazienza e costanza, il nostro riflesso respiratorio inconscio ed automatico, in modo da respirare automaticamente sempre  “bene” anche quando non ci pensiamo e quando dormiamo. Se si respira (da sacchetti di carta o apparecchi) aria con una concentrazione di CO2 che non si è abituati a tollerare allora, pur  potendo a volte risolvere, nell’immediato, i problemi derivanti dall’accentuata carenza di CO2 si rischia  di far diminuire, anziché aumentare, questo livello di tolleranza alla CO2, paradossalmente aggravando il problema dell’iperventilazione leggera ma costante di cui molti soffrono.
Tuttavia, come non mi stanco di ripetere, “ognuno è diverso” e per alcuni questi apparecchi possono dare un utile supporto agli esercizi del metodo Buteyko.  Anch’io in  alcuni casi  li consiglio; tuttavia, anche se sembrano facili da utilizzare, in realtà non lo sono  ed occorre anche qui una modalità d’uso ben studiata ed “individualizzata”, poiché   si rischia altrimenti di sforzarsi e di ottenere  un effetto contrario a quello desiderato.
Nei soggetti che desiderano utilizzare sia il metodo Buteyko sia uno di questi apparecchi è necessario pertanto seguire indicazioni ben precise  ed individualizzate quanto alla durata  e modalità degli esercizi. Inoltre, anche per questi apparecchi, ancor più che per  il metodo Buteyko, è del tutto sconsigliato un approccio “fai da te” in chi ha già una diagnosi clinica.   Negli anni ho avuto modo di riscontrare che generalmente chi parte con uno di questi apparecchi “parte bene” ma poi “lascia perdere”, per il semplice motivo che è legato/vincolato all’apparecchio e non può ad es. fare qualche esercizio di respiro mentre è in fila alla cassa del supermercato o mentre aspetta l’autobus.     Vi sono tuttavia anche delle persone che psicologicamente sentono di avere bisogno di un qualcosa “che si può afferrare” e per loro il supporto “materiale” costituito da questi apparecchi può accelerare il riaddestramento respiratorio. 

