Salve e buon inizio di primavera (si spera che sia finalmente arrivata!) Uno dei vantaggi del bel tempo primaverile è che viene voglia di uscire e fare passeggiate-movimento. Come tutti sanno, muoversi fa bene: quando si fa movimento fisico l’organismo produce molta CO2 e fare un po’ di movimento è uno dei modi più efficaci per far aumentare rapidamente il livello di CO2 nell’ organismo.

Il problema è tuttavia che l’aumento di respirazione che si verifica quando si fa movimento (quando si produce tanta CO2 è normale e fisiologico doverne eliminare un po’ accelerando la respirazione) può diventare eccessivo, in particolare in chi già tende ad iperventilare anche a riposo; alla fine ci si trova quindi in una situazione peggiore di quella di partenza, poiché non solo viene dissipata la CO2 supplementare prodotta con il movimento ma anche una parte delle riserve di CO2 che vi erano prima di iniziare a muoversi. Raccomando pertanto vivamente, prima di iniziare un programma di movimento fisico, di imparare ad ottimizzare la propria respirazione con il metodo Buteyko.- Segnalo questo studio condotto da ricercatori delle prestigiose Università di Stanford, di Basilea e di Dallas, dal titolo “ Targeting pCO2 in Asthma: Pilot Evaluation of a Capnometry-Assisted Breathing Training “ A. E. Meuret e Ritz Department of Psychology, Southern Methodist University, Dallas, TX USA, F. H. Wilhelm University of Basel, Basel, Switzerland, W. T. Roth, Stanford University Medical School, Stanford, CA, USA
Published online: 13 June 2007, Springer Science+Business Media, LLC 2007
Lo studio voleva provare l’effetto che un aumento della CO2 (tramite tecniche biofeedback di respirazione, assistite dall’uso di un capnometro) produce sul controllo dell’asma. In questo studio (in doppio cieco), nel gruppo di pazienti che avevano adottato le tecniche dirette ad aumentare il livello di CO2, si è registrato un notevole miglioramento; tanto che lo studio conclude osservando che “ I livelli medi di pCO2 sono saliti da situazioni di ipocapnia (carenza di CO2) alla normocapnia ( livello normale di CO2); la frequenza e gravità dei sintomi dell’asma è migliorata e si è ottenuto un migliore controllo dell’asma”.
Una breve osservazione sullo studio: in un ambiente altamente tecnologico, con vari “camici bianchi”, all’interno di un ospedale e con l’impiego di raffinati macchinari e strumenti, si è ottenuto un risultato che, con metodi più “casalinghi”, è possibile in genere raggiungere a casa propria, senza necessità di capnometri, imparando la tecnica di respirazione Buteyko, che porta appunto ad ottimizzare il livello di CO2. Il risultato è anzi indubbiamente migliore se, anziché respirare “bene” per poco tempo, come si è fatto nello studio con l’aiuto di tecniche di biofeedback, si riesce a modificare permanentemente, come avviene con Buteyko, il riflesso respiratorio automatico, in modo da respirare bene non solo quando si fanno gli esercizi ma sempre, anche quando si dorme.
-Restando sull’argomento delle sperimentazioni: come ho già avuto modo di osservare in questo Notiziario, l’utilità della CO2 è da tempo nota ed utilizzata nel campo della medicina d’emergenza (in caso di operazioni, anestesia ecc.) mentre è purtroppo trascurato nel campo della medicina quotidiana. Sull’argomento cito ora due altri articoli scientifici: uno (Pubblicato nel 1999 con aggiornamenti nel marzo del 2009), esamina gli effetti della “carbogen therapy” (inalazione di una miscela di gas formata da ossigeno e CO2 in dosaggio elevato), sulla perdita improvvisa dell’udito. Nell’ articolo dal titolo “Effect of carbogen inhalation on peripheral tissue perfusion and oxygenation in patients suffering from sudden hearing loss “ (effetto della inalazione di carbogeno sulla perfusione dei tessuti e l’ossigenazione in pazienti sodfferenti di improvvisa perdita dell’udito), pubblicato su “Annals of Otology, Rhinology & Laryngology 1/10/00, di Kallinen, Johanna ; Kuttila, Kari ; Aitasalo, Kalle; Grenman, Reidar), uno degli autori osserva : “ Ho trattato numerosi casi di improvvisa sordità…che non rispondevano a medicinali vasodilatatori e che hanno invece risposto in modo spettacolare al carbogeno, anche quando è stato somministrato numerose settimane dopo l’evento. Sfortunatamente questo trattamento non ottiene successo quando è somminstrato troppo tardi, quando non vi è più un potenziale di rigenerazione”.
Un altro articolo riguarda invece i miglioramenti che è stato possibile ottenere con il carbogeno in caso di occlusione improvvisa dell’arteria centrale retinica. Nell’articolo, del 12/2/2009 dal titolo “ Central Retinal Artery Occlusion: Treatment & Medication “, (scritto da Robert H Graham, MD, Senior Associate Consultant, Department of Ophthalmology, Mayo Clinic, Scottsdale, Arizona, e Shehab A Ebrahim, MD, Assistant Professor, Department of Ophthalmology, Tulane University; Vitreoretinal Surgeon, The Retina Institute, LLC) si osserva che “con la CO2 si è ottenuta una dilatazione delle arterie retiniche ed un migliore rifornimento di O2 ai tessuti ischemici“.

– Come scritto in un numero precedente, in controlli effettuati su asmatici, si è riscontrata una produzione di acido gastrico inferiore alla norma. Si tratta di un problema, come ho osservato, che può dar luogo a trattamenti sbagliati perchè le difficoltà di digestione (bruciori ecc.) provocate dalla carenza di acido gastrico sono simili a quelle provocate da un eccesso di acidità, e sono trattate con antiacidi che magari in questi casi danno un sollievo immediato ma peggiorano il problema. Tra le conseguenze della carenza di acido gastrico vi è anche un cattivo assorbimento di varie sostanze, tra cui in particolare la vitamina B12. Vale quindi la pena, in particolare se si soffre sia di asma che di problemi di digestione, di controllare la situazione sotto questo aspetto, per prendere le misure appropriate.

 

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