Buongiorno. Spero che tutti i lettori abbiano trascorso buone vacanze, approfittando magari del tempo libero per fare un po’ di esercizi per migliorare il respiro 🙂

Congresso degli istruttori Buteyko a fine agosto in Canada, presso l’Università di Toronto (terapia chelante, disfunzione corde vocali, rapporti Steiner-Buteyko ed altro)
Come accennato nel precedente Notiziario sono stata invitata, in rappresentanza dell’Italia, a tenere un intervento durante il Congresso di istruttori Buteyko, provenienti da ogni parte del mondo, che ha avuto luogo presso l’Università di Toronto –Canada.
Ho parlato sulla tematica relativa all’inquinamento ed ai metalli pesanti ed altri veleni (in particolare il mercurio, che oltre agli altri problemi offre un terreno in cui prospera la Candida: secondo il dr. Thomas Rau, direttore della celebre Clinica svizzera Paracelsus (una delle più celebri cliniche di medicina alternativa in Europa) la Candida sarebbe una reazione di difesa dell’organismo contro l’eccesso di mercurio. La Candida si nutrirebbe di questo mercurio, diminuendone quindi i quantitativi nell’organismo, e potrebbe essere pericoloso cercare di eliminare con mezzi drastici la Candida prima di aver cercato di espellere almeno un po’ di mercurio con una buona terapia chelante.
Uno degli ostacoli che più frequentemente impediscono il conseguimento di successi con il metodo Buteyko è appunto uno stato di forte presenza di veleni nell’organismo, e in questi casi l’iperventilazione è non raramente una reazione di difesa contro questo eccesso di veleni; i veleni vengono infatti in parte emessi nell’aria con il respiro; spesso inoltre provocano uno stato di acidità dell’organismo, il che obbliga a respirare di più per impedire che l’acidità del sangue raggiunga livelli pericolosi.
In questi casi è pertanto necessario, prima di iniziare gli esercizi Buteyko, mettere in atto delle misure di terapia chelante/disintossicante.
Durante il Congresso a Toronto, nel corso del quale ho avuto il piacere di rivedere degli istruttori che non vedevo da anni, provenienti dall’Australia, Danimarca, Usa, Irlanda e Gran Bretagna, vi è stato uno scambio di idee molto fruttuoso e sono stati discussi vari approcci diretti a migliorare ancora di più l’insegnamento degli esercizi Buteyko. Vi sono inoltre state alcune altre Conferenze molto interessanti: una sui rapporti, sempre più evidenti, tra iperventilazione ed ansia/panico ed una sulla disfunzione delle corde vocali.
Sulla disfunzione delle corde vocali, argomento indubbiamente da approfondire, riporto quanto avevo scritto nel Notiziario dell’aprile 2007 (http://buteykoitalia.homestead.com/malattiaeccessorespirazione.html )
“Sempre in relazione alla diagnosi di asma, mi sembra interessante anche un altro problema, la “disfunzione delle corde vocali” che viene non raramente erroneamente diagnosticata come asma, in quanto provoca sintomi molto simili, come una sensazione di chiusura della gola, un senso di soffocamento e problemi di respirazione in particolare, come avviene per l’asma, nella fase dell’espirazione.
Nell’interessante sito http:// cantbreathesuspectvcd.com (non puoi respirare: sospetta una disfunzione delle corde vocali), si osserva come questo problema della VCD (disfunzione delle corde vocali) sia ancora poco conosciuto, come numerosi medici non ne abbiano mai sentito parlare, e come sia ignorato anche in molti libri medici. Il problema, per confondere ulteriormente le cose, è inoltre complicato anche dal fatto che vengono impiegati anche altri nomi per la VCD , e che esistono anche altri quadri patologici simili (ad esempio la “distonia spasmodica”).
E’ interessante comunque notare che, tra i consigli dati nel sito web sopracitato, alla pagina “come sopravvivere ad un attacco di VCD ”, vi siano alcune manovre respiratorie che portano ad un rallentamento e ad una tranquillizzazione della respirazione (nuova conferma della validità di quanto sostenuto dal dr. Buteyko).
Non mi resta che dire che, viste anche tutte queste difficoltà e la complessità della diagnosi dell’asma, perlomeno la respirazione Buteyko, diversamente da quanto accade per broncodilatatori e cortisone, anche quando la diagnosi di asma è errata, fa comunque bene poiché è utile anche in caso di infiammazioni, attacchi di panico, disfunzioni vocali e spasmi.”

Un’altra conferenza molto interessante, tenuta dallo psicologo australiano J.Wilson (www.remedialbreathing.com) ha parlato dei rapporti tra gli insegnamenti di Buteyko e quelli di Rudolf Steiner. Su Steiner, fondatore dell’antroposofia) vi sarebbe troppo da scrivere e quindi rinvio, per chi voglia saperne di più, ad es. al link http://www.macrolibrarsi.it/speciali/rudolf_steiner.php dal titolo “Rudolf Steiner, un gigante dell’età moderna”.
Steiner è noto soprattutto per le sue scoperte nel campo della medicina (medicamento a base di vischio contro i tumori, impiegato soprattutto nella Clinica di medicina antroposofica Lukas-Klinik, in Svizzera, con spese interamente sostenute dal sistema sanitario pubblico svizzero) nel campo dell’istruzione (fondatore delle scuole steineriane/Waldorf) e dell’agricoltura (agricoltura biodinamica).

Ed ecco quanto ha osservato Rudolf Steiner sul respiro: ”E questo è un grande segreto: tutte le forze risanatrici si trovano originariamente nel sistema respiratorio umano. E chi conosce veramente l’intera dimensione del respiro conosce anche le forze risanatrici dell’organismo umano, che non si trovano negli altri sistemi dell’organismo i quali hanno loro stessi bisogno di essere guariti…..”

Sperimentazioni a Toronto
Poichè questo numero del Notiziario si sofferma sul Canada e l’Università di Toronto, dove si è svolto il Congresso, vorrei citare degli studi, pur non recentissimi, che hanno avuto luogo presso questa Università: i ricercatori medici del programma di biologia molecolare dell’Università hanno infatti accertato che “….l’innalzamnto nella permeabilità microvascolare è stato più elevato nel gruppo in cui vi era ipocapnia (tasso troppo basso di CO2 nell’organismo ) che nel gruppo di controllo. Il danno causato da ischemia da riperfusione è stato notevolmente superiore nel gruppo in cui vi era ipocapnia rispetto al gruppo di controllo”. Il danno al tessuto polmonare è stato proporzionale al grado di ipocapnia (Laffey et al. 2000, Laffey et al.2003). Come concludono i ricercatori canadesi in questione: “un innalzamento deliberato della PaCO2 (ipercapnia terapeutica) protegge contro danni al tessuto polmonare (Laffey et al.2003).
Quale conclusione trarne? Anche se i ricercatori in questione, che non conoscevano Buteyko, ovviamente non osservano nulla in proposito, è bene cercare di migliorare il proprio modo di respirare, in modo da conservare una buona quantità di CO2 nell’organismo, senza mai arrivare al livello di ipocapnia che renderebbe necessaria la somministrazioni terapeutica di CO2 con le modalità di cui allo studio sopracitato!

 

* I notiziari hanno scopo informativo e non intendono in alcun modo dare consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Questo avviso vale per tutti i numeri dei nostri notiziari.

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