-L’inquinamento ambientale peggiora continuamente, in misura esponenziale. L’iperventilazione è a volte   provocata dai fattori inquinanti presenti nell’aria che si respira,  il che ostacola il ristabilimento di una respirazione ottimale. Che fare? 
In vari passati numeri di questo Notiziario (ved. a questa pagina, in cui ho riassunto alcune considerazioni su questa tematica)  ho accennato al nesso che vi è tra il nostro modo di respirare e le sostanze tossiche (metalli ed altre) con cui siamo alle prese nel nostro ambiente  inquinato. Ho esaminato a fondo questa tematica nel mio libro La Terapia Chelante”  ed in vari articoli, ( www.scienzaeconoscenza.it/articolo/terapia-chelante-metodo-naturale-inquinamento-veleni-metalli-pesanti.php   ).
Si tratta peraltro di un argomento sul quale sono necessari  aggiornamenti molto frequenti poiché emergono  continuamente  nuovi elementi, in genere purtroppo  in senso peggiorativo, e sempre maggiori, giustificati allarmi. Basta pensare a quanto emerso nelle ultime settimane sulle emissioni dai tubi di scappamento di varie  autovetture  diesel.
Riporto  qui  quanto avevo scritto nel 2011 su questa problematica: “  ...Uno degli ostacoli che più frequentemente impediscono il conseguimento di successi significativi con il metodo Buteyko è appunto uno stato di forte presenza di tossine  nell’organismo…… In questi casi è pertanto opportuno, prima ancora di iniziare gli esercizi Buteyko, mettere in atto delle misure di terapia chelante/ disintossicante.”
Il modo di respirare è uno dei fattori più importanti per la salute ma oltre al modo di respirare occorre pensare anche a vari altri fattori, tra i quali l’alimentazione sana ed il cercare di evitare alcune delle tossine purtoppo oggi molto diffuse nell’ambiente che ci circonda. Se, mentre si pensa a rieducare il respiro con Buteyko si beve acqua con arsenico e piombo i risultati che si raggiungeranno non saranno quelli ottimali. Può sembrare che, parlando di arsenico io voglia fare un esempio “paradossale” ed estremo, ma purtroppo è tutt’altro che raro assumere queste sostanze con l’acqua del rubinetto…”
Dato il continuo peggioramento della situazione mi sembre importante ripetere, (a costo di  essere monotona!) alcune  considerazioni che ho spesso scritto nei passati Notiziari e che ho illustrato a fondo nel mio libro “La Terapia Chelante”. Che fare? E’ il caso ad es. vista la “qualità” dell’aria che respiriamo, inizare a girare per strada con le mascherine chirurgiche  davanti alla bocca come ormai fanno molti in Cina e Giappone? Non siamo –spero- ancora arrivati a questo punto!
Si potrebbe pensare che se respiriamo di meno, inalando quindi meno aria, introduciamo dentro di noi una quantità inferiore di tossine. Occorre tuttavia tenere presente che a volte “l’eccesso di respiro” è causato anche dal tentativo dell’organismo di liberarsi, tramite l’aria espirata, dall’ eccesso di sostanze tossiche con le quali si deve confrontare.
Numerose sostanze tossiche vengono espulse infatti anche con l’aria espirata (e parlando di sostanze tossiche, come i lettori sanno, non mi riferisco certo alla CO2 ma a ben altre sostanze, tra cui soprattutto il mercurio emanato dallle centrali a carbone, ma non solo!)
Come avevo messo in rilievo nella relazione che avevo tenuto nell’estate del 2011 in Canada, rappresentando l’Italia ad un congresso di istruttori Buteyko provenienti da tutto il mondo, a volte respiriamo più della quantità giusta e fisiologica di aria anche perché ci stiamo confrontando con sostanze tossiche che l’organismo vuole espellere anche con l’aria espirata.
 Ci troviamo quindi di fronte ad una reazione difensiva che tuttavia, analogamente a quanto può accadere per altre reazioni difensive (come ad es. le infiammazioni se diventano croniche) può causare un circolo vizioso: ed infatti respirando molto esaliamo bensì una maggior quantità di sostanze tossiche ma tuttavia, con l’eccessiva perdita di CO2, viene compromessa l’ossigenazione dei tessuti, il che stimola l’impulso a respirare ancora di più, peggiorando la carenza di CO2.
In questi casi occorre quindi agire su due fronti contemporaneamente: da una parte cioè bisogna cercare di acquisire buone abitudini respiratorie, diminuendo gradualmente la quantità d’aria (se eccessiva) respirata al minuto,  e dall’altra   occore   cercare comunque di espellere-diminuire, con i vari rimedi propri della terapia chelante, il carico di tossine che con gli anni si è accumulato nel nostro organismo.
Per fortuna negli ultimi anni sia l’opinione pubblica che la classe medica  stanno sempre più prendendo atto dei problemi ambientali e delle loro ripercussioni sulla salute, anche grazie ad associazioni attive in questo campo, tra le quali segnalo in particolare l’Assimas  (Ass. Medicina, Ambiente e Salute); ved. il sito www.assimas.it dove si trovano notizie di particolare interesse in questo settore.

  • Prossimi  eventi interessanti ed appuntamenti:         Il 30 gennaio  2016 si terrà a Firenze, all’Hotel Adler-Cavalieri, Via della Scala, 40, un seminario  sull’ importanza del sovraccarico da metalli in medicina. Diagnosi e Terapia Chelante; indicazioni, modalità di effettuazione, protocolli,  tenuto dal Dr. Peter Jennrich, membro del direttivo dell’International Board of Clinical Metal Toxicology” (ved.  www.assimas.it )

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CORSI Buteyko **con la Dott.ssa Fiamma Ferraro : per le date aggiornate dei corsi ved. il Notiziario più recente (all’inizio della pagina) oppure questo link:  calendario corsi

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****************AVVISO IMPORTANTE : in questi notiziari, scritti dalla Dr.ssa Ferraro, che sono inviati per email a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l’argomento, la dr. Fiamma Ferraro comunica,oltre alle novità sulle date dei suoi corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per ricevere il Notiziario basta inviarci una e-mail (fiafer@yahoo.com) mentre chi non desideri più riceverlo può inviare allo stesso indirizzo una mail scrivendo nell’oggetto “cancellare”. I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto, integrale o parziale  dei Notiziari può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte(scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per –www.buteyko.it  Buteyko Italia), insieme all’avviso che “  “il contenuto dei  notiziari  della Dr. Ferraro ha scopo informativo e non intende in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.”

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