La malattia dell'eccesso di respirazione

Premessa

Respiriamo da 20.000 a 70.000 volte al giorno e non possiamo sopravvivere più di qualche minuto senza respirare. E’ chiaro quindi che il fatto di respirare 20.000 anziché 70.000 volte in 24 ore, ed il modo in cui effettuiamo queste respirazioni (diaframmatiche? toraciche? riempiendo interamente i polmoni o solo a metà ecc.) ha conseguenze molto importanti sulla nostra salute. Se però si chiede ai medici quali siano queste conseguenze e quale sia il modo migliore di respirare ci si sente rispondere in uno di questi due modi:

  1. dobbiamo respirare riempiendo bene i polmoni ed introducendo la maggior possibile quantità di ossigeno;
  2. l’organismo sa da solo come regolare il ritmo respiratorio, automaticamente, in modo ottimale; non dobbiamo quindi interferire e provare a cambiarlo.

La seconda risposta è quella data in genere dai medici della scuola ufficiale mentre la prima è quella data da medici “alternativi” e da maestri di yoga improvvisati.

La situazione reale non è invece quella che viene in genere rappresentata, con l’ossigeno nella parte del “buono” e l’anidride carbonica nella parte del “cattivo”; quello che conta è invece il giusto rapporto tra ossigeno ed anidride carbonica e tra ossigeno e meccanismi antiossidativi (ci si riferisce ai danni provocati dai radicali liberi, prodotto dell’ossidazione, frutto appunto della presenza d’ossigeno). Come fare affinché vi sia questo giusto rapporto? Occorre evitare la “malattia da eccesso di respirazione” scoperta dal dr. Buteyko ed occorre per questo riaddestrare, con il metodo Buteyko, i meccanismi respiratori con degli esercizi pratici; non è vero infatti che il nostro modo naturale ed automatico di respirare sia sempre il migliore. Molti fattori possono intervenire e provocare sfasamenti nei riflessi respiratori automatici

(iperventilazione)

Il grande merito del dr. Buteyko è stato quello di raccogliere e collegare in un quadro logico unitario le varie informazioni, già note alla scienza medica in modo frammentario, sui danni prodotti dall’eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2 . In mancanza di CO2 l’ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo Bohr). La scienza già conosceva da tempo i danni prodotti dagli attacchi di iperventilazione acuta ma ignorava quelli, molto più insidiosi, provocati da una iperventilazione più leggera ma cronica. Iperventilazione significa semplicemente respirare più del necessario in relazione al metabolismo ed alle circostanze: una respirazione che sarebbe adeguata e giusta se si stesse correndo o svolgendo una faticosa attività fisica è invece eccessiva se si è seduti in poltrona o in macchina.

Il dr. Buteyko ha dimostrato che l’eccesso di respiro è la causa di circa 150 malattie, comprese alcune forme di cancro. Pertanto, sulle 30.000 malattie note all’umanità, 150 sono un risultato diretto della respirazione eccessiva: malattie come l’asma, epilessia, ipertensione, stenocardia, infarti, colpi apoplettici, emorroidi, eczema e molte altre sono tutte in realtà dei sintomi di un’unica malattia consistente nell’eccesso di respirazione, o meglio, sono non tanto delle malattie quanto piuttosto dei meccanismi difensivi messi in atto dall’organismo per impedire che la perdita di CO2 raggiunga livelli incompatibili con la vita, e come tali questi meccanismi difensivi rimangono finchè non viene eliminata la causa (perdita di CO2 provocata dall’iperventilazione) che li aveva fatti sorgere. Nelle sperimentazioni condotte dal dr. Buteyko a Mosca e San Pietroburgo e dall’università di Brisbane, Australia, i pazienti asmatici o che soffrivano di altre malattie sono guariti una volta eliminata l’iperventilazione. Per vedere un elenco della grande quantità e qualità di studi e pubblicazioni scientifiche esistenti sull’iperventilazione, dai quali purtroppo non sono tratte le necessarie conclusioni pratiche-operative è possibile andare al seguente sito italiano di un medico-istruttore Buteyko: www.saluteglobale.com

Una domanda sorge a questo punto spontanea: se la ragione di molte malattie è l’eccesso di respirazione, questo eccesso di respirazione da cosa è causato?

Secondo il dr. Buteyko la causa più frequente dell’eccesso di respirazione è la propaganda martellante sull’utilità della respirazione profonda. Attualmente si insegna alle persone a respirare profondamente già prima della nascita, quando la madre frequenta sessioni di ginnastica e preparazione al parto in cui le viene insegnato a respirare profondamente. Anche il neonato è indotto a respirare profondamente alzando ed abbassando i suoi braccini. E si continua all’asilo infantile, a scuola, durante le lezioni di ginnastica, sport, ecc.

Anche gli esercizi di yoga insegnati da maestri non abbastanza esperti insistono troppo sulla necessità di riempire al massimo i polmoni , senza mettere abbastanza in evidenza altri fattori della massima importanza nella tradizione yoga autentica, come la necessaria lentezza del ritmo respiratorio. Ci sono poi altre circostanze che fanno aumentare l’intensità del respiro, come il mangiare troppo, e specialmente troppe proteine animali. I prodotti animali fanno aumentare la respirazione più di quelli vegetali ed i cibi cotti più di quelli crudi.

Un altro fattore che fa aumentare la respirazione è soprattutto la mancanza di movimento, la mancanza di lavoro fisico. L’attività fisica favorisce la formazione ed il rilascio di CO2 dalle cellule, aumentando la sua disponibilità nell’organismo. Questo è il motivo per cui le persone che lavorano fisicamente vivono in genere più a lungo e più sane. In altre parole l’intensità del respiro aumenta con il riposo a letto (soprattutto sdraiati sulla schiena) e con il dormire eccessivo . La maggior parte degli attacchi di asma, infarti, paralisi e decessi accadono verso la fine del sonno, intorno alle 5 di mattina.

Altri fattori che aumentano la respirazione sono le varie emozioni, positive o negative, lo stress, fumo ed la permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati, mentre la calma e il freddo fanno diminuire la respirazione.

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